Piante acquario tropicale

Piante acquario tropicale: informazioni generali

Le piante di un acquario tropicale presentano caratteristiche specifiche delle quali occorre tener conto per poter essere coltivate all’interno di una struttura artificiale che può ospitare anche specie animali. In primo luogo, durante la scelta di vegetali occorre tener conto delle esigenze colturali e dell’adattabilità tra esemplari. Le piante dell’acquario devono essere fertilizzate con molta attenzione, si deve tener conto della quantità di anidride carbonica e di ferro presente nell’acqua e nel terreno, esporre la struttura alla giusta quantità di luce e sistemare un termoregolatore di temperatura affinché avvengano le giuste reazioni chimiche tali da creare un microclima che permetta la convivenza tra essere vegetali e animali. Almeno due volte al mese si deve sostituire metà dell’acqua con quella del rubinetto; la pulizia del fondo deve essere fatta periodicamente assieme alla potatura e all’eliminazione delle foglie morte. I residui, sottoforma di escrementi devono essere tolti dal fondo in quanto, scomponendosi formano nitrati composti in prevalenza da azoto e che a loro volta portano alla formazione di alghe.
Esempio di acquario tropicale

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Piante acquario tropicale: Crinum Thaianum

Esemplare di Crinum Thaianum Tra le innumerevoli specie di piante per acquario tropicale è possibile acquistare una Crinum Thaianum. Si tratta di un esemplare appartenente alla famiglia delle Amaryllidaceae che proviene dalle regioni della Thailandia meridionale in grado di raggiungere dimensioni comprese tra i 30 e i 200 cm d’altezza. Questa pianta acquatica è caratterizzata da un bulbo dal quale si sviluppa un importante apparato radicale; è molto adatta per rivestire e decorare le pareti posteriori, laterali o semplicemente per coprire termoriscaldatori o altre strumentazioni presenti all’interno dell’acquario. Questi esemplari devono essere piantati in un fondo di almeno 7 centimetri molto fertilizzato nella maniera tale da agevolare il forte e veloce sviluppo radicale. Il Crinum Thaianum predilige temperature comprese tra i 22 e i 28 °C, un pH che si aggira tra i 5,5 e i 7,8 e un illuminazione medio - bassa. E' una pianta acquatica semplice da coltivare e molto adattabile. Se gli esemplari si trovano in condizioni favorevoli, possono produrre infiorescenze molto particolari, caratterizzate da peduncoli che si diramano per ospitare fino a cinque fiorellini bianchi.

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Piante acquario tropicale: Anubia Barteri Barteri

Esemplare di Anubia Barteri Barteri L’Anubia Barteri Barteri appartiene a quelle piante che possono essere impiegate per la realizzazione di acquari tropicali. Appartenente alla famiglia delle Araceae, l’Anubia proviene dalle regioni del Camerun, Guinea Equatoriale e dalla Nigeria Sudorientale. È in grado di raggiungere dimensioni comprese tra i 20 e i 35 cm d’altezza producendo innumerevoli getti orizzontali e laterali mediante i quali è possibile avviare la moltiplicazione dell’esemplare stesso. Predilige zone molto ombreggiate e con una bassa intensità di luce, all’interno di un acquario in cui il pH dell’acqua è neutro e a una temperatura che varia tra i 22 e i 28 °C. Questo esemplare di pianta acquatica appartiene alle specie palustri a crescita molto lenta, in grado di adattarsi sia a una coltivazione sommersa e sia a una emersa. Le infiorescenze sono molto particolari giacché caratterizzate da una struttura simile a una spiga gialla o bianca avvolta in una fogliolina dai bianchi bordi. La fertilizzazione deve essere molto controllata e a base di ferro e manganese con lo scopo di evitare l’insorgenza di clorosi.


Piante acquario tropicale: Vallisneria gigantea

Esemplare di Vallisneria gigantea La Vallisneria Gigantea è una delle tante piante adatta per realizzare un acquario tropicale. Appartiene alla famiglia delle Hydrocharitaceae e proviene dalle regioni del Nord America, Asia Orientale, America Centrale, Sudest Asiatico e Oceania. È una pianta poco esigente escluso il vivere in acque alcaline, con una durezza medio-alta, e ricche di carbonati. Il substrato deve essere composto di sabbia a grana fine per lo sviluppo dell’apparato radicale; anche le dimensioni del contenitore devono essere di una certa grandezza in quanto la parte aerea del vegetale sviluppa delle foglie nastriformi molto importanti. La Vallisneria ha una crescita molto rapida, la fertilizzazione non deve essere troppo pesante e periodicamente è necessario accorciare il fogliame per evitare che si espanda per tutto l’acquario.



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