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Leccia

Aggiornato il 18 maggio 20124 capitoli5 domande frequenti

Caratteristiche generali

La leccia, il cui nome scientifico è Lichia amia, è un pesce che vive in acque salate e appartiene alla famiglia delle Carangidae; gli esemplari adulti di taglia media raggiungono dimensioni di un metro, un metro e mezzo, e possono arrivare a pesare anche una settantina di chili. E’ un pesce che si presenta possente e nervoso, con un corpo appiattito lateralmente, a forma di losanga, e una testa piuttosto piccola rispetto al corpo: i muso è appuntito, e le mascelle si estendono in lunghezza addirittura fino all’occhio. I denti sono sottili e minuti, e ricoprono entrambe le mascelle, la lingua, i palatini e il resto del cavo orale; gli occhi sono piuttosto piccoli. Tutto il corpo e ricoperto di scaglie di piccole dimensioni, fatta eccezione per la testa, che invece è liscia. Una caratteristica distintiva della leccia è quella di avere la linea laterale ondulata, invece che dritta come la maggior parte dei pesci; ha due pinne dorsali e una pinna caudale forcuta. Il dorso è di colore bianco con sfumature grigie o blu, mentre i fianchi e il ventre sono argentati; le pinne e la linea laterale sono scure, praticamente nere.

Habitat, distribuzione e riproduzione

La leccia è un pesce comune in tutto il mar Mediterraneo e nella zona orientale dell’Oceano Atlantico, dal Sudafrica alla Penisola Iberica. La sua alimentazione è carnivora: si ciba di pesci, anche di discrete dimensioni, prediligendo quelli che frequentano il suo stesso habitat, come ad esempio cefali, aguglie e stelle. In genere vive in acque di media profondità; soprattutto nel periodo primaverile, però, non disdegna di avvicinarsi alle zone più costiere. Qui è capace di inseguire branchi di pesci anche per molto tempo (arrivando anche occasionalmente ad avvicinarsi alle rive dei fiumi e addirittura a risalirli per brevi tratti), e soprattutto si occupa di riprodursi. Durante la stagione riproduttiva, vissuta generalmente in simbiosi col partner, depone le uova sulle pietre, facendole aderire grazie all’aiuto di una sostanza mucillaginosa. In Italia, la presenza di questo predatore costiero è stata per lungo tempo molto ridotta: se ne registravano esemplari solo in zone molto circoscritte. Da quattro o cinque anni, invece, c’è stata una sorta di invasione vera e propria: interi branchi di questi pesci si sono insediati in tantissime zone, uscendo vittoriosi dal confronto con gli altri pesci predatori che le occupavano in precedenza.

La pesca della leccia

Pescare una leccia non è cosa semplice: si tratta infatti di pesci piuttosto furbi, che in genere rifiutano esche imperfette, e che combattono strenuamente contro il pescatore nel momento in cui vengono catturate. Può essere pescata con le tecniche della traina e dello spinning. La traina col vivo è probabilmente il sistema più efficace: l’importante è munirsi in precedenza di esche adatte, preferibilmente cefali, di cui la nostra leccia è esageratamente ghiotta; in mancanza di cefali, possiamo utilizzare con buoni risultati anche aguglie, lanzardi, sugarelli e stelle. Dobbiamo cercare di far sì che l’esca abbia un movimento naturale in acqua, in modo tale da spingere la preda ad avvicinarsi. La tendenza della leccia a cacciare in superficie, però, la rende una preda adatta anche ad essere catturata con la tecnica dello spinning, lanciando sul pelo dell’acqua esche (generalmente minnow) di buone dimensioni, e di colori sia tenui che vivaci. Come si è già accennato in precedenza, nel momento in cui la leccia abbocca il combattimento è piuttosto impegnativo, e richiede attrezzature adeguate e robuste; la sua difesa comunque, nonostante sia violenta, si esaurisce in tempi ragionevolmente brevi, a seconda anche della dimensione del pesce.

La leccia in cucina

Le carni della leccia vengono vendute generalmente sottoforma di tranci o filetti; sono bianche, sode e compatte, e hanno un gusto che ricorda un po’ quello della ricciola, ma più delicato. Assicuriamoci che il pesce sia fresco prima di acquistarlo, controllando la sodezza delle carni, la lucentezza degli occhi (quando è presente la testa), e soprattutto l’odore (una puzza simile all’ammoniaca è il primo campanello d’allarme). Una volta acquistata la leccia, è preferibile consumarla subito; in alternativa, può comunque essere conservata in frigo per massimo un paio di giorni. Si tratta di un pesce gustoso, leggero e nutriente, che in tavola fa la sua ottima figura. Esistono diversi modi per cucinarla, dopo averla ovviamente pulita e lavata accuratamente: possiamo ad esempio scegliere una classica preparazione al forno con patate, magari arricchendo il piatto con delle olive di Gaeta, che si rivelano un ottimo condimento. Vi sono però anche preparazioni un po’ più particolari, come la leccia all’arancia, che si cucina sempre al forno, ma dopo averla precedentemente imbottita con spicchi d’arancia e salvia, o ancora la leccia in agrodolce, in cui il pesce viene accostato a condimenti originali quali cannella, miele e cacao.

Domande frequenti

  • Quali sono i metodi di pesca più efficaci per la leccia?
    La leccia è un pesce abile e combattivo, quindi richiede tecniche specifiche. Il metodo più efficace è la traina con esche vive, preferibilmente cefali, poiché la leccia ne è particolarmente ghiotta. È fondamentale che l'esca si muova naturalmente in acqua per attrarre il predatore. Un'altra op valida è lo spinning, ideale dato che la leccia caccia spesso in superficie; in questo caso si utilizzano minnow di varie dimensioni e colori. Attenzione: quando abbocca, la leccia offre una resistenza vigorosa ma breve, richiedendo attrezzature robuste per gestirla senza spezzare la lenza.
  • Come riconoscere una leccia fresca al banco del pesce?
    Per assicurarsi la freschezza della leccia, bisogna osservare attentamente alcuni indicatori chiave. Innanzitutto, le carni devono apparire sode e compatte al tatto, non molli. Se il pesce è intero, controllate che gli occhi siano lucidi e sporgenti, segno di buona conservazione. L'aspetto più critico è l'odore: un pesce fresco deve avere un profumo gradevole di mare. Se percepite un odore forte e sgradevole, simile all'ammoniaca, significa che il pesce non è fresco ed è meglio evitare l'acquisto per motivi di sicurezza alimentare e qualità gastronomica.
  • Quali sono le caratteristiche distintive della leccia rispetto ad altri pesci?
    La leccia (Lichia amia) si distingue facilmente per diverse peculiarità morfologiche. Ha un corpo appiattito lateralmente a forma di losanga, con una testa piccola e liscia priva di scaglie, a differenza del resto del corpo coperto da piccole squame. La caratteristica più unica è la linea laterale, che è ondulata anziché dritta. Inoltre, le sue mascelle si estendono fino all'occhio e sono dotate di denti sottili e minutisimi. Il colore varia dal bianco-grigiastro/blu sul dorso all'argento sui fianchi, con pinne e linea laterali scure, quasi nere, rendendola un pesce imponente e riconoscibile.
  • In che modo si consiglia di cucinare la leccia?
    La leccia offre carni bianche, sode e dal sapore delicato, simile a quello della ricciola ma meno intenso. È versatile in cucina: può essere preparata semplicemente al forno con patate e olive di Gaeta, oppure in versioni più elaborate. Un'idea originale è la leccia all'arancia, imbottita con spicchi d'arancia e salvia, o la versione in agrodolce con cannella, miele e cacao. Per preservarne il gusto, è consigliabile consumarla subito dopo l'acquisto; se necessario, può essere tenuta in frigorifero per massimo due giorni, mantenendola ben coperta.
  • Dove si trova la leccia e qual è il suo comportamento stagionale?
    La leccia è diffusa nel Mar Mediterraneo e nell'Oceano Atlantico orientale, dal Sudafrica alla Penisola Iberica. Vive principalmente in acque di media profondità, ma durante la primavera si avvicina notevolmente alle coste, talvolta risalendo brevemente i fiumi, per riprodursi e cacciare. In questa fase, depone le uova sulle rocce aiutandosi con una sostanza mucillaginosa. Negli ultimi anni si è registrata una significativa espansione della sua popolazione in molte zone italiane, dove si è insediata con successo, competendo con altre specie predatrici costiere.

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