Storia del Saluki
Il Saluki è un levriero di origini persiane ed infatti il termine stesso “saluki” deriva dall’arabo classico e significava levriero in senso generale. Nelle terre dell’Africa settentrionale in realtà non c’è mai stata una grande distinzione tra le diverse razze di levrieri, che sono state spesso trattate come un'unica razza. I primi ad accorgersi della particolarità del Saluki furono gli inglesi che lo chiamarono Persian Greyhound, per distinguerlo dalle altre razze di levrieri di origine asiatica. Le origini dei levrieri asiatici ed i suoi primi contatti con l’uomo sono molto antichi, e risalgono all’epoca delle prime civiltà umane, sorte nella Mezzaluna fertile tra il Tigri e l’Eufrate. Tracce di queste razze sono state ritrovate anche nella civiltà dell’antico Egitto dove, assieme ai levrieri di origine africana, erano tra i cani più apprezzati e diffusi. In Europa questa razza è arrivata grazie ai Celti ed ai Romani ma anche altre popolazioni più antiche del Mediterraneo si avvalsero della compagnia di questi ottimi cani. I Cretesi ed i Greci infatti, come dimostrano diversi affreschi dell’epoca, avevano adottato pienamente questo cane. In epoche più recenti il Saluki si diffuse in Europa, specialmente nel basso medioevo, ed in Italia trovò fortuna nell’epoca del Rinascimento. Numerosi affreschi e dipinti ritraggono nelle loro scene esemplari di levrieri molto simili al Saluki, come ad esempio il quadro del Tintoretto “Il Cristo che lava i piedi al suoi discepoli”. In Inghilterra la prima traccia documentata di questa razza risale invece al 1830, anno in cui alcuni esemplari comparvero nello zoo di Londra. In questa nazione il Saluki trovò presto fama e successo, come dimostra nel 1878 la prima iscrizione al Kennel Club di una femmina di Saluki. Inoltre vennero avviati diversi allevamenti oltre Manica, uno su tutti quelle di Florence Amherst, particolarmente prolifico e di qualità. Nel 1922 fu fondato il primo Saluki Club e l’anno dopo questo club scrisse il primo standard ufficiale della razza.
Caratteristiche del Saluki
Le caratteristiche del Saluki sono quelle generali dei levrieri. Agile, magro, di portamento nobile, anche questo levriero è veloce e scattante come i suoi simili ed ha un istinto innato per la caccia. Al giorno d’oggi, viste anche le sue ottime qualità, il Saluki è utilizzato più che altro come animale da compagnia anche se in certe zone viene ancora sfruttato per la caccia, come per esempio in Spagna dove la caccia con i levrieri è ancora permessa. Quando è all’opera questo cane caccia sempre da solo e mai in muta con altri cani. Non utilizza particolarmente il fiuto nella caccia, facendo forza più che altro sulla sua velocità e sulla vista. Caratterialmente il Saluki si può definire un cane molto affettuoso, di atteggiamento placido e tranquillo, anche se con gli estranei resta sempre un po’ diffidente. Forse la diffidenza del Saluki è dovuta in parte alla nobiltà storica di questo cane, che già nell’antichità veniva lasciato entrare in tende ed abitazioni al contrario di tutti gli altri cani. Il carattere sportivo di questa razza la rende sconsigliabile a padroni sedentari, perché ha bisogno tutti i giorni di passeggiate e corse. Con i bambini è un buon cane e una volta instaurato con loro un buon rapporto, sarà sempre pronto e disponibile per ogni gioco. L’aspetto generale del Saluki è armonico e grazioso. Questo cane è sempre magro e snello ma deve anche dare a chi lo osserva un senso di forza e resistenza. La testa è lunga e stretta, con un cranio piuttosto largo e non curvo ed il muso stretto ma lungo. Gli occhi sono grandi ed ovali, di colore scuro. Le orecchie sono invece lunghe, pendenti e pelose. Il collo del Saluki è stretto e lungo ed il corpo è magro con dorso largo. Gli arti anteriori sono dritti, lunghi e magri mentre gli arti posteriori hanno cosce relativamente grandi e ginocchia vistosamente angolate. La coda è molto lunga ed ha attaccatura bassa, con lunghe frange di peli terminali. Il mantello ha pelo fine e corto sul corpo con leggere frange su cosce, coda ed orecchie. Il colore è molto variabile, da bianco a oro a rosso con tutte le sfumature.
Alimentazione del Saluki
Il Saluki è magro ma le sue dimensioni non sono affatto piccole. La razione alimentare giornaliera di cui questo cane ha bisogno va dai 350 ai 400 g di alimento al giorno. Come sempre l’alimentazione deve essere completa, equilibrata e di qualità. Possono essere somministrati sia mangimi che cibo fatto in casa. Il Saluki non tende ad ingrassare se gli viene fatta svolgere una regolare attività fisica.
Malattie del Saluki
Questo cane si può considerare abbastanza resistente e in salute. La durata media della vita di un Saluki è di 12-14 anni. Le cure al pelo sono veramente minime ma bisogna fare attenzione a possibili tagli e ferite perché ha una pelle molto fine e delicata. Da cucciolo è bene portarlo dal veterinario che deciderà quali vaccinazioni svolgere e potrà fornire utili consigli per la corretta crescita del cane.
Domande frequenti
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Quanto spazio e attività fisica richiede un Saluki?Il Saluki è un levriero sportivo con un forte istinto predatorio e la necessità di correre liberamente. Non è adatto a una vita sedentaria: necessita di passeggiate quotidiane e, idealmente, di spazi ampi dove possa scatenarsi senza guinzaglio, purché sicuro. Essendo stato selezionato per la caccia solida e veloce, soffre la clausura in piccoli appartamenti urbani senza adeguato sfogo energetico. Un proprietario attivo che possa garantire ore di movimento all'aperto manterrà il cane equilibrato, prevenendo comportamenti distruttivi dovuti noia o stress.
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Come si comporta il Saluki con i bambini e altri animali?Con i bambini, il Saluki è generalmente un compagno gentile e disponibile, capace di giocare con pazienza una volta stabilita una buona relazione. Tuttavia, data la sua natura indipendente e talvolta diffidente verso gli estranei, è fondamentale insegnare fin da piccoli come interagire rispettosamente con lui. Per quanto riguarda altri animali, il suo alto istinto di caccia verso i roditori e i gatti piccoli può essere problematico. Se cresciuto insieme a gatti o altri cani, può convivere pacificamente, ma l'esposizione precoce e il controllo sono essenziali per gestire il suo impulso naturale alla persecuzione visiva.
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Qual è la dieta ideale e il fabbisogno calorico del Saluki?Nonostante appaia magro e snello, il Saluki ha un metabolismo elevato e richiede un'alimentazione completa, equilibrata e di alta qualità. Il fabbisogno giornaliero si attesta indicativamente tra i 350 e i 400 grammi di cibo secco, ma la quantità precisa varia in base all'età, al peso e al livello di attività fisica. Poiché tende a mantenere la linea se attivo, non è soggetto a obesità patologica come altre razze, ma è cruciale monitorare la dieta per evitare carenze nutrizionali. Sia il cibo industriale premium che quello casalingo bilanciato possono andare bene, sotto supervisione veterinaria.
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Quali sono le principali preoccupazioni sanitarie e la longevità della razza?Il Saluki è considerato una razza robusta con una speranza di vita media compresa tra i 12 e i 14 anni. La sua pelle è estremamente sottile e delicata, rendendolo vulnerabile a tagli, abrasioni e irritazioni cutanehe durante le attività all'aperto; è quindi necessario ispezionarlo dopo le uscite. Pur essendo generalmente sano, come qualsiasi cane puro, può essere predisposto a specifiche condizioni genetiche o allergie. Una prevenzione regolare, incluse le vaccinazioni essenziali da cucciolo e i controlli periodici, garantisce una vecchiaia serena e attiva.
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È facile addestrare un Saluki o è testardo?L'addestramento del Saluki presenta sfide a causa della sua indipendenza e della sua natura sensibile. Non è un cane obbediente ciecamente come un Border Collie; risponde meglio a metodi di rinforzo positivo, coerenti e pazienti, evitando assolutamente la durezza che potrebbe chiudere il cane in se stesso. La sua concentrazione sull'ambiente circostante, specialmente su prede potenziali, rende difficile il richiamo fuori area recintata. Richiede costanza e rispetto della sua personalità aristocratica per stabilire una gerarchia basata sulla fiducia reciproca piuttosto che sulla coercizione.


