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Pesce Vela

Aggiornato il 25 giugno 20124 capitoli5 domande frequenti
Pesce Vela

Pesce vela: informazioni generali

Il pesce vela o istioforo è un membro della famiglia degli Istioforidi, la stessa di cui fanno parte anche marlin e aguglie, con cui infatti presenta diverse somiglianze. Esistono due principali tipologie di pesci vela, molto simili fra loro: il pesce vela indo-pacifico (nome scientifico: Istiophorus albicans) e il pesce vela atlantico (nome scientifico: Istiophorus platypterus). Nell’aspetto assomigliano un po’ ai pesci spada, sebbene siano meno aggressivi di questi ultimi. Il corpo del pesce vela si presenta di dimensioni imponenti, allungato e schiacciato sui fianchi, con una coda fortemente bilobata. La denominazione deriva dalla particolare forma e dimensione della pinna dorsale, che spesso è grande più del corpo stesso; le pinne pettorali invece sono lunghe e falciformi. Ha anche una seconda pinna dorsale, di dimensioni molto più piccole rispetto alla prima, e due pinne anali, di cui la seconda perfettamente opposta alla seconda dorsale. La bocca presenta una mascella superiore allungata e sporgente, che forma una specie di lancia. La livrea è blu intensa o addirittura nera sul dorso, mentre va schiarendosi sui lati, fino al ventre bianco argenteo. Pare che quest’animale sia in grado di schiarire o scurire il suo colore a seconda dello stato d’animo. La sua lunghezza è generalmente di poco superiore ai 2 metri, sebbene vi siano esemplari che raggiungono dimensioni di oltre 3 metri, per un peso di 100 kg.

Habitat e abitudini del pesce vela

La variante indo pacifica del pesce vela abita, come suggerisce il nome stesso, negli Oceani Indiano e Pacifico, generalmente in mare aperto e a latitudini tropicali. La varietà atlantica, invece, abita le zone tropicali e subtropicali dell’Oceano Atlantico; a volte gli esemplari più giovani di questa seconda specie si spingono fino al Mar Mediterraneo. Sono molto rare le segnalazioni nei mari italiani. Spesso lo si incontra in alto mare, dove nuota lentamente e senza fretta, lasciando emergere dall’acqua la grossa pinna dorsale, che vista da lontano sembra proprio una piccola vela. Alcuni ritengono che adotti questa particolare posizione proprio per lasciarsi sospingere dal vento. A volte vive in piccoli gruppi di circa venti o trenta individui. Per quanto riguarda l’alimentazione, il pesce vela è un cacciatore: si nutre di piccoli pesci pelagici, soprattutto della famiglia Scombridae, ma anche di crostacei e cefalopodi. In genere attacca branchi interi di altri pesci, li spinge verso la superficie e poi li mangia uno ad uno, eventualmente stordendoli prima con la spada. Il pesce vela detiene inoltre il record indiscusso di pesce più veloce del mondo: può raggiungere velocità anche di 110 km/h. Durante le misurazioni effettuate, però, i pesci vela tendono spesso a saltare fuori dall’acqua e poi rientrarvi: questo lascia pensare che, se nuotassero completamente immersi, la loro velocità aumenterebbe ulteriormente.

La pesca del pesce vela

Il pesce vela è una specie molto ambita in particolare dai pescatori d’altura, poiché oppone una grande resistenza alla cattura, saltando e tuffandosi ripetutamente: a volte la cattura di un solo esemplare più richiedere diverse ore di tempo. E’ il rostrato (pesce dotato di rostro) più catturato nel mondo. Il pesce vela si pesca principalmente tramite l’utilizzo della traina, utilizzando poi tecniche differenti a seconda delle esche impiegate, naturali vive o naturali morte. E’ invece sconsigliato in questo caso l’utilizzo di esche artificiali. La scelta dell’esca dipenderà, oltre che dalle nostre preferenze personali, anche dalla stagione in cui ci troviamo, dalle condizioni del mare, dalla regione, dalla quantità di pesci vela presenti in acqua, e così via.

Il pesce vela in cucina

Il pesce vela è oggetto principalmente di pesca sportiva; lo si pesca per il semplice gusto della ‘lotta’, e solo raramente viene pescato per essere messo in commercio o a scopo alimentare. Eppure, le sue carni sono gustose se cucinate nel modo giusto, e il suo fegato è una preziosa fonte di nutrimento, in particolare di vitamina A. Solitamente questo pesce non viene mai venduto intero, ma in falde o in tranci (il più delle volte già privi di lische), per ovvi motivi di dimensione; quando lo acquistiamo, assicuriamoci che sia fresco, che le carni siano compatte e non presentino spaccature, e che l’odore sia gradevole (ricordiamo che un sentore di ammoniaca è il primo indizio di pesce poco fresco). Oltre alle classiche preparazioni (alla griglia, al forno, infarinato e fritto a tocchetti), va segnalato che il pesce vela ben si accosta al gusto degli agrumi: sono molte infatti le preparazioni che coinvolgono succhi di lime e limone, accostati a contorni ‘classici’ come peperoncini, patate o pomodori, ma anche a contorni più particolari come il passion fruit o i germogli di soia. Il gusto del pesce vela si abbina bene anche a erbe aromatiche come il timo o la menta.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra il pesce vela indo-pacifico e quello atlantico?
    Le due specie appartengono allo stesso genere (Istiophorus) e condividono morfologia e comportamento, ma differiscono per l'habitat geografico. Il pesce vela indo-pacifico (Istiophorus albicans) popola prevalentemente gli oceani Indiano e Pacifico nelle zone tropicali. Al contrario, il pesce vela atlantico (Istiophorus platypterus) vive nell'Oceano Atlantico, nelle aree tropicali e subtropicali. Una curiosità interessante riguarda la presenza occasionale: gli esemplari più giovani della specie atlantica possono talvolta migrare verso il Mar Mediterraneo, sebbene le segnalazioni nei mari italiani rimangano piuttosto rare.
  • Perché il pesce vela ha ricevuto questo nome e qual è la funzione della sua pinna dorsale?
    Il nome deriva direttamente dalla sua caratteristica anatomica più distintiva: la pinna dorsale anteriore, che è estremamente alta e lunga, potendo superare in dimensioni la lunghezza del corpo stesso. Questa pinna, quando il pesce nuota, emerge dall'acqua creando un'immagine simile a una vela. Si ritiene che il pesce possa alzare o abbassare questa pinna per ridurre la resistenza idrodinamica durante le alte velocità o per comunicare con i conspecifici. Inoltre, la pinna dorsale secondaria è molto più piccola e posizionata posteriormente, quasi in opposizione alla seconda pinna anale.
  • Quanto velocemente può nuotare il pesce vela e perché salta fuori dall'acqua?
    Il pesce vela detiene il titolo di pesce più veloce del mondo, raggiungendo picchi di velocità fino a 110 km/h. Durante queste folli accelerazioni, è comune osservarlo compiere grandi salti fuori dall'acqua. Questo comportamento non è solo spettacolare, ma potrebbe avere una funzione fisiologica: uscire dall'acqua permetterebbe al pesce di raffreddare il corpo surriscaldato dallo sforzo muscolare intenso. I ricercatori ipotizzano che, se nuotasse interamente immerso senza interrompere la corsa con i salti, la sua velocità massima potrebbe risultare ancora superiore a quella registrata.
  • Come si cucina il pesce vela e quali sono i suoi valori nutrizionali?
    Le carni del pesce vela sono apprezzate in cucina, specialmente se cotte alla griglia, al forno o fritte a tocchetti dopo essere state infarinate. È un pesce magro e saporito che si sposa egregiamente con gli agrumi (limone, lime) e aromi come timo e menta. Un aspetto nutrizionale rilevante è il fegato, che rappresenta una preziosissima fonte di vitamina A. Attenzione alla freschezza: al momento dell'acquisto, preferite tranci o falde (spesso già privati delle lische per la grandezza del pesce), verificando che le carni siano compatte, prive di spaccature e dall'odore gradevole, evitando qualsiasi traccia di ammoniaca.
  • È facile da pescare e quali tecniche vengono utilizzate?
    Nonostante sia un bersaglio ambitissimo per la pesca sportiva, il pesce vela offre una resistenza eccezionale, rendendo la cattura impegnativa e lunga, a volte richiedendo diverse ore. La tecnica predominante è la traina, utilizzando esche naturali (vive o morte); le esche artificiali sono generalmente sconsigliate. La scelta dell'esca varia in base alla stagione, alle condizioni marine e alla zona. Essendo il rostrato più catturato al mondo, la sua pesca è regolamentata e spesso praticata con approccio catch-and-release per preservarne le popolazioni, dato che raramente viene destinato al mercato alimentare commerciale.

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