Cos'è il Cites
La convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di flora e fauna minacciate di estinzione (Cites) è entrata in vigore nel 1975 e attualmente ne fanno parte 175 paesi in tutto il mondo. La convenzione è nata dall’esigenza di salvaguardare piante e animali minacciati di estinzione e vietarne o regolamentarne il commercio. In Italia la Convenzione di Washington è entrata in vigore nel 1980 ed è attuata dai Ministeri dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, da quello delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e da quello dello Sviluppo Economico. Con l’entrata in vigore della convenzione di Washington nessun animale o nessuna pianta, inclusa tra le specie a rischio, può essere venduta o detenuta senza essere accompagnata dalla certificazione Cites, ovvero, il documento che certifica la provenienza legale dell’esemplare.
Gli allegati
La convenzione di Washington ha diviso le specie animali e vegetali minacciate in tre categorie che nei regolamenti CEE hanno dato luogo a quattro allegati. L’allegato A che comprende tutte le specie gravemente minacciate di estinzione e per le quali è vietata qualsiasi forma di commercio. L’allegato B che comprende le specie il cui il commercio è regolamentato per evitare lo sfruttamento della specie e che l’introduzione in un determinato habitat naturale determini un rischio per le specie autoctone. L’allegato C comprende, invece, le specie protette dai singoli stati che così ne regolamentano le esportazioni dai loro territori. L’allegato D, invece, include tutte le specie il cui commercio è regolamentato per questioni di controllo della specie.
Cites tartarughe
Per quanto concerne le tartarughe nell’Allegato A - ovvero quello che comprende le specie il cui commercio è del tutto vietato in quanto a forte rischio estinzione - figurano oltre alla Caretta Caretta anche la Chelonia Mydas, la Natator depressa, la lepidocheys olivacea, la Dermochelys coriacea, la morelia ocellata; della famiglia delle testuggini è severamente vietato il commercio delle Chelonoidis nigra, delle Testudo hermanni, delle Testudo marginata e delle Testudo greca. Ma le specie contemplati nei 4 allegati solo circa 200.
Le sanzioni
In caso di violazione delle disposizioni della Convenzione di Washington i trasgressori saranno puniti con l’arresto o l’ammenda e con la confisca degli esemplari. In base a questa legge è vietato importare, esportare, vendere, esporre e detenere esemplari vivi, morti o loro derivati appartenenti alle specie iscritte agli allegati A,B,C,e D sprovviste di regolari permessi che ne certifichino la provenienza lecita.
Domande frequenti
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Cos'è il certificato CITES e perché è obbligatorio per acquistare una tartaruga?Il certificato CITES (Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione) è un documento ufficiale che attesta la provenienza legale di un animale o di una pianta. Per le tartarughe, questo documento è fondamentale perché garantisce che l'esemplare non sia stato catturato illegalmente in natura, ma provenga da allevamenti autorizzati o da stock legali preesistenti. Senza tale certificazione, l'acquisto, la vendita e la detenzione di molte specie di rettili sono vietati per proteggere la biodiversità globale dallo sfruttamento eccessivo.
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Quali specie di tartarughe sono assolutamente vietate alla vendita e al possesso?Le specie inserite nell'Allegato A del CITES sono quelle gravemente minacciate di estinzione, per le quali è vietato qualsiasi forma di commercio internazionale. Tra le tartarughe marine, rientrano in questa categoria la Caretta caretta, la Chelonia mydas e la Dermochelys coriacea. Tra le testuggini terrestri, sono severamente vietati il commercio e il possesso di specie come la Testudo hermanni, la Testudo marginata e la Testudo graeca, nonché la tartaruga gigante delle Galapagos (Chelonoidis nigra). Acquistarle comporta gravi sanzioni penali.
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Come posso verificare se una tartaruga in vendita è conforme alla normativa CITES?Per verificare la conformità, devi richiedere al venditore il documento CITES originale o una copia certificata. Questo documento deve contenere dati precisi sull'esemplare (come numero di anello o microchip, sesso, dimensioni), il codice della specie, l'allegato di riferimento e i dettagli dell'autorità emittente. Assicurati che il nome del proprietario riportato sul certificato corrisponda al tuo. Se il venditore non può fornire questi documenti o se mancano i marchi identificativi individuali, è probabile che si tratti di un esemplare illegale.
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Quali rischi e sanzioni si corrono se si possiede una tartaruga senza certificato CITES?Possedere, acquistare o vendere tartarughe sprovviste dei necessari permessi CITES costituisce un reato grave. Le sanzioni previste includono l'arresto fino a due anni o ammende molto elevate, oltre alla confisca immediata dell'animale. Le autorità competenti, come i Carabinieri Forestali o l'Ispettorato Centrale della Tutela del Patrimonio Zoofilico, possono effettuare controlli e sequestrare gli esemplari. È quindi essenziale accertarsi sempre della legalità della provenienza prima di qualsiasi acquisto per evitare conseguenze legali severe.
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Esistono differenze nelle regole CITES tra le varie specie di tartarughe?Sì, la Convenzione di Washington divide le specie in diversi allegati in base al livello di minaccia. L'Allegato A vieta quasi totalmente il commercio (specie a rischio critico). L'Allegato B regola il commercio tramite permessi specifici per evitare lo sfruttamento eccessivo. L'Allegato C riguarda specie protette a livello nazionale ma il cui commercio è comunque controllato. Infine, l'Allegato D include specie soggette a monitoraggio statistico. Non tutte le tartarughe d'acquario o da compagnia richiedono lo stesso livello di documentazione; alcune specie comuni potrebbero avere requisiti meno stringenti, ma è sempre necessario verificare il codice specifico della specie acquistata.



