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Rettili · Tartarughe

Tartarughe marine

Aggiornato il 15 febbraio 20124 capitoli5 domande frequenti
tartaruga marina

Caratteristiche

Le tartarughe marine appartengono alla famiglia delle Chelonioidea e comprendono in totale sette specie di tartarughe adattatesi nei millenni alla vita marina. Nel corso dell’evoluzione della specie hanno subìto pochissimi mutamenti e gli esemplari moderni sono molto simili ai loro antenati preistorici. Di questa superfamiglia di tartarughe fanno parte le tartarughe Caretta caretta, le tartarughe verdi, ovvero, le Chelonia mydas, le tartarughe liuto, le tartarughe embricata, tartarughe bastarde o Lepidochelys kempii, le tartarughe olivacee e le tartarughe piatte, note anche come Natator depressus. Nel corso dell’evoluzione questi rettili hanno sviluppato caratteristiche fisiche e morfologiche tali da renderle adatta alla vita sott’acqua, tra queste ad esempio la forma allungata del corpo che è ricoperto da un robustissimo guscio protettivo. Le zampe hanno assunto la forma di vere e proprie pinne, sono scomparse le dita e le unghie e si sono disposte lateralmente proprio per facilitare l’attività di nuoto, rendendo, però, difficoltosi gli spostamenti sulla terra ferma. Le pinne anteriori danno la spinta propulsiva, mentre, quelle posteriori, più piccole e a forma di spatola vengono utilizzate come una sorta di timone e dalle femmine per scavare le buche nella sabbia dove poi deporre le uova. Le tartarughe marine hanno sviluppato una ghiandola, detta ghiandola del sale, che consente di filtrare l’acqua marina dal sale in eccesso in essa contenuto e di espellerlo attraverso le ghiandole lacrimali, dando l’impressione che piangano. Gli occhi sono grandi e si sono adattati alla vista sott’acqua. Queste tartarughe sono molto grandi, alcune, come gli esemplari della tartaruga liuto, possono raggiungere anche i due metri di lunghezza ed un peso di oltre 500 chili. La loro alimentazione è molto varia. Gli adulti sono quasi esclusivamente carnivori e mangiano tutto ciò che trovano sui fondali o che galleggia in superficie come i granchi alle meduse. Le tartarughe verdi sono, invece, erbivore e si nutrono di alghe, piante marine e radici di mangrovie.

Habitat naturale e riproduzione

Le tartarughe marine appartengono alla famiglia dei rettili, sono dotate di polmoni, quindi, anche se passano gran parte della loro giornata in acqua, hanno comunque bisogno di risalire in superficie per respirare. Per questa ragione il loro habitat naturale è costituito da zone dove si ha un’alternanza di parti emerse e sommerse così da consentire loro di poter emergere per respirare prima di rituffarsi. Questi animali popolano i mari e gli oceani temperati di tutto il mondo e lasciano l’acqua per la terra ferma solo per deporre le uova. La specie Caretta caretta, nota anche come tartaruga marina comune d'acqua salata, si trova anche nel Mar Mediterraneo, nei pressi di barriere coralline, alle foci dei fiumi e nelle lagune di acqua salata. La tartaruga verde preferisce le acque basse e si trova nel bacino del Mediterraneo. Vive principalmente nell’oceano Pacifico, invece, la tartaruga liuto, mentre sceglie mari prettamente tropicali, invece la tartaruga embricata che si trova negli oceani Pacifico e Atlantico. Lo stesso vale per la tartaruga bastarda e la tartaruga olivacea. Endemica delle coste australiane, invece. è la tartaruga piatta.

Riproduzione

Le tartarughe marine si accoppiano in acqua ma poi le femmine tornano sulla spiaggia per deporre le uova. Solitamente utilizzano sempre la stessa zona per scavare le buche dove poi depongono fino a 100 uova. Alcune specie compiono addirittura chilometri per raggiungere le spiagge dove sono nate. La buca poi viene coperta con la sabbia per proteggere le uova. La deposizione, a seconda della specie, può avvenire due o sei volte a stagione. L’accoppiamento vero e proprio avviene durante la migrazione o nelle aree vicine ai luoghi di deposizione. Si ritiene che le femmine riescano a conservare lo sperma dell’uomo e a fecondare le uova anche dopo anni. Una volta deposte le uova le femmine tornano in mare e sarà il calore della sabbia a incubarle fino alla nascita dei piccoli. L’incubazione varia dai 2 ai 3 mesi. Il sesso dei nuovi nati è determinato dal calore della sabbia. Infatti a temperature più basse nascono più maschi,mentre a temperature superiori ai 29 gradi nascono più femmine. I piccoli rompono il guscio grazie alla presenza di una protuberanza sul muso detta dente dell’uovo, e dopo sette giorni lasciano il nido dirigendosi verso il mare.

La respirazione

Le tartarughe marine non hanno le branchie e quindi respirano attraverso i polmoni che sono piatti e sottili. Sono aderenti al carapace e vengono dilatati e contratti attraverso i movimenti del collo e delle zampe. Gli studiosi ritengono che le tartarughe marine possono assorbire attraverso la pelle fino al 70% di ossigeno di cui hanno bisogno. Sono dotate, infatti, di sacche anali che consentono, infatti, di assorbire l’ossigeno disciolto nell’acqua. Possono poi anche assorbire ossigeno dall’acqua ingerita grazie all’esofago ricco di cavità vascolari che consentono di incamerare l’ossigeno nel sangue e poi trasportarlo ai polmoni. Capacità che consentono alle tartarughe di restare in apnea anche per lunghi periodo o di andare in ibernazione sui fondali. Il restante 30% di ossigeno necessario per la loro sopravvivenza però deve essere reperito ritornando in superficie per respirare.

Domande frequenti

  • Quante specie di tartarughe marine esistono e quali sono le principali?
    Esistono sette specie distinte di tartarughe marine appartenenti alla superfamiglia Chelonioidea. Le più comuni includono la Caretta caretta (tartaruga comune), la Chelonia mydas (tartaruga verde), la Caretta caretta, la Lepidochelys kempii (tartaruga bastarda), la Chelonia mydas, la Natator depressus (tartaruga piatta), la Eretmochelys imbricata (tartaruga embricata) e la Dermochelys coriacea (tartaruga liuto). Ogni specie presenta adattamenti specifici: ad esempio, la tartaruga liuto è la più grande, raggiungendo i due metri e i 500 kg, mentre la tartaruga verde è l'unica prevalentemente erbivora, nutrendosi di alghe e piante acquatiche.
  • Come respirano le tartarughe marine sotto acqua?
    Essendo rettili, le tartarughe marine possiedono polmoni e devono risalire in superficie per respirare aria atmosferica. Tuttavia, hanno sviluppato meccanismi straordinari per prolungare l'immersione. Fino al 70% del fabbisogno di ossigeno può essere assorbito direttamente dall'acqua attraverso la pelle, grazie a speciali sacche anali, oppure tramite l'esofago ricco di vasi sanguigni. Il restante 30% deve essere necessariamente recuperato facendo capolino fuori dall'acqua. Questa efficienza permette loro di rimanere in apnea per lunghi periodi o persino di entrare in uno stato simile all'ibernazione sui fondali marini.
  • Perché sembra che le tartarughe marine piangano?
    L'impressione che le tartarughe marine piangano è dovuta a un meccanismo fisiologico essenziale per la loro sopravvivenza in ambiente salino. Possiedono una struttura chiamata 'ghiandola del sale', situata vicino agli occhi, che filtra l'eccesso di cloruro di sodio presente nell'acqua marina ingerita. Questo sale viene espulso attraverso le ghiandole lacrimali, creando una secrezione acquosa che fuoriesce dagli occhi. Non si tratta di una reazione emotiva, ma di un processo vitale per mantenere l'equilibrio idrico e salino del loro organismo, prevenendo la disidratazione.
  • Come funziona la determinazione del sesso nelle tartarughe marine?
    A differenza di molti altri animali, il sesso delle tartarughe marine non è determinato geneticamente al momento della fecondazione, ma dipende dalla temperatura della sabbia durante l'incubazione delle uova, un fenomeno noto come determinazione del sesso dipendente dalla temperatura. Se la sabbia del nido mantiene temperature inferiori ai 29 gradi Celsius, schiuderanno prevalentemente maschi. Al contrario, temperature superiori a 29 gradi favoriscono la nascita di femmine. Questo rende le specie estremamente vulnerabili ai cambiamenti climatici, poiché il riscaldamento globale potrebbe alterare drasticamente il rapporto tra i sessi nelle future generazioni.
  • Dove e quando depongono le uova le tartarughe marine?
    Nonostante vivano in mare, le tartarughe marine devono tornare sulla terraferma per riprodursi. Le femmine, spesso seguendo istinti migratori che le riportano sulle stesse spiagge dove sono nate, scavano buche nella sabbia utilizzando le pinne posteriori a forma di spatola. Depongono solitamente tra le 50 e le 100 uova per ogni nidiata, potendo effettuare la deposizione da due a sei volte a stagione. Dopo aver coperto le uova con la sabbia per proteggerle dai predatori e dalle condizioni atmosferiche, tornano in mare. I piccoli schiudono dopo 2-3 mesi, guidati dal calore, e si dirigono immediatamente verso l'oceano.

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