Caratteristiche
Il Crotalo Adamantino Occidentale, meglio conosciuto come “serpente a sonagli”, è rettile della specie dei crotali, appartenente alla famiglia delle viperidi. Devono il loro nome alla particolare coda dotata di una sorta sonaglio che emette un caratteristico suono quando è spaventato o infastidito. I serpenti a sonagli sono originari del continente americano e possono arrivare a misurare in media dai 120 ai 180 centimetri, con un peso di circa sette chili. Il corpo è ricoperto di squame con colorazione variabile dal grigio al giallo, al marrone chiaro. Il maschio si riconosce dalla femmina perché è più lungo e ha il corpo più largo. Sono entrambi dotati di due lunghi denti del veleno, cavi all’interno e retrattili quando chiudono la bocca. La testa ha una forma triangolare e tra l’occhio e la narice è presente una fossetta con termo-ricettori che gli consentono di individuare la preda in base al calore emesso dal loro corpo. La coda è bianca e caratterizzata da anelli cornei che costituiscono il caratteristico sonaglio, residui della precedente muta. A volte quando mordono i denti restano conficcati nella preda. Possono, però, rigenerarsi fino a quattro volte all’anno. Si nutrono principalmente di piccoli roditori, di mammiferi, di uccelli, di pesci e di altri rettili. Non hanno bisogno di mangiare molto e di solito escono per andare a caccia solo ogni due o tre settimane. Il serpente a sonagli vive solitamente da solo, eccetto durante il periodo dell’accoppiamento. Sono molto aggressivi e se infastiditi o minacciati, anziché fuggire tendono ad attaccare per difendersi. Prima di sferrare l’attacco, però, cominciano a muovere il sonaglio della coda per avvertire l’aggressore. In inverno vanno in letargo, rifugiandosi in qualche caverna o buca scavata sotto terra. Rimangono inattivi da ottobre a marzo, anche se a volte d’inverno, quando la temperatura è particolarmente alta, escono dalla tana per riscaldarsi ai raggi del sole
Habitat naturale e distribuzione
Il serpente a sonagli vive principalmente nelle aree sud occidentali degli Stati Uniti e nel Messico del nord-est. Lo si ritrova in California, Arizona, Texas, Oklahoma, Arkansas. Il suo habitat naturale è costituito da deserti e paesaggi aridi con poca vegetazione, dove riesce a scavare buche per rifugiarsi nel terreno, non essendo un abile scalatore. Predilige i climi caldi con pochi mesi di freddo all’anno. Vive fino a 2400 metri dal livello del mare, anche se lo si trova prevalentemente al di sotto del 1500 metri. Si adatta ad habitat costituito da zone sabbiose, rocciose, boscose, arbustive, desertiche e anche costiere. In linea di massima non si adatta alle regioni con climi freddi, poiché essendo un animale a sangue freddo ha bisogno del calore dei raggi del sole per termoregolare la sua temperatura corporea. Tant’è che nei mesi più freddi tende ad andare in letargo e a risvegliarsi solo in primavera.
Riproduzione
Il serpente a sonagli diventa sessualmente attivo intorno ai tre anni di vita. Il periodo di riproduzione va da marzo a giugno. I maschi solitamente intraprendono sanguinosi duelli con altri maschi per conquistare la femmina e per difendere il territorio. Nel corso di questi duelli tendono a sollevarsi da terra con la parte superiore del corpo e a scagliarsi l’uno contro l’altro, fino a quando uno dei due non si arrende e va via. Come per tutti i rettili la fase dell’accoppiamento viene preceduta da un rituale di corteggiamento molto rigido. L’accoppiamento vero e proprio somiglia ad una danza con i due serpenti che si attorcigliano tra loro. Si tratta di animali ovovipari, ovvero, le uova non vengono deposte, ma, maturano e si schiudono all’interno del ventre materno. La femmina dopo sei o sette mesi di gestazione partorisce circa dodici cuccioli. I cuccioli nascono già dotati di sacche velenifere e quindi i loro morsi sono fin da subito letali. Restano con la madre al massimo per un giorno e poi si disperdono per iniziare una vita autonoma.
Il morso
I serpenti a sonagli sono dotati di due denti veleniferi, che sono lunghi e appuntiti. Sono cavi all’interno per permettere al potentissimo veleno prodotto da apposite ghiandole di scorrervi all’interno e di essere inoculato nelle prede al momento opportuno. I serpenti a sonagli, a differenza degli altri serpenti velenosi, riescono anche a regolare la quantità di veleno da iniettare quando mordono. Se stanno cacciando una preda per nutrirsi, allora, iniettano la quantità massima di siero se, invece, attaccano per difendersi possono iniettarne una quantità minima o non iniettarne per nulla. I serpenti a sonagli sono dotati di un veleno emotossico, ovvero, che tende a distruggere i tessuti e gli organi interni bloccando la coagulazione del sangue. Si tratta di un veleno potentissimo, capace di uccidere una preda in pochi secondi e un essere umano in poche ore se non viene subito sottoposto alla cura con l'antidoto. La somministrazione del siero deve avvenire in maniera tempestiva altrimenti i morsi di questi serpenti possono rivelarsi fatali o nella migliore delle ipotesi condurre a necrosi dei tessuti con la perdita degli arti.
Serpente a sonagli in Italia
Anche se l'habitat naturale del serpente a sonagli non è di certo l'Italia, nel nostro paese ci sono stati alcuni avvistamenti con conseguente allarme tra la popolazione per la diffusione di questa specie anche nel nostro territorio. L'ultimo avvistamento risale al Luglio del 2010 quando, in un paese della provincia di Roma, un cartello metteva in guardia i frequentatori di una pineta della presenza di un animale pericolo. Non veniva specificato di che animale si trattasse ma, contemporaneamente, i presidi medici si dotavano di maggiori scorte di antidoti contro il veleno dei serpenti. E' stato poi il comandante della Guardia Forestale a confermare la presenza proprio del pericoloso serpente, che venne catturato qualche giorno dopo. Nel 2013, invece, la prima vittima del morso di un serpente. In questo caso però si trattava del proprietario del Reptilarium di Pavia che, a causa di una disattenzione, è stato morso alla mano da uno dei serpenti custoditi, ma proprio grazie alla conoscenza dell'animale, si prontamente legato la mano ed è corso in ospedale dove gli è stato iniettato il siero antiveleno. Questi casi non devo, però, farci preoccupare. Il serpente a sonagli non sta proliferando nel nostro paese. I remoti casi di avvistamento riguardano animali provenienti dal contrabbando illegale o dalla disattenzione di alcuni appassionati. Bisogna sempre ricordarsi i divieti, molto severi, che riguardano l'acquisto e il commercio di questo tipo di animali.
Domande frequenti
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Cosa fare immediatamente in caso di morso di serpente a sonagli?In caso di morso, è fondamentale mantenere la calma e immobilizzare l'arto colpito per rallentare la circolazione del veleno. Non tagliare la ferita, non succhiare il veleno e non applicare ghiaccio o lacci emostatici, poiché queste pratiche possono aggravare i danni tissutali. Lavare delicatamente la zona con acqua e sapone, rimuovere anelli o indumenti stretti prima che inizi il gonfiore, e recarsi immediatamente al pronto soccorso più vicino. È cruciale comunicare ai medici il sospetto di morso di vipera americana e, se possibile, fornire una descrizione precisa o una foto dell'animale, senza tentare di catturarlo.
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Quali sono i sintomi principali del morso di serpente a sonagli nell'uomo?I sintomi compaiono rapidamente e includono dolore intenso e bruciante nel punto del morso, seguito da gonfiore rapido che può estendersi a tutto l'arto. Si osservano spesso ecchimosi, vesciche emorragiche e segni di necrosi cutanea. Poiché il veleno è emo-tossico, possono manifestarsi sintomi sistemici come nausea, vomito, vertigini, difficoltà respiratorie, pallore, sudorazione fredda e alterazioni della pressione sanguigna. In assenza di trattamento tempestivo, il veleno può causare coagulopatia, insufficienza renale e danni gravi ai tessuti molli, portando potenzialmente alla perdita dell'arto o al decesso.
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Il serpente a sonagli è presente in natura in Italia?No, il serpente a sonagli non è nativo dell'Italia né si riproduce spontaneamente nel nostro territorio. Il suo areale naturale comprende esclusivamente le Americhe, dagli Stati Uniti meridionali al Messico. Gli occasionali avvistamenti o casi di morsi registrati in Italia derivano quasi sempre da animali detenuti illegalmente o da fughe da strutture private, come zoo o collezioni personali. La normativa italiana vieta severamente il possesso, l'importazione e il commercio di questa specie per motivi di sicurezza pubblica e conservazione ambientale. Pertanto, non esiste un rischio di incontro con esemplari selvatici durante attività all'aperto nel Paese.
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Come si distingue il serpente a sonagli da altri serpenti velenosi europei?La distinzione principale risiede nella morfologia e nel comportamento. Il serpente a sonagli possiede una testa chiaramente triangolare, pupille verticali (a fessura) e una fossetta loreale (termorecettore) situata tra occhio e narice, assente nei serpenti europei. Inoltre, presenta il caratteristico sonaglio caudale composto da anelli cornei intercambiabili. A differenza delle vipere europee, il serpente a sonagli tende ad essere più aggressivo e difensivo, preferendo avvisare con il sonaglio prima di attaccare. In Europa, i serpenti velenosi comuni sono la vipera comune e l'aspide, che hanno corporature più tozze, code corte e mancano del sonaglio e della fossetta loreale ben sviluppata tipica dei crotalini americani.
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È vero che il serpente a sonagli attacca senza motivo?Nonostante la reputazione di aggressività, il serpente a sonagli non attacca senza motivo. Utilizza il sonaglio come meccanismo di avvertimento per dissuadere eventuali minacce, preferendo evitare lo scontro fisico. L'attacco avviene generalmente solo quando si sente accerchiato, minacciato direttamente o quando viene disturbato accidentalmente (ad esempio, calpestandolo). A differenza di molti altri serpenti che fuggono alla presenza umana, questa specie può scegliere di restare e difendersi se la fuga non è possibile. Rispettare la distanza di sicurezza e non provocare mai il rettile riduce drasticamente il rischio di morsicatura.




