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Rettili · Tartarughe

Tartarughe greche

Aggiornato il 08 marzo 20124 capitoli5 domande frequenti
testuggine greca

Caratteristiche

Le tartarughe greche appartengono tutte alla specie della testuggine Greca, un rettile dell’ordine delle testuggini che vive principalmente nelle regioni del bacino del Mar Mediterraneo. E’ molto simile alla Testudo Hermanni da cui si differenzia solo per la presenza di escrescenze cornee ai lati delle cosce. Le numerose sottospecie si differenziano tra di loro soprattutto per la grandezza e per il colore del carapace. In generale, comunque, queste tartarughe sono relativamente grandi, arrivando a superare anche i 35 centimetri di lunghezza. Si tratta di tartarughe molto pigre che trascorrono gran parte della loro giornata al sole per innalzare la temperatura corporea e attivare le funzioni metaboliche assorbenti i raggi U.V.B. Si nutrono principalmente di vegetali, lumache e in condizioni di necessità non disdegnano neanche di mangiare carogne ed escrementi. In cattività mangiano anche lattuga, carne, latte e formaggio.

Le sottospecie

Esistono diverse sottospecie dia Testudo greca. Tra le sottospecie più comuni ci sono la Testudo Anamurensis originaria della Turchia, la armenaica originaria dell’Armenia, la testudo greca greca originaria della Spagna e in generale dell’Europa meridionale. La testudo Lamberti, la testudo Nikilskii, la testudo Pallasi, la testudo perses e la testudo terrestris tutte originarie dell’Africa settentrionale e delle regioni mediorientali.

Distribuizione e habitat naturale

La tartaruga greca e le sue sottospecie vivono prevalentemente nel bacino del Mar Mediterraneo. In Europa sono presenti in Italia, in Grecia, in Spagna, nell’Africa settentrionale e in Medio Oriente. In Europa vive principalmente in Grecia, in Italia, in Spagna e nelle isole del Mar Mediterraneo. In Asia è molto diffusa in Turchia, Iran e Pakistan. In Africa si trova in Marocco, Algeria e Libia. L’habitat naturale varia molto a seconda della sottospecie, ma, in generale prediligono climi miti con poche piogge ed estati secche. La si può trovare in zone caratterizzate dalla presenza di dune sabbiose costiere ricche di vegetazione, di pinete, ma, in alcuni casi anche in agrumeti e vigneti.

Riproduzione

La stagione degli amori coincide con il risveglio dal letargo e l’accoppiamento vero e proprio è preceduto da un rituale di corteggiamento in base al quale il maschio insegue la femmina e la prende a morsi. Nell’atto dell’accoppiamento il maschio monta la femmina. Le tartarughe greche sono ovipare e le femmine scavano una buca nel terreno per deporre le uova. L’incubazione varia tra i due e i tre mesi, trascorsi i quali i piccoli rompono il guscio con il dente dell’uovo, una sorta da di uncino che hanno sul muso e che scompare pochi giorni dopo la nascita.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra la tartaruga greca e la tartaruga di Hermann?
    La distinzione morfologica più evidente tra la Testudo graeca e la Testudo hermanni risiede nella presenza di specifiche escrescenze cornee situate sui lati delle cosce posteriori, tipiche della tartaruga greca. Sebbene siano simili per aspetto generale, la tartaruga greca tende ad essere leggermente più grande, potendo superare i 35 centimetri di lunghezza del carapace. Inoltre, le varie sottospecie di tartaruga greca mostrano differenze cromatiche e dimensionali significative rispetto alle altre specie mediterranee, rendendo l'osservazione attenta delle placche e delle strutture corporee fondamentale per un corretto riconoscimento.
  • Cosa mangiano le tartarughe greche in natura e in cattività?
    In natura, queste tartarughe sono principalmente erbivore, alimentandosi di vegetali vari, lumache e, in situazioni di carenza alimentare, possono consumare carogne o escrementi. Tuttavia, in cattività è comune fornire loro lattuga, carne, latte e formaggio. È importante notare che questa dieta domestica non è ideale per la loro salute a lungo termine; una corretta alimentazione dovrebbe privilegiare verdure a foglia verde scuro, erbe selvatiche e integratori specifici, evitando cibi troppo proteici o grassi come carne e latticini che possono causare gravi problemi renali e allo sviluppo del guscio.
  • Come avviene la riproduzione e la schiusa delle uova?
    La stagione riproduttiva inizia subito dopo il risveglio dal letargo. Il corteggiamento prevede che il maschio insega la femmina e la morda, per poi montarla durante l'accoppiamento. Le femmine sono ovipare e scavano una buca nel terreno per deporre le uova. L'incubazione dura dai due ai tre mesi. Alla fine del periodo, i piccoli utilizzano un 'dente dell'uovo', ovvero un piccolo uncino presente sul muso, per rompere il guscio; questa struttura si dissolve automaticamente pochi giorni dopo la nascita, permettendo ai cuccioli di muoversi liberamente senza rischiarsi.
  • Quanto tempo vivono le tartarughe greche?
    Le tartarughe greche sono animali longevi che possono vivere diversi decenni, spesso superando i 50 anni se allevate in condizioni ottimali. La loro aspettativa di vita dipende fortemente dalla qualità dell'alimentazione, dall'ambiente in cui vengono mantenute e dalle cure veterinarie ricevute. In cattività, una gestione errata della temperatura, dell'illuminazione UVB o della dieta può accorciare significativamente la loro vita. Per garantire una vecchiaia sana, è essenziale replicare il più possibile le condizioni del loro habitat naturale, garantendo spazi ampi e una protezione costante dai predatori e dalle intemperie.
  • Qual è l'habitat ideale per ospitare una tartaruga greca?
    Nelle aree native, le tartarughe greche prediligono climi miti, asciutti ed estivi, frequentando dune sabbiose, pinete, agrumeti e vigneti. In cattività, devono essere ospitate in recinti esterni ampi che permettano loro di termoregolarsi, poiché sono ectoterme e dipendono dal calore esterno per attivare il metabolismo. È fondamentale fornire zone soleggiate e ombreggiate, substrato adatto allo scavo per le femmine gravide e vegetazione adatta. L'esposizione ai raggi UVB è cruciale per sintetizzare la vitamina D3 e prevenire malattie metaboliche ossee, rendendo indispensabile l'uso di lampade specifiche se l'animale vive in ambienti chiusi.

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