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Piante d'acquario in inverno: ore di luce e temperatura dell'acqua

Aggiornato il 16 ottobre 20264 capitoli
Perché le piante d'acquario soffrono quando le giornate si accorciano

Perché le piante d'acquario soffrono quando le giornate si accorciano

Con l'arrivo dell'inverno il nostro acquario deve fare i conti con due cambiamenti che arrivano insieme: la luce naturale che entra dalla finestra diventa debole e dura poche ore, e l'acqua tende a raffreddarsi, soprattutto di notte o nelle stanze che non riscaldiamo. Le piante d'acquario in inverno risentono di entrambi i fattori. La fotosintesi, cioè il processo con cui la pianta usa l'energia luminosa per trasformare anidride carbonica e acqua in zuccheri e ossigeno, rallenta quando la luce scarseggia; con l'acqua più fredda rallenta anche il metabolismo, quindi la pianta assorbe meno nutrienti e cresce meno. Il risultato lo vedi sulle foglie: colori che sbiadiscono, steli che si allungano verso la superficie in cerca di luce, foglie più vecchie che ingialliscono e marciscono. Nel frattempo le alghe, organismi molto più semplici, approfittano dello squilibrio tra luce e nutrienti e colonizzano vetri e foglie. Capire che il problema è stagionale e non una malattia ti permette di intervenire sui due parametri giusti, fotoperiodo e temperatura, invece di cambiare piante o aggiungere prodotti a caso.

Quante ore di luce servono: il fotoperiodo da impostare con il timer

Il primo intervento riguarda la luce. Le piante d'acquario, a differenza di quelle sul balcone, non devono seguire il calendario: in vasca il giorno lo decidiamo noi con la lampada. Un fotoperiodo, cioè la durata giornaliera dell'illuminazione artificiale, compreso tra 8 e 10 ore è adatto alla maggior parte delle vasche piantumate, e in inverno non va ridotto solo perché fuori è buio. Sotto le 6 ore le piante non riescono a completare una fotosintesi sufficiente; oltre le 12 ore, invece, non crescono di più e regali energia alle alghe. Il modo più semplice per rispettare questo ritmo è un timer meccanico o digitale collegato alla plafoniera: accensione e spegnimento avvengono ogni giorno alla stessa ora, anche quando torni tardi o sei in viaggio. Se finora ti affidavi alla luce naturale e all'accensione manuale, non passare di colpo a dieci ore: aumenta di circa mezz'ora a settimana, così piante e pesci si adattano e le alghe non trovano un eccesso improvviso di energia. Se la vasca riceve ancora luce dalla finestra nelle ore centrali, considera anche quella nel conteggio e fai in modo che la lampada la prolunghi invece di sovrapporsi.

Temperatura dell'acqua: riscaldatore, posizione della vasca e controlli

Il secondo parametro è la temperatura. Per un acquario tropicale piantumato l'acqua va mantenuta stabile, in genere tra 24 e 26 gradi; più della cifra esatta conta però la stabilità, perché un calo anche di 2 o 3 gradi nel giro di una notte stressa i pesci, le piante e soprattutto la colonia batterica del filtro, che lavora più lentamente e smaltisce peggio i rifiuti. Verifica il termometro ogni giorno, meglio la mattina presto quando la stanza è più fredda, e confrontalo con la temperatura impostata sul riscaldatore: se la differenza è ampia, l'apparecchio è sottodimensionato per il volume d'acqua o per quanto si raffredda la stanza, e conviene sostituirlo o affiancarne un secondo. Aiuta molto anche la posizione della vasca: lontana da finestre, porte che si aprono spesso e muri esterni freddi, il riscaldatore lavora meno e consuma meno. Se l'acquario è in una stanza che di notte non viene riscaldata, un pannello isolante dietro il vetro posteriore e un coperchio riducono le dispersioni. Durante i cambi d'acqua, infine, porta l'acqua nuova alla stessa temperatura di quella in vasca prima di versarla, perché è proprio in quel momento che si creano gli sbalzi più bruschi.

Nutrienti, anidride carbonica e alghe: come adattare la gestione ai mesi freddi

Una volta sistemati luce e calore, osserva come reagiscono le piante nelle settimane successive. Con la crescita più lenta dei mesi freddi la richiesta di nutrienti cala: se continui a fertilizzare con le dosi dell'estate, l'eccesso di azoto e fosfati finisce alle alghe. Riduci le dosi di fertilizzante liquido e, se usi un impianto di anidride carbonica, tienilo in funzione solo nelle ore in cui la lampada è accesa, perché al buio le piante non la utilizzano. Le specie poco esigenti, come anubias, muschi e felci acquatiche, attraversano l'inverno senza problemi; quelle a crescita rapida, come i pratini e molte piante a stelo, sono le prime a segnalare che qualcosa non torna. Le foglie danneggiate vanno rimosse con regolarità, perché decomponendosi rilasciano sostanze che alimentano le alghe. Se nonostante tutto compaiono alghe filamentose o patine sui vetri, non aumentare la luce pensando di aiutare le piante: in inverno la causa è quasi sempre uno squilibrio tra un fotoperiodo troppo lungo o irregolare e nutrienti in eccesso. Con un timer, un riscaldatore ben dimensionato e qualche attenzione in più alla fertilizzazione, le piante arrivano a primavera in forma e riprendono a crescere appena l'acqua si scalda.

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