Caratteristiche
Non tutti i morsi di serpente sono velenosi e non tutti sono ugualmente pericolosi. La tossicità e la pericolosità di un morso dipendono, infatti, da molti fattori, primo tra tutti la specie a cui appartiene il serpente e la quantità e il tipo di veleno iniettato nella vittima. A seconda della specie, il veleno iniettato può essere di tre tipi: citotossico, emotossico e neurotossico. I veleni cititossici vanno ad agire sulle funzioni cellulari provocandone la morte. Quelli emotossici, invece, impediscono la coagulazione del sangue e la morte sopraggiunge per emorragia interna o esterna. I veleni neurotossici, infine, agiscono sui tessuti nervosi. E’ importante individuare con esattezza il genere di veleno iniettato dal serpente prima di procedere con qualsiasi tipo di trattamento. La gravità e il grado di avvelenamento, inoltre, dipendono dalle dimensioni del serpente, dal numero dei morsi ricevuti, dal punto in cui si viene morsi e dalla profondità della penetrazione dei denti. Incidono, poi, l’età, la corporatura e lo stato di salute della vittima. Fondamentale è, infine, la tempestività dell’intervento che risulta più efficace nelle prime 4 ore. Dall’impronta lasciata dai denti è possibile,inoltre, risalire al tipo di serpente responsabile del morso. I serpenti a sonagli ad esempio possono lasciare una o due impronte. Generalmente i morsi di ofidi non velenosi, invece, lasciano impronte multiple.
Differenze tra morsi
I morsi hanno caratteristiche e sintomatologie diverse a seconda del tipo di serpente. Il morso della vipera in generale si riconosce per la presenza di due fori ai lati del morso lasciati dai denti del veleno. Provoca dolore immediato con gonfiore ed ecchimosi nella parte interessata dal morso. Tra i sintomi più immediati poi c’è anche la nausea e le vertigini. Il veleno delle vipere è citotossico quindi impiega alcune ore prima di portare la vittima alla morte. Nel caso si venga attaccati da un mamba o da un cobra, invece, si avvertiranno vertigini, senso di smarrimento, difficoltà nel parlare, nel deglutire e nel respirare. Questi pericolosissimi serpenti iniettano un veleno di tipo neurotossico che va ad agire direttamente sulle cellule nervose. Ha un’azione molto più rapida rispetto a quello delle vipere. Il morso presenta solo due fori ai lati ma non presenta gonfiori o ecchimosi. Il veleno iniettato dai mamba e dai cobra è neurotossico. Solitamente sono presenti due fori sul lato del morso. Il veleno iniettato dal Boomslang, o serpente degli alberi, è di tipo emotossico il che significa che va ad agire sulla coagulazione del sangue e uccide per emoraggia. Non risulta doloroso nell’immediato, ma, dopo circa un’ora la ferita comincia a sanguinare e lo stesso accade per eventuali altre ferite presenti sul corpo.
Cose da fare e cose da evitare
Quando si viene morsi da un serpente bisogna recarsi in ospedale il prima possibile per la somministrazione dell’antidoto. Prima, però, è fondamentale cercare di identificare il serpente autore del morso cercando di ricordarne il colore, le dimensioni, la forma della testa e il metodo di attacco. Queste informazioni saranno molto utili per aiutare i medici ad individuare il tipo di antidoto da somministrare. Nel frattempo bisogna sempre tenere sotto controllo la vittima in quanto se non si presenta alcun sintomo nel giro di un’ora allora è possibile che non si tratti di un serpente velenoso o che, comunque, il veleno iniettato non sia tale da causare danni. Slacciare subito i vestiti e posizionare la vittima all’ombra evitando di farlo agitare per evitare che con il movimento il veleno raggiunga più rapidamente il cuore. Immobilizzare l’arto interessato dal morso senza però bloccare il flusso sanguigno a meno che non si tratti di un serpente dal veleno neurotossico. Pulire la ferita senza fare pressione per evitare di creare ecchimosi. Somministrare Rcp se necessario. Va assolutamente evitato che la vittima si muova o si agiti. Non bisogna incidere in nessun caso la ferita o tentare di succhiare il veleno. Non dare da mangiare o da bere alla vittima, specialmente bevande alcoliche. Occorre evitare di lavare la ferita con acqua e sapone o di posizionarvi sopra del ghiaccio. I bendaggi comprimenti non devono essere tenuti per troppo tempo. Importantissimo, infine, è non lasciare mai sola la vittima.
La terapia
La terapia varia in base alle caratteristiche del morso. La prima cosa da stabilire è se si tratta di un morso asciutto, ovvero, di un morso in cui non è stato iniettato del veleno o meno. In media il 30% dei morsi di serpente sono asciutti. In questo caso, quindi, non c'è alcun pericolo e la ferita va trattata come una semplice ferita da puntura e va disinfettata. In caso di avvelenamento, invece, bisogna stabilire con esattezza il tipo di serpente autore del morso per individuare l’antidoto, che resta il fulcro di qualsiasi terapia anti-avvelenamento. Gli unici antidoti permessi sono dei derivati di origine equina. L’efficacia del siero somministrato dipende, infine, da diversi fattori, tra cui il tempo e la dose. L’antidoto è più efficace se somministrato entro le prime 4 ore, meno se somministrato dopo le 12 ore dal morso.
Domande frequenti
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Come posso distinguere un morso di serpente velenoso da uno non velenoso osservando la ferita?L'analisi visiva dei segni lasciati dai denti è cruciale. I serpenti velenosi, come le vipere, i cobra e i mamba, lasciano generalmente due fori distinti causati dai denti inoculatori. Tuttavia, la differenza principale risiede nei sintomi successivi: il morso di vipera provoca dolore immediato, gonfiore rapido ed ecchimosi grazie al suo veleno citotossico. Al contrario, i morsi di serpenti neurotossici (come il cobra) presentano spesso due fori ma mancano di gonfiore locale, manifestandosi invece con sintomi sistemici rapidi come difficoltà respiratorie. I serpenti non velenosi, invece, tendono a lasciare impronte multiple o semicircolari dovute ai filetti di denti posteriori. Ricordare queste caratteristiche aiuta i medici a selezionare l'antidoto corretto.
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Quali sono le azioni immediate da compiere se si viene morsi da un serpente mentre si è all'aperto?La priorità assoluta è mantenere la calma e immobilizzarsi per rallentare la circolazione del veleno verso il cuore. Sfilare anelli, orologi o vestiti stretti nell'area colpita è essenziale poiché il gonfiore potrebbe insorgere rapidamente. Posizionare la vittima all'ombra e tenere l'arto colpito leggermente sollevato o immobilizzato (senza bloccare completamente il flusso sanguigno, salvo casi specifici di neurotossicità) riduce il rischio di complicanze. È fondamentale non agitarsi, non camminare inutilmente e non assumere alcol o cibo. Se possibile, annotare i colori, le dimensioni e la forma della testa del serpente per comunicare questi dettagli ai soccorritori, dato che l'identificazione precisa guida la scelta dell'antidoto specifico.
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Cosa NON devo assolutamente fare se penso di essere stato morso da un serpente?Esistono pratiche comuni ma pericolose che peggiorano la situazione e non devono mai essere eseguite. Mai incidere la ferita con lame o tentare di succhiare il veleno con la bocca: questo aumenta il rischio di infezioni batteriche e non rimuove efficacemente la tossina. Evitare rigorosamente di applicare ghiaccio o acqua fredda, poiché il freddo può aggravare i danni tissutali causati dai veleni citotossici. Non usare bendaggi compressivi stretti che potrebbero isolare il veleno in un'unica zona causando necrosi, né somministrare farmaci o bevande alcoliche. Infine, non lasciare mai sola la persona morsa, poiché lo shock o il collasso improvviso possono verificarsi senza preavviso, rendendo necessaria assistenza immediata.
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Quanto tempo ho per ricevere l'antidoto dopo un morso di serpente?La tempestività è il fattore determinante per la sopravvivenza e la riduzione delle sequele. L'antidoto, derivato da sieri equini, è massimamente efficace se somministrato entro le prime quattro ore dall'avvenuta morsicatura. Dopo questa finestra temporale, l'efficacia diminuisce progressivamente, diventando significativamente meno utile oltre le dodici ore. Questo perché il veleno inizia a danneggiare irreversibilmente organi e tessuti. Per i veleni neurotossici, l'intervento deve essere ancora più rapido poiché l'arresto respiratorio può avvenire velocemente. Anche se il morso è definito 'asciutto' (senza iniezione di veleno), il ricovero ospedaliero è obbligatorio per monitorare l'evoluzione clinica e prevenire reazioni allergiche o sovrainfezioni.
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Cosa sono i veleni citotossici, emotossici e neurotossici e quali effetti producono?I veleni di serpente si classificano in base al loro bersaglio fisiologico. I citotossici (es. vipere) distruggono le cellule locali, causando forte dolore, gonfiore esteso, vesciche e necrosi tissutale; la morte può sopraggiungere per shock o insufficienza d'organo. Gli emotossici (es. boomslang) interferiscono con la coagulazione del sangue, portando a emorragie interne ed esterne spontanee, spesso con dolore iniziale scarso ma conseguenze letali rapide. I neurotossici (es. cobra, mamba) colpiscono il sistema nervoso, bloccando la trasmissione degli impulsi nervosi. Questo causa paralisi muscolare, difficoltà di deglutizione, speech impairment e, soprattutto, arresto respiratorio. Identificare il tipo di veleno è vitale per scegliere l'antidoto appropriato e gestire il supporto vitale durante il trasporto.



