Perché le piante d'acquario soffrono quando le giornate si accorciano
Con l'arrivo dell'inverno il nostro acquario deve fare i conti con due cambiamenti che arrivano insieme: la luce naturale che entra dalla finestra diventa debole e dura poche ore, e l'acqua tende a raffreddarsi, soprattutto di notte o nelle stanze che non riscaldiamo. Le piante d'acquario in inverno risentono di entrambi i fattori. La fotosintesi, cioè il processo con cui la pianta usa l'energia luminosa per trasformare anidride carbonica e acqua in zuccheri e ossigeno, rallenta quando la luce scarseggia; con l'acqua più fredda rallenta anche il metabolismo, quindi la pianta assorbe meno nutrienti e cresce meno. Il risultato lo vedi sulle foglie: colori che sbiadiscono, steli che si allungano verso la superficie in cerca di luce, foglie più vecchie che ingialliscono e marciscono. Nel frattempo le alghe, organismi molto più semplici, approfittano dello squilibrio tra luce e nutrienti e colonizzano vetri e foglie. Capire che il problema è stagionale e non una malattia ti permette di intervenire sui due parametri giusti, fotoperiodo e temperatura, invece di cambiare piante o aggiungere prodotti a caso.
Quante ore di luce servono: il fotoperiodo da impostare con il timer
Il primo intervento riguarda la luce. Le piante d'acquario, a differenza di quelle sul balcone, non devono seguire il calendario: in vasca il giorno lo decidiamo noi con la lampada. Un fotoperiodo, cioè la durata giornaliera dell'illuminazione artificiale, compreso tra 8 e 10 ore è adatto alla maggior parte delle vasche piantumate, e in inverno non va ridotto solo perché fuori è buio. Sotto le 6 ore le piante non riescono a completare una fotosintesi sufficiente; oltre le 12 ore, invece, non crescono di più e regali energia alle alghe. Il modo più semplice per rispettare questo ritmo è un timer meccanico o digitale collegato alla plafoniera: accensione e spegnimento avvengono ogni giorno alla stessa ora, anche quando torni tardi o sei in viaggio. Se finora ti affidavi alla luce naturale e all'accensione manuale, non passare di colpo a dieci ore: aumenta di circa mezz'ora a settimana, così piante e pesci si adattano e le alghe non trovano un eccesso improvviso di energia. Se la vasca riceve ancora luce dalla finestra nelle ore centrali, considera anche quella nel conteggio e fai in modo che la lampada la prolunghi invece di sovrapporsi.
Temperatura dell'acqua: riscaldatore, posizione della vasca e controlli
Il secondo parametro è la temperatura. Per un acquario tropicale piantumato l'acqua va mantenuta stabile, in genere tra 24 e 26 gradi; più della cifra esatta conta però la stabilità, perché un calo anche di 2 o 3 gradi nel giro di una notte stressa i pesci, le piante e soprattutto la colonia batterica del filtro, che lavora più lentamente e smaltisce peggio i rifiuti. Verifica il termometro ogni giorno, meglio la mattina presto quando la stanza è più fredda, e confrontalo con la temperatura impostata sul riscaldatore: se la differenza è ampia, l'apparecchio è sottodimensionato per il volume d'acqua o per quanto si raffredda la stanza, e conviene sostituirlo o affiancarne un secondo. Aiuta molto anche la posizione della vasca: lontana da finestre, porte che si aprono spesso e muri esterni freddi, il riscaldatore lavora meno e consuma meno. Se l'acquario è in una stanza che di notte non viene riscaldata, un pannello isolante dietro il vetro posteriore e un coperchio riducono le dispersioni. Durante i cambi d'acqua, infine, porta l'acqua nuova alla stessa temperatura di quella in vasca prima di versarla, perché è proprio in quel momento che si creano gli sbalzi più bruschi.
Nutrienti, anidride carbonica e alghe: come adattare la gestione ai mesi freddi
Una volta sistemati luce e calore, osserva come reagiscono le piante nelle settimane successive. Con la crescita più lenta dei mesi freddi la richiesta di nutrienti cala: se continui a fertilizzare con le dosi dell'estate, l'eccesso di azoto e fosfati finisce alle alghe. Riduci le dosi di fertilizzante liquido e, se usi un impianto di anidride carbonica, tienilo in funzione solo nelle ore in cui la lampada è accesa, perché al buio le piante non la utilizzano. Le specie poco esigenti, come anubias, muschi e felci acquatiche, attraversano l'inverno senza problemi; quelle a crescita rapida, come i pratini e molte piante a stelo, sono le prime a segnalare che qualcosa non torna. Le foglie danneggiate vanno rimosse con regolarità, perché decomponendosi rilasciano sostanze che alimentano le alghe. Se nonostante tutto compaiono alghe filamentose o patine sui vetri, non aumentare la luce pensando di aiutare le piante: in inverno la causa è quasi sempre uno squilibrio tra un fotoperiodo troppo lungo o irregolare e nutrienti in eccesso. Con un timer, un riscaldatore ben dimensionato e qualche attenzione in più alla fertilizzazione, le piante arrivano a primavera in forma e riprendono a crescere appena l'acqua si scalda.





