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Tartarughe d'acqua in inverno: laghetto o acquaterrario?

Aggiornato il 05 ottobre 20264 capitoli
Perché la scelta va fatta a fine estate, non ai primi geli

Perché la scelta va fatta a fine estate, non ai primi geli

La scelta tra laghetto e acquaterrario per le tartarughe d'acqua in inverno va presa a fine estate, quando le temperature sono ancora miti e l'animale mangia con regolarità. Una tartaruga acquatica è un rettile eterotermo, cioè la sua temperatura corporea segue quella dell'ambiente, e con il calo del termometro rallenta il metabolismo fino al letargo. Se aspetti i primi geli per decidere, ti ritrovi a spostare un animale già intorpidito, che non riesce né a nutrirsi né a prepararsi al riposo nel luogo giusto. Prima di tutto accerta la specie che ospiti. Le tartarughe di clima temperato, come la Trachemys scripta e la palustre europea Emys orbicularis, in natura ibernano e possono svernare all'aperto, mentre le specie di origine tropicale non vanno mai in letargo e devono restare al caldo tutto l'anno. Fissa poi una visita veterinaria di controllo: il letargo è sconsigliato agli esemplari che non hanno raggiunto almeno 10 cm circa di carapace e a quelli non in perfetta salute, e solo un veterinario esperto in rettili può valutare lo stato nutrizionale e indicarti la strada più prudente per il tuo animale.

Il laghetto esterno: quando il letargo all'aperto è davvero sicuro

Se le condizioni dell'animale lo permettono, il laghetto in giardino è la soluzione più vicina a quanto accade in natura, ma funziona solo se ha dimensioni adeguate. Perché l'acqua si raffreddi in modo graduale senza gelare fino al fondo, servono una profondità di almeno 1 metro e un diametro non inferiore ai 2 metri circa: in una vasca piccola la temperatura oscilla troppo da un giorno all'altro e la tartaruga passa di continuo dal torpore alla veglia, consumando le riserve senza potersi alimentare. Il fondo dovrebbe offrire uno strato morbido di sedimento e foglie in cui l'animale possa interrarsi e restare al riparo. Durante il letargo la temperatura dell'acqua dovrebbe mantenersi tra i 2 e i 10 °C circa. La fascia tra i 10 e i 18 °C è la più insidiosa, perché la tartaruga resta abbastanza attiva da muoversi e spendere energia, ma non abbastanza da mangiare e idratarsi. Il laghetto è quindi adatto solo a esemplari adulti, robusti e appartenenti a specie che ibernano; se vivi in una zona con inverni molto rigidi o il tuo specchio d'acqua è poco profondo, è più sicuro trasferire l'animale in un locale fresco, buio e riparato, come una cantina, piuttosto che lasciarlo fuori e sperare che l'inverno sia mite.

L'acquaterrario riscaldato: quando è meglio tenerle attive in casa

L'acquaterrario in casa è invece la strada obbligata per i giovani con carapace sotto i 10 cm circa, per gli animali convalescenti o sottopeso e per tutte le specie che non ibernano. Qui l'obiettivo è impedire che la tartaruga percepisca l'inverno: l'acqua va mantenuta con un termoriscaldatore a una temperatura che non scenda sotto i 20 °C circa, e la zona emersa deve disporre di una lampada riscaldante e di una fonte di raggi UVB, perché senza la luce adeguata l'animale non assimila il calcio e il carapace si indebolisce. Una vasca fredda in una stanza non riscaldata è la condizione peggiore, perché l'animale non dorme davvero e non mangia davvero. Le dimensioni contano quanto il riscaldamento. Una vasca intorno ai 200 litri è il riferimento per uno o due adulti, con una parte d'acqua abbastanza profonda per nuotare e una zona asciutta facile da raggiungere. Se la tartaruga ha trascorso l'estate nel laghetto, programma il rientro quando l'acqua esterna è ancora sopra i 15 °C circa e l'animale si alimenta: trasferirla già intorpidita in una vasca calda la costringe a un risveglio brusco e a uno stress che puoi evitare con qualche settimana di anticipo.

Preparare il passaggio e cosa osservare durante l'inverno

Qualunque sia la scelta, le settimane che precedono i primi freddi servono a preparare l'animale. Se andrà in letargo, riduci gradualmente il cibo nelle ultime settimane di attività, lasciando sempre acqua pulita a disposizione, perché una tartaruga che si addormenta con l'intestino pieno rischia fermentazioni e infezioni. Se resterà attiva in acquaterrario, controlla che riscaldatore, filtro e lampade funzionino prima di affidarti a loro per tutta la stagione, e tieni un termometro in acqua per verificare le temperature reali e non quelle dichiarate dall'apparecchio. Impara anche a leggere i segnali. Una tartaruga che smette di mangiare, si nasconde, resta immobile nello stesso angolo e dorme a lungo si sta preparando al riposo, ed è normale se la temperatura sta scendendo; lo stesso comportamento in una vasca riscaldata, invece, può indicare un problema di salute o un impianto che non lavora come dovrebbe. Nel laghetto limita i controlli a una verifica visiva periodica, senza disturbare l'animale sul fondo; al risveglio primaverile, se noti un dimagrimento marcato, occhi gonfi o respiro affannoso, rivolgiti subito al veterinario senza aspettare che riprenda a mangiare da sola.

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