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Anatra domestica

Aggiornato il 07 gennaio 20134 capitoli5 domande frequenti
anatra domestica

Caratteristiche

L’anatra domestica è un anseriforme appartenente alla famiglia degli anatidi. E’ il frutto dell’addomesticamento dell’anatra selvatica o Germano Reale, da cui discende direttamente. L’anatra è stata addomesticata fin dall’antichità per la sua carne, per le uova, per le piume e anche come animale ornamentale. A seconda della razza di appartenenza l’anatra domestica può avere caratteristiche differenti e assomigliare di più o di meno all’anatra selvatica. La prima grande differenza tra il Germano reale e l’anatra domestica sta nella grandezza e nel peso. Il primo, infatti, può pesare fino a un massimo di 1400 grammi mentre le razze domestiche possono arrivare anche a pesare quattro chili. Diverso è anche il colore del piumaggio, del becco o delle zampe. L’anatra domestica, inoltre, rispetto a quella selvatica è poligama e ogni maschio può avere fino a sette femmine, cosa che non accade allo stato selvatico dove viene praticata la monogamia. Anche la deposizione delle uova è più numerosa con razze domestiche che arrivano a deporre più di 100 uova l’anno. In base al peso e alla razza le anatre domestiche sono divise in quattro classi diverse: bantam, leggera, media e pesante. Della prima classe fanno parte la Nana Becco Corto, la Australian Spotted e la Smeraldo; alla classe leggera appartengono la Corritrice Indiana e la Campbell; alla media appartiene la Orpington, la Ciuffata e la Svedese mentre alla classe pesante appartengono, infine, la Pechino, la Rouen e la Sassonia. Le razze possono essere distinte anche in base al paese d’origine e alla tipologia produttiva. Si avranno quindi le razze da esposizione, quelle da uova, quelle da carne e quelle da uova e carne. In Italia esiste una sola anatra autoctona, la Germanata Veneta.

Habitat e distribuzione

Le anatre domestiche si sono adattate nel corso dei secoli a tutti i tipi di ambienti e di climi. Originarie del continente asiatico e in particolare della Cina, le anatre preferiscono ambienti acquitrinosi e umidi con una ricca vegetazione acquatica. Un habitat naturale proprio delle risaie cinesi. Nei secoli si sono adattate anche a climi e habitat diversi grazie alla loro grande duttilità. In generale per creare l’habitat naturale di un’anatra domestica occorre uno stagno o comunque una zona umida circondata da piante e alberi dove potersi nascondere e dove trovare da mangiare. Non sopportano le temperature troppo basse o i climi eccessivamente aridi.

Riproduzione

L’anatra domestica, a differenza di quella selvatica, è poligama e ogni maschio può accoppiarsi con un massimo di sette femmine. L’accoppiamento avviene solitamente in inverno per consentire la schiusa delle uova in primavera. L’accoppiamento vero e proprio è preceduto da un lungo rituale di corteggiamento, che si differenzia sensibilmente da specie a specie. Nel periodo invernale si forma la coppia e per questo il maschio sviluppa una livrea più appariscente, mentre in estate hanno un piumaggio più simile alla femmina. Il corteggiamento è caratterizzato da una precisa sequenza di segnali da parte del maschio e di risposte da parte della femmina. Le uova vengono covate per circa 28 giorni. Le anatre non sono delle buone chiocce ed è quindi consigliato far covare le uova a una gallina o posizionarle nell’incubatrice. In media la femmina depone dalle quattro alle dodici uova a covate. Appena nati, gli anatroccoli sono già capaci di nuotare e di nutrirsi da soli.

Allevamento

Le anatre sono uccelli acquatici e trascorrono buona parte della loro giornata in acqua, quindi se si decide di allevarle bisogna provvedere a fornirgli uno stagno o un laghetto in cui poter nuotare insieme ad un rifugio in cui potersi riposare durante la notte. Il rifugio deve essere grande abbastanza da poter ospitare comodamente tutte le anatre e deve essere orientato verso est dove spunta il sole. Nel rifugio bisogna prevedere diverse finestre e aperture sulle facciate, coperte da reti metalliche, per garantire la giusta areazione all’interno. Il tetto è meglio se è spiovente e il pavimento deve essere leggermente rialzato per evitare l’intrusione dei topi pericolosissimi per la salute di questi volatili domestici. Sul pavimento si può spargere un po’ di paglia, della segatura e delle foglie secche che fungano da materasso. La paglia deve essere cambiata molto spesso poiché sporcandosi, potrebbe creare problemi igienico sanitari per le anatre e attirare insetti e ratti. Le anatre si nutrono di qualsiasi cosa trovano nei prati, dalle larve agli insetti, fino a piccoli invertebrati e alle piante acquatiche. In cattività se si lasciano libere di nuotare e di pascolare nei prati la loro alimentazione dovrà essere integrata solo con piccole quantità di mangimi. I mangimi per anatre sono a base di granoturco, farina di mais, farina d’avena, farina di erba medica e crusca. Si può anche dare loro un pastone con del pane bagnato e fatto a pezzettini condito con un po’ di sale e qualche erba di campo.

Domande frequenti

  • Quali sono le principali differenze fisiche e comportamentali tra l'anatra domestica e il Germano Reale?
    La differenza principale risiede nelle dimensioni e nel peso: il Germano Reale selvatico raggiude al massimo i 1,4 kg, mentre le razze domestiche possono superare i 4 kg. Comportamentalmente, l'anatra domestica è poligama, permettendo a un maschio di accoppiarsi con fino a sette femmine, a differenza della monogamia selvatica. Inoltre, le razze domestiche hanno una deposizione molto più intensa, arrivando a oltre 100 uova l'anno, e presentano variazioni cromatiche nel piumaggio, nel becco e nelle zampe rispetto ai colori mimetici del parente selvatico.
  • Come si prepara correttamente il ricovero notturno per le anatre domestiche?
    Il ricovero deve essere orientato verso est per sfruttare il calore mattutino e dotato di ampie aperture coperte da rete metallica per garantire una ventilazione adeguata. Il pavimento va sollevato dal terreno per prevenire l'intrusione di roditori, che rappresentano una minaccia seria, e rivestito con lettiera di paglia, segatura o foglie secche. È fondamentale cambiare frequentemente la lettiera per mantenere l'igiene, evitare odori sgradevoli e impedire l'attrazione di insetti e parassiti. La struttura deve essere sufficientemente spaziosa per ospitare comodamente tutto il gruppo.
  • Cosa devono mangiare le anatre domestiche allevate in cattività?
    Se le anatre hanno accesso a prati e zone umide, integrano la loro dieta con insetti, larve e piante acquatiche, necessitando solo di piccoli quantitativi di mangime specifico. I mangimi commerciali sono formulati a base di granoturco, farina di mais, avena, erba medica e crusca. In alternativa, è possibile preparare un pastone domestico composto da pane bagnato sminuzzato, un pizzico di sale ed erbe di campo. Questa dieta varia garantisce i nutrienti essenziali per la salute e la produzione di uova o carne.
  • È necessario incubare artificialmente le uova di anatra o possono covare da sole?
    Generalmente, le anatre domestiche non sono considerate ottime madri chioccie e tendono a trascurare la cova o a interromperla precocemente. Per questo motivo, è altamente consigliato utilizzare un'incubatrice artificiale per controllare temperatura e umidità, oppure affidare le uova a una gallina che abbia appena deposto. Questo approccio aumenta significativamente il tasso di schiusa. Una volta nati, gli anatroccoli sono precoci: sanno nuotare e alimentarsi autonomamente quasi immediatamente dopo la schiusa.
  • Quanto dura il periodo di cova e quando avvengono gli accoppiamenti?
    Gli accoppiamenti avvengono prevalentemente durante l'inverno, strategia evolutiva che permette la schiusa delle uova in primavera, quando le condizioni ambientali e la disponibilità di cibo sono ottimali per i pulcini. Il periodo di incubazione dura circa 28 giorni. Durante l'inverno, i maschi sviluppano livree più appariscenti per il corteggiamento, mentre in estate assumono un piumaggio più simile a quello femminile per mimetizzarsi. La femmina depone tipicamente tra le 4 e le 12 uova per ogni covata.

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