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Pesce Spatola

Aggiornato il 22 giugno 20124 capitoli5 domande frequenti
Pesce Spatola

Caratteristiche fisiche del pesce spatola

Il pesce spatola (il cui nome scientifico è Lepidopus caudatus) è un pesce che vive in acque salate e fa parte della famiglia dei Trichiuridi; è anche conosciuto col nome di pesce sciabola. Il suo corpo ha una forma allungata e nastriforme, compressa ai lati; la testa è grossa e con una cresta prominente nella zona della nuca, la coda è piccola e forcuta, ed è la parte terminale di un sottile peduncolo caudale. Il muso è allungato, con due mascelle (quella inferiore più lunga di quella superiore) provviste di una robusta e aguzza dentatura. La pinna dorsale comincia subito dopo la testa, e termina quasi in prossimità della pinna caudale; le pinne pettorali hanno la forma di piccoli trapezi, quelle ventrali sono piccolissime. La pelle del pesce spatola è completamente priva di squame; la colorazione è di un brillante colore bianco argentato, e negli esemplari adulti la parte del dorso è più scura. Il pigmento si stacca facilmente a contatto con le dita. Per quanto riguarda le dimensioni, in genere gli adulti raggiungono una novantina di centimetri; si hanno però notizie di esemplari lunghi anche 200 centimetri, per un peso di oltre 8 kg.

Habitat, riproduzione e alimentazione del pesce spatola

Il pesce spatola è piuttosto comune: lo si trova nell’Oceano Atlantico (dall’Islanda alla parte meridionale dell’Africa), nell’Oceano Indiano, nell’Oceano Pacifico, nel Mar Mediterraneo (zona occidentale) e nel basso Tirreno. In Italia è diffusissimo nei pressi dello Stretto di Messina. Generalmente il pesce spatola vive in acque molto profonde, fra i 100 e i 600 metri, soprattutto su fondali fangosi: occasionalmente, durante la stagione estiva, si porta a profondità più basse alla ricerca di cibo. Si riproduce in periodi differenti a seconda della zona in cui vive, ma comunque la deposizione delle uova avviene sempre durante la stagione calda: una volta deposte, le uova rimangono sospese nel plancton e si schiudono a 50/60 metri di profondità. Come suggerisce la sua forte e possente dentatura, il pesce spatola è carnivoro, ed è un predatore: si nutre di calamari, pesci e crostacei, e non esita ad attaccare prede anche molto più grandi di lui. Per contro, viene a sua volta cacciato da altri pesci, come otarie, squali e merluzzi. Il pesce spatola non è estraneo alla pratica del cannibalismo: spesso e volentieri attacca i propri stessi simili, soprattutto se in condizioni di difficoltà.

La pesca del pesce spatola

Il pesce spatola viene pescato con reti a strascico (o da circuizione), o con palangari. Il primo metodo è molto diffuso nello Ionio e nel Tirreno: le reti vengono calate di notte, in presenza di una forte fonte luminosa che attiri i pesci a galla. La pesca mediante palangari invece è diffusissima nello Stretto di Messina, in cui vi è una lunga tradizione di pesca di pesce spatola, tanto che esiste anche il mestiere specifico di “spatularu” (pescatore di pesci spatola, appunto), spesso tramandato di padre in figlio. Viene calato a fondo un lunghissimo palangaro con molti ami, su cui vengono poste delle esche, generalmente pezzetti di sardine, o pezzetti del peduncolo caudale del pesce spatola stesso. Il palangaro va calato rigorosamente di notte, e in genere lasciato in acqua diverse ore, per poi essere tirato su all’alba. Spesso capita che i fili si impiglino fra loro, costringendo i pescatori a unire tutto il pescato e ripartirselo fra loro in parti uguali. Il pesce spatola viene pescato durante tutto l’anno, ma soprattutto in estate, dato che si avvicina maggiormente alla riva.

Il pesce spatola in cucina

Il pesce spatola appartiene al grande gruppo dei pesci azzurri, e come tale ha un ottimo sapore e ottime proprietà nutritive, prima fra tutte la presenza di Omega 3, un vero e proprio toccasana per il nostro benessere. Le sue carni sono bianche, consistenti e molto saporite. Si consiglia però, indipendentemente dalla freschezza, di mangiare il pesce spatola esclusivamente cotto: può presentare infatti all’interno della cavità viscerale dei parassiti (Anisakis) pericolosi per l’uomo. Per pulirlo bisogna lavarlo bene, eliminare le interiora nella parte addominale, sfilettarlo e poi tagliarlo in tranci: a questo punto è possibile cucinarlo come più ci aggrada. E’ ottimo al forno, fritto, in pastella, o in umido con le cipolle, mentre si sconsiglia di cuocerlo alla griglia, dato che tende a diventare un po’ fibroso. Celebre la profumatissima ricetta del pesce spatola alla ligure, preparato in padella, condito con pinoli, scalogno, origano, peperoncino, sale, vino bianco e rosmarino; particolare anche la preparazione in agrodolce, che vede il pesce spatola passato nella farina e cotto fino ad essere croccante, e poi condito con cipolle caramellate, frutta secca, aceto, zucchero di canna e olive. Si tratta di una ricetta molto diffusa in Sicilia soprattutto nel passato, durante il periodo di digiuno quaresimale.

Domande frequenti

  • È sicuro mangiare il pesce spatola crudo?
    No, è fortemente sconsigliato consumare il pesce spatola crudo. Sebbene sia un pesce azzurro dal sapore eccellente e ricco di Omega 3, può ospitare parassiti pericolosi per l'uomo, in particolare l'Anisakis, all'interno della sua cavità viscerale. Per garantire la sicurezza alimentare, il pesce spatola deve essere consumato esclusivamente cotto. La cottura elimina efficacemente questi rischi, permettendoti di apprezzarne le carni bianche, consistenti e saporite senza preoccupazioni per la salute.
  • Quali sono i metodi di cottura migliori per il pesce spatola?
    Le preparazioni ideali includono la cottura al forno, fritta, in pastella o in umido, specialmente con le cipolle. Un classico è lo stile ligure, con pinoli, scalogno, origano e vino bianco. Anche la versione agrodolce siciliana, con cipolle caramellate e frutta secca, è molto apprezzata. Al contrario, si sconsiglia vivamente la cottura alla griglia: il calore diretto tende a rendere la carne fibrosa e meno gradevole al palato. Scegliere metodi di cottura che mantengano l'umidità del pesce è fondamentale per un risultato ottimale.
  • Dove si trova comunemente il pesce spatola in Italia?
    Il pesce spatola è diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo, con particolare abbondanza nella zona occidentale e nel basso Tirreno. In Italia, la sua presenza è statisticamente e commercialmente più rilevabile nelle acque dello Stretto di Messina, dove la pesca rappresenta una tradizione locale radicata. Si trova anche nell'Oceano Atlantico, Indiano e Pacifico, vivendo generalmente in acque profonde tra i 100 e i 600 metri, salvo spostarsi verso livelli inferiori d'estate per cibarsi.
  • Come si riconosce il pesce spatola dalle altre specie?
    Il pesce spatola, noto anche come sciabola, si distingue per il corpo estremamente allungato, nastriforme e privo di squame, con una colorazione bianco-argentata brillante. La testa presenta una cresta prominente sulla nuca e un muso allungato dotato di mascelle robuste e denti aguzzi. Una caratteristica unica è la mancanza di pinne ventrali ben sviluppate e la presenza di una piccola coda forcuta alla fine di un sottile peduncolo caudale. A differenza di molti pesci, la sua pelle è liscia e il pigmento si stacca facilmente al tatto.
  • Cosa mangia il pesce spatola e quanto cresce?
    Essendo un predatore carnivoro, il pesce spatola si nutre principalmente di calamari, pesci e crostacei, arrivando ad attaccare prede anche più grandi di lui. Non è raro osservare comportamenti cannibalistici verso i propri simili. Riguardo alle dimensioni, gli adulti raggiungono solitamente circa 90 cm, ma esistono esemplari registrati lunghi fino a 200 cm e pesanti oltre 8 kg. Questa crescita significativa contribuisce alla sua importanza sia ecologica che commerciale nelle zone di pesca.

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