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Serpente in casa

Aggiornato il 16 gennaio 20124 capitoli6 domande frequenti
Lampropeltis nel terrario

Regole generali

Quando si decide di allevare e crescere un serpente in casa bisogna tenere ben presenti alcune regole generali necessarie per garantire la sicurezza dell’animale e degli abitanti della casa. Come prima cosa bisogna scegliere con molta attenzione il tipo di serpente da adottare valutandone bene le dimensioni, le necessità e le abitudini. Alcuni serpenti come i pitoni e i boa raggiungono notevoli dimensioni e quindi hanno bisogno di molto spazio. Le specie tropicali poi possono avere bisogno di particolari condizioni climatiche e di umidità per poter sopravvivere. Allevare un serpente richiede un notevole dispendio economico poichè necessita di molte cure e accortenze. Una regola da non sottovalutare mai, poi, riguarda il carattere e il temperamento di questi animali. I serpenti, infatti, sono animali solitari e alcuni meno di altri sopportano di essere manipolati o il contatto costante con l’essere umano, quindi bisogna mettere in conto la possibilità di reazioni aggressive da parte degli ofidi nei confronti del padrone. E’ sconsigliato tenere un serpente in casa se ci sono bambini sotto i cinque anni per il rischio salmonellosi. Infine l’ultima precauzione da prendere consiste nel trovare un veterinario specializzato in animali esotici vicino casa in caso di emergenza.

Specie consigliate

In Italia è proibito allevare e tenere in casa serpenti velenosi. Tra i serpenti domestici più comuni ci sono sicuramente quelli appartenenti alla famiglia dei boidi, ovvero, i pitoni reali e i boa. Si tratta di ofidi costrittori privi di denti del veleno e quindi tendenzialmente innocui per l’uomo. Un'inconveniente non da poco, però, è rappresentato dalle dimensioni, dal momento che si tratta di serpenti che superano anche i due metri e mezzo di lunghezza. Tra le specie consigliate per l’allevamento in casa c’è anche il ‘lampropeltis’ detto anche ‘falso corallo’ per la sua somiglianza con il velenosissimo serpente corallo. E’ un ofide colorato di medie dimensioni e sprovvisto di veleno e non troppo complicato da accudire. I Lampropeltis Getulus hanno dimensioni comprese dai 90 ai 200 centimetri, mente quelli della sottospecie Triangulum vanno dai 40 ai 200 centimetri. Abbastanza semplici da accudire sono anche gli esemplari della specie degli ‘elaphe’ o i Pantherophis guttatus.

Attrezzatura necessaria

Se si vuole tenere un serpente in casa come prima cosa bisogna procurarsi un terrario, ovvero una teca in vetro o plexiglas in cui tenere l’animale. Il terrario deve essere grande abbastanza per poter ospitare comodamente il serpente e quindi le sue dimensioni variano a seconda della specie che si intende allevare. Il terrario deve riprodurre il più fedelmente possibile l’habitat naturale del serpente dal punto di vista della temperatura e del tasso di umidità. Per questo è necessario dotare la teca di termometri che consentano di tenere sempre sotto controllo la temperatura. Il terrario deve avere al suo interno una zona più calda e una più fredda in modo da consentire al serpente di termoregolare la temperatura corporea. Il terrario, infine, deve essere a chiusura ermetica e non presentare alcuna via di fuga. Fondamentale è poi la pulizia della teca per evitare che l’animale possa ammalarsi o possa essere attaccato da parassiti. L'alimentazione rappresenta un altro fattore molto importante. Gli ofidi sono animali carnivori e si nutrono principalmente di mammiferi a sangue caldo come roditori, uccelli o di altri rettili. La maggior parte dei serpenti domestici si nutre di topi congelati ma, può capitare che il serpente rifiuti le prede morte e allora bisognerà fornirgli topi vivi. La prima opzione è sicuramente più comoda per chi decide di tenere un serpente in casa. Questa opzione è anche più sicura perché evita che il serpente possa ferirsi durante il combattimento con la preda. Per quanto riguarda le dimensioni, infine, le prede non devono essere più grandi del punto di maggiore spessore del corpo del serpente. Gli ofidi mangiano una volta a settimana, o comunque ad intervalli di 10-15 giorni

La normativa

I serpenti in vendita nei negozi specializzati sono tutti accompagnati dal certificato C.I.T.I.E.S. che è l’unico documento in grado di garantire la provenienza legale del rettile. Quelli che ne sono sprovvisti o sono stati importati illegalmente o appartengono a specie protette e che quindi non dovrebbero essere commercializzate. Gli animali esotici devono essere accompagnati anche da una autorizzazione sanitaria rilasciata dal sindaco del comune di residenza attraverso i servizi sanitari locali. I serpenti come tutte le altre specie di fauna e flora selvatiche sono protetti dalla Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione del 1975 entrata in vigore in Italia nel 1980 è attualmente applicata in 150 stati. In Italia la convenzione viene attuata dai Ministeri dell’Ambiente, delle Finanze, del Commercio con l’Estero e dalla Politiche Agricole e Forestali. La convenzione elenca anche le specie protette perchè a rischio estinzione e quelle commerciabili.

Domande frequenti

  • È sicuro tenere un serpente domestico in presenza di bambini piccoli?
    No, è fortemente sconsigliato allevare serpenti in case con bambini sotto i cinque anni. Il rischio principale non è solo quello di un morso, ma soprattutto la trasmissione della salmonella, una batteriosi comune negli ofidi che può causare gravi problemi di salute nei neonati e nei piccoli, il cui sistema immunitario è ancora immaturo. Inoltre, i serpenti sono animali solitari e molti non gradiscono la manipolazione frequente; un bambino imprevedibile potrebbe stressare l'animale, scatenando reazioni difensive aggressive. Se si possiede un serpente, è fondamentale lavarsi accuratamente le mani dopo ogni interazione e tenere il terrario fuori dalla portata dei bimbi.
  • Quanto costa mantenere un serpente domestico e quali sono i costi iniziali?
    Allevare un serpente comporta spese significative sia iniziali che ricorrenti. L'investimento iniziale include l'acquisto dell'animale e, soprattutto, l'attrezzatura corretta: un terrario di dimensioni adeguate alla specie, sistemi di riscaldamento, illuminazione UVB (se necessaria), igrometri e termometri. Successivamente, bisogna considerare i costi per l'alimentazione continua, poiché i serpenti sono carnivori e necessitano di roditori o altri animali, spesso congelati. Vi sono inoltre spese mediche per visite periodiche e emergenze con veterinari specializzati in animali esotici, figure rare e costose rispetto ai medici per cani e gatti. Infine, i consumi energetici per il mantenimento delle temperature ottimali nel terrario aumentano la bolletta elettrica.
  • Cosa mangiare un serpente domestico e con quale frequenza?
    I serpenti domestici sono carnivori e la loro dieta si basa principalmente su mammiferi a sangue caldo, come ratti o topi, oppure occasionalmente uccelli o altri rettili. La modalità più sicura e pratica è offrire prede congelate scongelate, evitando quelle vive per prevenire lesioni al serpente durante la caccia. La frequenza alimentare varia in base all'età e alla taglia: i giovani mangiano più spesso, mentre gli adulti generalmente consumano una preda ogni 7-15 giorni. È cruciale che la preda non superi mai il diametro massimo del corpo del serpente per evitare ostruzioni digestive. Ogni serpente ha esigenze specifiche, quindi è meglio consultare un esperto per calcolare le porzioni giuste ed evitare obesità o malnutrizione.
  • Quali sono le specie di serpenti più indicate per principianti in Italia?
    Per chi si avvicina per la prima volta all'allevamento, le specie migliori sono quelle di medie dimensioni, docili e facili da gestire. Tra le più consigliate vi sono il Lampropeltis getula (falso corallo), che è colorato, velenoso zero e misura tra i 90 e i 200 cm, e il Pantherophis guttatus (ratto del grano), noto per il suo temperamento tranquillo. Anche alcune specie di Elaphe possono essere valide opzioni. Sono da evitare inizialmente i Boidi come i Pitoni Reali o i Boa Constrictor, nonostante siano innocui, perché raggiungono taglie enormi (oltre 2-2,5 metri) richiedendo terrari di grandi dimensioni e gestione complessa. Ricorda che in Italia è severamente vietato detenere serpenti velenosi.
  • Come allestire correttamente il terrario per un serpente?
    Il terrario deve replicare fedelmente l'habitat naturale della specie scelta, garantendo sicurezza e benessere. Deve essere ermetico per evitare fughe e costruito in materiali robusti come vetro o plexiglass. La dimensione è critica: deve essere sufficientemente ampio da permettere al serpente di muoversi, ma non così vasto da impedire la termoregolazione efficace. È indispensabile creare un gradiente termico, con una zona calda (grazie a lampade o tappetini riscaldanti) e una più fresca, permettendo all'animale di regolare la propria temperatura corporea. Bisogna monitorare costantemente temperatura e umidità con strumenti affidabili. La pulizia regolare della teca è vitale per prevenire infezioni e parassiti, rimuovendo rapidamente gli scarti alimentari e le feci.
  • È legale comprare un serpente in negozio? Quali documenti servono?
    Sì, è legale acquistare serpenti in negozi specializzati, purché l'animale sia accompagnato dal certificato C.I.T.I.E.S., che garantisce la provenienza legale e l'allevamento in cattività, rispettando la Convenzione di Washington sulle specie minacciate di estinzione. Evita assolutamente animali senza certificazione, poiché potrebbero essere stati catturati illegalmente in natura o appartenere a specie protette. Inoltre, in Italia, gli animali esotici richiedono un'autorizzazione sanitaria rilasciata dal Sindaco tramite i Servizi Sanitari Locali (ASL). Prima dell'acquisto, verifica sempre la documentazione completa e informati presso il tuo comune sulle normative locali specifiche per il possesso di rettili, per evitare sanzioni penali.

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