Caratteristiche
Il veleno dei serpenti, noto anche come ofidico, altro non è che una saliva contenente enzimi e neurotossine che, combinate tra di loro, hanno un effetto letale sulle vittime. Generalmente viene utilizzato dai serpenti come mezzo di sopravvivenza per paralizzare ed uccidere le prede di cui si nutrono o per difendersi da eventuali minacce. Non tutti i morsi, infatti, sono velenosi in quanto, alcuni serpenti possono decidere, in base alle situazioni, se iniettare o meno il veleno. I serpenti velenosi si dividono in quattro gruppi: i proteroglifi e i solenoglifi il cui morso è tendenzialmente letale anche per gli esseri umani, e gli aglifi e i colubridi che, invece, non rappresentano un pericolo per l’uomo. Alla famiglia dei proteroglifi appartengono gli Elapidi, tra cui i cobra e i serpenti corallo. Alla famiglia dei solenoglifi appartengono le Vipere, che sono la specie di ofidi con il sistema velenifero più evoluto in natura. Gli aglifi e i colubridi rispetto ai primi due gruppi, invece, hanno un apparato per la produzione del siero mortale più primitivo, con denti del veleno non scanalati e collocati nella parte posteriore della mandibola. Negli elapidi e nelle vipere, invece, i denti del veleno si trovano in posizione prominente. La differenza, quindi, sta tutta nel tipo e nella posizione dei denti poiché, la composizione del veleno dei primi due è tendenzialmente identico a quello dei parenti più temibili, ma la capacità di iniettarlo nelle vittime è molto limitata.
Composizione
La composizione del veleno degli ofidi varia a seconda della specie. Si tratta di una sostanza complessa costituita da diversi tipi di neurotossine presenti in quantità variabili. Spesso le zootossine e gli enzimi se presi singolarmente sono innocui, ma, se combinati tra di loro diventano letali per la vittima. Il veleno degli ofidi può contenere enzimi di fosfodiesterasi che agiscono sul sistema circolatorio, abbassando la pressione sanguigna e favorendo il collasso cardiocircolatorio. Ci sono, poi, sostanze che bloccano l’enzima della colinesterasi provocando la paralisi dei movimenti e blocchi respiratori. E’ il caso del veleno dei cobra e dei mamba, mentre, quello delle vipere contiene sostanze neurotossiche più adatte alle prede naturali e quindi con effetti più blandi per l’uomo. La laluronidasi, invece, non ha un’azione tossica, ma, modifica la permeabilità dei tessuti. L’enzima Atp-bloccante fa perdere le forze alla vittima. Hanno funzioni prettamente pre-digestive, infine, gli enzimi ammino ossidasi e la proteasi che danneggiano irreversibilmente i tessuti e i sistemi capillari.Questi due enzimi servono al serpente per facilitare le operazioni di digestione delle prede che vengono ingoiate per intero.
L'apparato velenifero
I serpenti velenosi sono dotati di un complesso apparato velenifero che può essere più o meno sviluppato a seconda della specie. Il siero viene prodotto da una apposita ghiandola situata nella parte del cranio tra gli occhi, le narici e il palato. Questa ghiandola corrisponde a quella che per gli altri vertebrati è la ghiandola parotide. Il veleno una volta prodotto viene iniettato nelle prede attraverso i denti del veleno che penetrano nei tessuti delle prede con il morso. I denti del veleno per l’iniezione possono essere cavi all’interno e dotati di canale o incisi esternamente per consentire il passaggio del veleno che viene così iniettato nelle prede.I denti del veleno sono generalmente molto appuntiti per penetrare in profondità nei tessuti. Possono essere situati in posizione anteriore o posteriore a seconda della specie. I viperidi sono gli ofidi con l’apparato velenifero più evoluto.
Come agisce?
Il veleno dei serpenti può essere neurotossico o emotossico a seconda se interviene sul sistema nervoso o su quello cardiocircolatorio. Bisogna osservare, però, che tutti i veleni contengono entrambi i tipi di elementi con la predominanza di uno dei due componenti. Quindi il veleno neurotossico contiene contemporaneamente anche componenti emotossiche e viceversa. In genere il veleno neurotossico agisce in maniera più veloce provocando insufficienza respiratoria e bloccando la funzione cardiaca. Il veleno emotossico, invece, ha un’azione più lenta e graduale. Il veleno degli elapidi come i cobra o i serpenti corallo è tendenzialmente neurotossico e ad azione rapida. Va a bloccare le trasmissioni nervose e le funzioni respiratorie della vittima. I morsi di questi serpenti determinano dolore e arrossamento seguito da tachicardia, difficoltà respiratorie, paralisi progressiva di tutta la muscolatura fino al coma. La morte sopraggiunge nel giro di 4 ore. Quello delle vipere, invece, ha effetti emotossicci e anti-anticoagulanti. L’azione è più lenta e prolungata e agisce sul sistema circolatorio portando alla morte per emorragia dell’apparato digerente, urinario e oculare. Nei casi più gravi può portare al collasso e alla morte. I veleni dei serpenti, infine, sono tossici solo se iniettati direttamente nel sistema circolatorio e non se vengono ingeriti.
Domande frequenti
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Quali sono i sintomi principali di un morso di serpente velenoso?I sintomi variano in base al tipo di veleno. Per i serpemi neurotossici, come cobra e mamba, si osservano rapidamente dolore locale, arrossamento, tachicardia e difficoltà respiratorie, seguite da paralisi progressiva della muscolatura che può portare al coma. Al contrario, i morsi di vipere, dal veleno prevalentemente emotossico, causano effetti più lenti ma gravi: gonfiore intenso, emorragie interne (dell'apparato digerente, urinario e oculare) e collasso circolatorio. È fondamentale notare che la morte può sopraggiungere entro 4 ore per i neurotossici, mentre per gli emotossici il processo è più graduale ma potenzialmente fatale per shock emorragico.
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È vero che il veleno di serpente è pericoloso solo se iniettato e non ingerito?Sì, questa affermazione è corretta. Il veleno dei serpenti è tossico esclusivamente quando entra direttamente nel flusso sanguigno o nei tessuti profondi tramite i denti veleniferi durante un morso. Se ingerito intenzionalmente, il succo gastrico e gli enzimi digestivi nell'intestino umano degradano le proteine e le neurotossine presenti nel veleno, rendendolo innocuo. Tuttavia, questa regola vale solo se non ci sono ferite aperte o ulcere nello stomaco o nell'esofago; in presenza di lesioni mucosali, le tossine potrebbero assorbirsi nel sangue, causando avvelenamento anche per ingestione.
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Come funziona l'apparato velenifero del serpente?L'apparato velenifero è composto principalmente dalla ghiandola del veleno, situata nel cranio tra occhi e naso, che produce la sostanza tossica. Questa viene immagazzinata e poi iniettata nelle vittime attraverso denti specializzati, detti 'denti del veleno'. Questi denti possono essere cavi internamente con un canale per il flusso, oppure scanalati esternamente. La loro posizione varia: negli Elapidi (come i cobra) e nelle Vipere, i denti sono prominenti e anteriori, garantendo un'iniezione efficace. La struttura permette al serpente di controllare l'iniezione, decidendo se usare tutto il veleno disponibile o solo una parte, a seconda della situazione.
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Qual è la differenza tra veleno neurotossico ed emotossico?La distinzione principale risiede nel bersaglio fisiologico e nella velocità d'azione. Il veleno neurotossico, tipico degli Elapidi (cobra, serpenti corallo), agisce velocemente sul sistema nervoso, bloccando le trasmissioni nervose e causando insufficienza respiratoria e paralisi muscolare. Il veleno emotossico, caratteristico delle Vipere, agisce più lentamente sul sistema cardiovascolare e circolatorio. Provoca danni ai tessuti, riduce la coagulazione del sangue (effetto anticoagulante) e porta a emorragie interne diffuse. Anche se predominante, ogni veleno contiene tracce dell'altro tipo, ma l'effetto clinico è guidato dal componente maggioritario.
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Cosa succede ai tessuti della vittima a causa degli enzimi nel veleno?Gli enzimi presenti nel veleno svolgono diverse funzioni distruttive e digestive. Enzimi come la fosfodiesterasi alterano la pressione sanguigna, favorendo il collasso cardiocircolatorio. Altri, come quelli che bloccano la colinesterasi, inducono paralisi e arresto respiratorio. La ialuronidasi aumenta la permeabilità dei tessuti, permettendo al veleno di diffondersi più rapidamente. Infine, enzimi come le ammino ossidasi e le proteasi hanno una funzione predigestiva: danneggiano irreversibilmente i tessuti e i capillari della preda, iniziando il processo di liquefazione delle carni per facilitare la successiva ingestione da parte del serpente.



