Come le anatre affrontano il gelo e dove hanno bisogno di una mano
Le anatre domestiche tollerano il freddo molto meglio di quanto si immagini. Il piumaggio è impermeabilizzato dal grasso della ghiandola uropigea, che distribuiscono con il becco durante la lisciatura, e sotto le penne di copertura hanno uno strato di piumino che trattiene aria calda. Con i primi geli il problema non è quindi la temperatura in sé, ma l'umidità: un mantello che resta bagnato o imbrattato di deiezioni perde capacità isolante e l'animale comincia a disperdere calore senza riuscire a recuperarlo. Le parti scoperte restano il punto fragile. Zampe palmate e becco sono molto irrorati di sangue e, se l'anatra sosta a lungo immobile sul ghiaccio o su cemento gelato, può andare incontro a lesioni da freddo; le muschiate, con le caruncole rosse sul viso, sono fra le più sensibili. Offri sempre una superficie asciutta e cedevole dove appoggiarsi, con paglia o truciolo sparso anche fuori dal ricovero: le anatre si sollevano dal gelo e riscaldano le estremità infilandole fra le piume quando si accovacciano.
Il ricovero invernale: lettiera asciutta, ventilazione e spazio
Partendo da qui, il ricovero invernale non deve essere caldo: deve essere asciutto e al riparo dalle correnti dirette. Una struttura in legno o muratura chiusa su tre lati, con l'apertura orientata lontano dai venti prevalenti e il pavimento rialzato di qualche centimetro dal suolo, ti risparmia l'umidità di risalita che d'inverno rende la lettiera fredda e fradicia in poche ore. Le anatre non usano posatoi e dormono a terra, quindi calcola circa mezzo metro quadrato a testa: stando vicine si scambiano calore, ma in uno spazio troppo stretto il fondo si sporca subito. Sulla lettiera conviene la gestione a letto profondo: uno strato abbondante di paglia o di trucioli di legno non trattato, rabboccato ogni volta che la superficie appare umida invece di essere rimosso ogni settimana. Il materiale che fermenta sotto rilascia un po' di tepore e assorbe l'ammoniaca, però se entrando senti odore pungente svuota tutto e ricomincia. Lascia una fessura di ventilazione in alto, lontana dal punto dove dormono, perché il vapore che emettono respirando deve poter uscire. Evita lampade e stufe, che sulla paglia sono un rischio di incendio e rallentano l'adattamento al freddo, e chiudi la porta dopo il rientro serale, così volpi e faine non le trovano a terra durante la notte.
Laghetto ghiacciato: come gestirlo e tenere l'acqua liquida
Il laghetto è il punto più delicato della stagione. Un velo di ghiaccio non spaventa le anatre, che continuano a camminarci sopra, ma su acqua profonda la lastra sottile può cedere e un animale appesantito dal piumaggio bagnato fa molta fatica a risalire su un bordo scivoloso. Se il bacino è profondo e le gelate sono forti, limita l'accesso con una rete bassa per qualche giorno e sposta l'abbeverata su vasche o bacinelle a terra, con pareti basse e una pietra o una tavoletta che facciano da rampa. Per rallentare la presa del ghiaccio puoi lasciare galleggiare qualche palla di plastica: il movimento sulla superficie mantiene un varco più facile da riaprire, e se il laghetto dispone di un allaccio elettrico a norma valuta uno scaldaacqua da abbeverata con termostato. Quando rompi il ghiaccio, togli i pezzi invece di lasciarli dentro, e ricorda che alle anatre serve acqua abbastanza profonda per immergere tutto il becco e sciacquare narici e occhi, non necessariamente per nuotare. Due riempimenti al giorno con acqua appena intiepidita, al mattino e nel primo pomeriggio, bastano a coprire il fabbisogno anche nelle giornate sotto zero.
Razione più energetica e controlli quotidiani sugli animali
Con il freddo il fabbisogno energetico sale, perché mantenere la temperatura corporea costa. Mantieni il mangime completo per palmipedi come base e aggiungi nel pasto serale una quota di granella di mais, che si digerisce lentamente e aiuta a passare la notte; integra con verdure fresche, foglie di cavolo o insalata, quando prato e piante acquatiche sono gelati e il pascolo non offre più nulla. Tieni a disposizione grit o ghiaia fine per il ventriglio e ricorda che le anatre hanno bisogno di bere mentre mangiano, quindi l'acqua va messa accanto alla mangiatoia. Resta poi il giro di controllo quotidiano, che d'inverno conta più che in altre stagioni. Guarda come camminano e controlla la pianta delle zampe, dove tagli e gonfiori si infettano facilmente sul terreno umido; osserva respiro, occhi e narici, perché secrezioni e respiro rumoroso in ambienti poco ventilati meritano il parere del veterinario; valuta lo stato del piumaggio, che deve restare compatto e lucido. Un calo della deposizione nei mesi più buii è normale e si riprende con l'allungarsi delle giornate, mentre un animale che rimane isolato dal gruppo, arruffato e inappetente va separato in un box asciutto e fatto vedere subito.





