Misura la profondità: il laghetto è adatto a svernare?
La prima cosa da verificare, tra ottobre e novembre, è la profondità del laghetto: i pesci rossi nel laghetto possono passare l'inverno all'aperto solo se la zona più profonda supera il metro, meglio ancora se arriva a circa 1,20 metri. Quando l'acqua si raffredda i pesci si radunano sul fondo, dove la temperatura resta stabile intorno ai 4 gradi, e lì entrano in una sorta di semiletargo che dura fino alla primavera. La buca profonda deve però essere abbastanza ampia da accogliere tutti gli esemplari insieme, perché in quello strato si concentrano anche rane e altri ospiti a sangue freddo. Se il tuo bacino è più basso, o se ospita varietà delicate come il veiltail, valuta per tempo il trasferimento in casa. Lo stesso vale per i pesci arrivati da meno di sei mesi: non si sono ancora acclimatati e affrontano il primo freddo con meno riserve dei veterani. Decidere adesso ti evita di dover pescare gli animali in acqua già gelida, quando lo stress per loro è maggiore.
Alimentazione di transizione: come far fare scorta ai pesci
Stabilito dove sverneranno, pensa alle riserve. I pesci rossi sono animali a sangue freddo: la temperatura dell'acqua regola il loro metabolismo, e con il calo autunnale consumano sempre meno energia, fino a vivere per mesi quasi solo del grasso accumulato. Per questo all'inizio dell'autunno conviene nutrirli con cura, passando a un mangime di transizione per laghetto, più ricco di fibre e molto digeribile, che li rafforza senza appesantire l'intestino quando la digestione rallenta. Osserva il comportamento piuttosto che il calendario: finché i pesci salgono con vivacità a cercare il cibo, offri piccole porzioni che vengano consumate in pochi minuti; quando restano sul fondo e ignorano il mangime, sospendi del tutto. Il cibo non mangiato si deposita e marcisce, peggiorando la qualità dell'acqua proprio nel periodo in cui i pesci non possono permettersi altri stress.
Foglie, fango e pompa: la pulizia prima che arrivi il freddo
Le settimane di ottobre sono anche il momento giusto per mettere ordine nel laghetto. Togli con un retino le foglie cadute e stendi una rete a maglia fine sopra la superficie finché gli alberi non si sono spogliati: le foglie che affondano si decompongono sul fondo e consumano ossigeno, proprio quello di cui i pesci hanno bisogno sotto il ghiaccio. Elimina anche le parti morte delle piante acquatiche e, se lo strato di fango è spesso, riducilo con una pompa aspirafango o con un retino, senza però intorbidire troppo l'acqua e senza svuotare il bacino. Riguardo a pompa e filtro, informati sul tuo modello: molti impianti vanno spenti, puliti e riposti all'asciutto per l'inverno, mentre quelli che restano in funzione andrebbero sistemati così da non rimescolare l'acqua di fondo con quella fredda di superficie. Lo strato più profondo, a circa 4 gradi, è il rifugio dei pesci rossi e va lasciato tranquillo.
Tenere libera una parte della superficie: antighiaccio e riscaldatori
L'ultimo accorgimento riguarda il ghiaccio. Un laghetto profondo non gela mai fino in fondo, ma una lastra continua in superficie impedisce lo scambio di gas e i pesci rossi possono soffocare. Procurati per tempo un antighiaccio galleggiante, un anello di polistirolo o un dispositivo simile che mantenga aperto uno spazio anche nei giorni più rigidi; uno sfiatatoio piccolo è sufficiente. Se invece il bacino è poco profondo e hai scelto di non trasferire i pesci, esistono riscaldatori per laghetto da impostare intorno ai 4-6 gradi: non devono scaldare l'acqua, ma solo impedire che geli, e consumano molta corrente, quindi valuta il costo prima di affidarti a questa soluzione. Se il ghiaccio si forma comunque, non romperlo mai con colpi: le vibrazioni si propagano nell'acqua e stressano gli animali in semiletargo. Scioglilo piuttosto appoggiando sulla lastra una pentola d'acqua calda. Per i pesci portati in casa, prepara una vasca ampia in un locale fresco e non riscaldato, con un filtro adeguato, e sistemali prima che l'acqua esterna sia già fredda.





