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Tartarughe in Sardegna

Aggiornato il 16 marzo 20125 capitoli5 domande frequenti
Emys orbicularis

Specie autoctone

La Sardegna è l’unica regione italiana in cui vivono sia gli esemplari della specie Emys orbicularis (tartaruga palustre europea) sia quelli delle tre specie di testudo europee, ovvero, la Testudo Hermanni, la Testudo Greca e la Testudo Marginata. In Sardegna le tartarughe vivono essenzialmente allo stato selvatico anche se il turismo di massa degli ultimi decenni ha messo in serio rischio la sopravvivenza delle specie, minacciate dalla progressiva scomparsa degli habitat naturali e delle fonti di alimentazione.

Emys orbicularis

In Sardegna vive l’unica specie di tartaruga palustre italiana, l’Emys Orbicularis. Gli habitat naturali di questa specie sono costituiti essenzialmente da fiumi e torrenti, laghi e bacini. In Sardegna la specie vive in quasi tutta la regione anche se il numero di esemplari diminuisce in maniera costante a causa della distruzione dell’ambiente naturale da parte dell’uomo con le pratiche agricole, le canalizzazioni dei corsi di acqua e la costruzione di strade in luogo dei sentieri di campagna. Si nutrono essenzialmente di piccoli pesci, insetti e piante acquatiche.

Testudo greca sarda

La testudo greca non è una specie autoctona, ma, è stata introdotta in Sardegna dall’uomo. Gli esemplari di queste testuggini vivono principalmente in ambiente litoraneo. Sono caratterizzati da una corazza forma di cupola di colore variabile a seconda dell’età dell’esemplare. Il loro habitat naturale è costituito da macchia mediterranea costiera, campi incolti, distese aride e sabbiose vicine al mare. Si nutrono essenzialmente di vegetali e in particolare erba. Sono ghiotte di frutta e in particolare di fichi d’india. In condizioni di necessità si nutrono anche di piccoli insetti come le lumache che mangiano dopo averle estratte dal guscio.

Testudo Hermanni

Come la Testudo Greca, anche la Testudo Hermanni è stata introdotta successivamente in Sardegna. Il suo habitat naturale è costituito dalla macchia mediterranea, dalle aree cespugliose e dai campi incolti e non troppo secchi. Arriva a misurare fino ai 20 centimetri di lunghezza ed è caratterizzata dal carapace di forma ellittica. Si nutre principalmente di erba e di frutta e tende a trascorrere gran parte della sua giornata nascosta tra l’erba alta, dove trova protezione e riparo.

Testudo marginata

La Testudo marginata è originaria della Grecia ed è diffusa soprattutto nelle zone interne della Sardegna. Gli esemplari sardi di questa specie di testuggine spesso presentano fenomeni di albinismo. Il suo habitat naturale è rappresentato da aree a macchia mediterranea, aree litoranee e uliveti. Predilige comunque zone coperte e poco soleggiate. Ha una dieta prevalentemente vegetariana e si nutre di erba e frutta.

Domande frequenti

  • Quali sono le specie di tartarughe presenti in natura in Sardegna?
    La Sardegna è unica in Italia per la convivenza di cinque specie diverse di rettili. Sono presenti la tartaruga palustre europea (Emys orbicularis), considerata l'unica specie palustre autoctona italiana, e tre specie di testuggini terrestri: la Testudo hermanni, la Testudo graeca e la Testudo marginata. Mentre l'Emys abita corsi d'acqua e stagni, le testuggini terrestri frequentano la macchia mediterranea, i campi incolti e le zone costiere. Questa biodiversità rende l'isola un hotspot fondamentale per la conservazione di questi animali, sebbene molte popolazioni siano attualmente a rischio.
  • Perché le popolazioni di tartarughe sarde sono in pericolo?
    Le principali minacce alla sopravvivenza delle tartarughe in Sardegna derivano dall'impatto umano sugli habitat naturali. L'agricoltura intensiva, la canalizzazione dei fiumi e la costruzione di infrastrutture stradali distruggono o frammentano gli ambienti vitali per la riproduzione e l'alimentazione. Inoltre, il turismo di massa contribuisce al degrado ambientale. La perdita di fonti alimentari naturali e la riduzione degli spazi sicuri stanno causando un calo costante del numero di esemplari, rendendo necessaria una maggiore tutela degli ecosistemi residui.
  • Cosa mangiano le diverse specie di tartarughe sarde?
    La dieta varia in base alla specie e all'habitat. L'Emys orbicularis è onnivora e si nutre di piccoli pesci, insetti e piante acquatiche. Le testuggini terrestri hanno invece una prevalenza vegetariana: la Testudo graeca e la Testudo marginatamangiano erba, frutta (come i fichi d'india) e, occasionalmente, piccoli insetti o molluschi come le lumache. Anche la Testudo hermanni segue una dieta a base di vegetali e frutta. È importante ricordare che queste abitudini alimentari si applicano agli animali in libertà; in cattività richiedono cure specifiche.
  • È legale possedere o catturare tartarughe in Sardegna?
    No, è severamente vietato. Tutte le specie di tartarughe presenti in Sardegna (Emys orbicularis, Testudo hermanni, Testudo graeca e Testudo marginata) sono protette dalla legge italiana ed europea. Catturarle, disturbarle o tenerle come animali domestici comporta sanzioni penali e amministrative gravissime. Queste specie sono considerate patrimonio naturale e la loro raccolta è illegale perché contribuisce direttamente al declino delle popolazioni selvatiche. Chi trova una tartaruga ferita deve contattare immediatamente i Carabinieri Forestali o un centro recupero fauna selvatica autorizzato.
  • Dove si trovano più facilmente le Testudo marginata in Sardegna?
    La Testudo marginata è diffusa soprattutto nelle zone interne della Sardegna, preferendo habitat come la macchia mediterranea, le aree litoranee e gli uliveti. A differenza di altre specie, predilige zone ombreggiate e poco soleggiate, rifugiandosi durante le ore più calde. Un tratto distintivo delle popolazioni sarde è la frequente presenza di individui albini. La loro distribuzione è legata alla disponibilità di copertura vegetale che offre protezione dai predatori e dal calore eccessivo, fattori cruciali per la loro sopravvivenza nell'ecosistema isolano.

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