Pitone reticolato

Caratteristiche

Il pitone reticolato è tra i serpenti più lunghi al mondo. Appartiene alla famiglia dei boidi e come tutti i pitoni non è velenoso, ma, è abbastanza forte da poter uccidere un essere umano. E’ lungo in media dai 4,5 ai 9,5 metri per un peso di circa 140 chilogrammi. Sono molto lunghi, ma il corpo è sottile e poco robusto. La livrea è gialla con disegni neri sul dorso che assumono la caratteristica forma di un reticolo da cui deriva anche il nome. Una caratteristica che gli consente di mimetizzarsi nella giungla, tra i rami e i cespugli, permettendogli di cogliere di sorpresa le sue prede e allo stesso tempo di nascondersi alla vista di eventuali predatori. E’ dotato di particolari fosse labiali dotati di recettori termici che gli consentono di avvertire la presenza di animali a sangue caldo nelle vicinanza. E’ un ottimo nuotatore ma preferisce la terraferma all’acqua. Si nutre principalmente di mammiferi e di animali a sangue caldo le sue prede spaziano dai topi fino alle antilopi e addirittura ai coccodrilli. Gli esemplari più piccoli, infatti, si nutrono principalmente di roditori, mentre quelli più grandi vanno a caccia di suini, polli, cani gatti e qualsiasi altro animale incroci sulla sua strada. E’ stato accertato, infatti, che questa specie di pitone - di cui al momento non si conoscono sottospecie - è capace di ingoiare per intero una preda grande fino ad un quarto della sua lunghezza. Come la maggiorparte dei pitoni e dei boa, anche questa serpe è solita uccidere le sue prede mediante strangolamento, avvolgendolo tra le sue spire dopo avergli teso un agguato in piena regola. La sua tecnica d’attacco, infatti, è fulminea e nella maggiorparte dei casi non fallisce mai il bersaglio. Una volta uccisa la ingoia per intero partendo dalla testa grazie alla mandibola disarticolata che si allarga per lasciare passare anche ‘bocconi’ di grosse dimensioni. Può impiegare anche diversi giorni per digerire un pasto.
pitone reticolato

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Habitat

e distribuzione

pitone I pitone reticolato è un serpente originario del sudest asiatico e in particolare si può trovare sulla isole Nicobare, in Birmania, in Thailandia, nel Laos, in Cambogia, nel Vietnam, in Malesia a Singapore, Indonesia e Filippine. Il suo habitat naturale, infatti, è costituito dalle foreste pluviali con climi molto umidi. Vive nei pressi di laghetti poco profondi e di pozzanghere ma, anche vicino a boschi e pascoli dove può trovare da mangiare senza grosse difficoltà. Non ama le zone aride, ma necessità di climi caldi ma molto umidi, per questo non staziona mai lontano da specchi d’acqua, dove potersi immergere e dove poter trovare l’acqua di cui ha bisogno per sopravvivere. Di solito costruisce la sua tana tra i cespugli e nelle fitta vegetazione della foresta pluviale tipica dei territori del sudest asiatico. In questi paesi, infatti, non è difficile trovarlo anche in prossimità dei centri abitati, dove si avventura in cerca di prede per la sua alimentazione.

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Riproduzione

Il periodo della riproduzione e dell'accoppiamento della specie coincide con i mesi invernali. La maturità sessuale viene raggiunta intorno al secondo o terzo anno di vita, quando gli esemplari hanno già raggiunto dimensioni notevoli. La femmina del pitone reticolato depone dalle 30 alle 50 uova all’interno di alberi cavi o di buche sotterranee. Si tratta, infatti, di una specie ovipara. La temperatura di incubazione delle uova è di circa 32 gradi e la cova, che viene effettuata dalla stessa femmina che si acciambella su di esse per far alzare la temperatura, dura in media 88 giorni. I neonati appena nati misurano circa 61 centimetri e si nutrono di topi di media taglia. Si tratta di serpenti con abitudini tendenzialemente crepuscolari, il che significa che lasciano il proprio rifugio solo di sera per andare a caccia, mentre, durante il giorno rimangono nascosti tra i cespugli in attesa del momento giusto per entrare in azione.


Pitone reticolato: Curiosità

Il pitone reticolato è tra i pochi serpenti in grado di mangiare per intero un essere umano, nonostante i casi di attacchi nei confronti dell’uomo sono molto rari. Agli annali ci sono due casi di uomini mangiati da un pitone reticolato e risalgono entrambi agli inizi del 1900. Il primo episodio si riferisce ad un ragazzo di 14 anni ucciso e mangiato da un serpente lungo 5,17 metri in Indonesia. Il secondo caso riguarda, invece, una donna adulta divorata sempre da un pitone reticolato.

Nel corso degli ultimi due decenni l’allevamento dei pitoni appartenenti alla specie reticolata ha avuto un vero e proprio boom nei paesi asiatici ed in particolare in Indonesia dove si stima che almeno 5400 aziende agricole li allevino per procurarsi la pelle che è molto ricercata dall’industria del pellame per la realizzazione di borse e stivali. La sua carne, poi viene considerata un piatto prelibato nel sud est asiatico, dove viene venduto a prezzi altissimi. Per questa ragione si tratta di una specie a rischio di estinzione, per l’eccessivo sfruttamento da parte dell’uomo e per la progressiva distruzione del suo habitat naturale.



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