Caratteristiche
Le vipere sono dei rettili appartenenti alla famiglia dei Viperidi. Le vipere italiane sono gli unici serpenti velenosi presenti sul territorio nazionale e si dividono in quattro specie distribuite in tutte le regioni ad esclusione della Sardegna. Le vipere italiane sono la ‘vipera aspis’, la ‘vipera berus o marasso’, la ‘vipera del corno’ e la ‘vipera ursinii. Si tratta di animali molto schivi e solitari che tendono ad andare in letargo durante l’inverno. Si incontrano soprattutto in primavera a partire dal mese di marzo in concomitanza con l’avvio della stagione degli amori. Sono rettili molto lenti e si spostano raramente. Si nutrono principalmente di piccoli mammiferi e uccelli. Durante le battute di caccia, prima mordono le loro prede iniettando il veleno attraverso gli incisivi cavi all’interno, poi le lasciano allontanare in attesa che il veleno entri in circola e faccia il suo effetto. Nel frattempo le segue a distanza. Quando poi, finalmente, sono morte si avvicinano e le ingeriscono per intero iniziando dalla testa. Consumato il pasto. poi, si appartano in un luogo riparato e inizia il processo digestivo che può durare anche diversi giorni.
Le specie
La vipera aspis vive principalmente nelle zone collinari e montuose. Si trovano fino a 2500 metri di quota e si adattano a tutti gli habitat. E’ lunga in media intorno agli 80 centimetri e come tutte le vipere ha la testa triangolare ben distinta dal resto del corpo, il muso squadrato e all’insù. Le pupille sono verticali e la coda è corta e tozza. Alla nascita misurano 20 centimetri e sono in tutto e per tutto uguali agli esemplari adulti. In Italia sono presenti tre sottospecie di vipera comune, tra cui la vipera aspis atra, diffusa soprattutto sulle alpi. La colorazione varia dal nero, al beige fino al rosso scuro, con macchie e strisce dorsali scure. La vipera dal corno si contraddistingue per la presenza di un’appendice carnosa sul muso che assume appunto la forma di un corno. Arriva a misurare fino a 90 centimetri di lunghezza. La livrea varia dal marrone scuro al grigio con disegni più scuri a zig-zag sul dorso. Questa specie è la più pericolosa tra le vipere italiane nonostante in presenza di pericoli tenda comunque a scappare via. Vive principalmente nelle regioni del nord-est. La vipera berus, meglio nota come marasso, difficilmente supera i 60 centimetri di lunghezza. Ha il corpo tozzo e la coda corta. E’ essenzialmente una specie diurna anche se in alcune regioni tende ad uscire dalla tana anche dopo il crepuscolo. Vivono principalmente nelle regioni settentrionali e il loro morso è molto doloroso ma non pericoloso e solo raramente risulta mortale. La vipera dell’Orsini è la specie più piccola e si trova principalmente nelle regioni appenniniche. Deriva il suo nome dal naturalista italiano Antonio Orsini che la scoprì. Ha il corpo tozzo e la testa piccola. Il colore della livrea va dal grigio crema al rosso con una striscia a zig zag nera sul dorso. E’ un animale diurno che passa la giornata a cacciare e a riscaldarsi al sole. E’ molto timida e si nasconde al minimo pericolo. Il suo morso non comporta danni rilevanti per l’uomo.
Habitat naturale e distribuzione
Per quanto riguarda la vipera aspis vive soprattutto sulle Alpi e sugli Appennini. Il suo habitat naturale è costituito da luoghi caldi e asciutti. Il marasso, invece, è diffuso soprattutto nel nord Italia. il suo habitat naturale è dato da ambienti montuosi. La vipera del corno, invece, vive principalmente nel nord-est dell’Italia. La vipera Ursinii, infine, vive nell’Appennino abruzzese e umbro-marchigiano. In generale l’habitat naturale delle vipere italiane è costituito da zone ricche di sole e di vegetazione, come boschi, arbusteti e pietraie, dove possono ripararsi in estate durante le ore più calde. Il loro areale è dato da prati, zone collinari, boschi e praterie. Non amano le zone troppo aride, preferendo vivere nei pressi di ruscelli, pozze d’acqua e anfratti rocciosi dove possono procurarsi l’acqua di cui hanno bisogno per sopravvivere.
Riproduzione
Le vipere italiane sono tutte ovovivipare, ovvero, tendono a schiudere le uova all’interno del ventre prima di partorire, dando così alla luce cuccioli già formati. Nel caso della vipera aspis la femmina schiude in genere dalle 6 alle 8 uova. I piccoli nascono interamente formati e diventano autosufficienti alla fine dell’estate. Il periodo degli accoppiamenti, infatti, inizia in primavera. I maschi tendono a lottare con altri esemplari per conquistare la femmina. Le femmine della vipera del corno, invece, si accoppiano solo una volta ogni due anni nei mesi di aprile e maggio. I cuccioli, da 5 a 8, nascono tra agosto e settembre dopo circa 5 mesi di gestazione e misurano dai 15 ai 20 centimetri. Anche per il marasso la stagione degli amori inizia in primavera e dura alcune settimane fino alla fine di maggio. In questa fase questa specie non si nutre e i maschi arrivano a percorrere anche molti chilometri per accoppiarsi. Combattono tra loro per conquistare la femmina e solitamente ad avere la peggio sono sempre i più giovani. La femmina partorisce fino a dieci cuccioli già formati e indipendenti. La maturità sessuale viene raggiunta a 4 anni per i maschi e a 5 per le femmine. La vipera Orsini si accoppia tra aprile e maggio. La femmina partorisce dai 2 ai 5 cuccioli in agosto o in settembre. Anche per questa specie non sono inusuali i combattimenti tra maschi.
Domande frequenti
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Quali sono le specie di vipera presenti in Italia e quali sono le differenze principali?In Italia esistono quattro specie di vipere: la vipera aspis (comune), la vipera dal corno, il marasso (vipera berus) e la vipera dell'Orsini. La vipera aspis è la più diffusa, presente su Alpi e Appennini, mentre il marasso predilige il Nord Italia. La vipera dal corno, riconoscibile per l'appendice sul muso, vive nel Nord-Est ed è considerata la più pericolosa, anche se tende a fuggire. La vipera dell'Orsini è la più piccola e si trova sull'Appennino centrale. Tutte condividono caratteristiche fisiche come la testa triangolare e le pupille verticali, ma differiscono per dimensioni, colorazione e distribuzione geografica specifica.
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Cosa fare immediatamente dopo essere stati morsi da una vipera?In caso di morso, è fondamentale mantenere la calma per rallentare la circolazione del sangue e quindi la diffusione del veleno. Rimuovere subito anelli, orologi o vestiti stretti nella zona colpita, poiché il gonfiore potrebbe verificarsi rapidamente. Lavare delicatamente la ferita con acqua e sapone, coprendola con una garza sterile. È assolutamente vietato tagliare la ferita, succhiare il veleno o applicare ghiaccio direttamente sulla pelle. L'unica azione corretta è recarsi immediatamente al pronto soccorso più vicino per ricevere l'antidoto specifico. Se possibile, identificare il serpente senza tentare di catturarlo, per aiutare i medici nella scelta del siero appropriato.
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Le vipere italiane sono aggressive e attaccano spesso l'uomo?No, le vipere italiane non sono aggressive e non attaccano mai per prime. Sono animali schivi e solitari che preferiscono fuggire alla vista dell'uomo. Il morso avviene quasi esclusivamente in casi di difesa, quando l'animale si sente minacciato, intrappolato o calpestato accidentalmente. Poiché sono rettili lenti e poco mobili, evitano il contatto umano ogni volta che possibile. Per prevenire incidenti, è sufficiente prestare attenzione dove si cammina, specialmente in estate, evitando di mettere mani o piedi sotto rocce, ceppi o cespugli senza averli ispezionati precedentemente.
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Dove vivono le vipere in Italia e in quale periodo dell'anno sono più attive?Le vipere si trovano in tutte le regioni italiane tranne che in Sardegna. Preferiscono habitat soleggiati, asciutti e ricchi di vegetazione bassa, come boschi, arbusteti, pietraie e prati, spesso vicini a corsi d'acqua per dissetarsi. Evitano le zone eccessivamente aride. Sono attive prevalentemente durante il giorno, soprattutto in primavera e autunno, quando le temperature miti permettono loro di termoregolarsi. In inverno vanno in letargo, rifugiandosi in tane sotterranee, buchi di roditori o anfratti rocciosi. La massima attività si registra tra marzo e ottobre, con picchi durante la stagione riproduttiva primaverile.
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Come si riproducono le vipere e quanti piccoli generano?Le vipere italiane sono ovovivipare: le uova si schiudono all'interno del corpo della madre, che dà alla luce piccoli già formati e autonomi. La riproduzione avviene in primavera, con corteggiamenti e talvolta lotte tra maschi. La vipera aspis genera da 6 a 8 piccoli, il marasso fino a 10, la vipera dal corno da 5 a 8 (con cicli riproduttivi ogni due anni) e la vipera dell'Orsini da 2 a 5. I piccoli nascono tra agosto e settembre, lunghi circa 15-20 cm, e sono completamente indipendenti fin dalla nascita, dovendo cacciare e difendersi da soli sin dal primo istante.



