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Grandi in media 15 centimetri, molto socievoli e dotati di un canto melodioso e piacevole, i canarini sono allevati con passione dagli amanti degli uccelli. Si prestano ad essere incrociati con altre razze, come il Verdone, il Lucherino o il Cardellino, ed anche con specie esotiche come il Cardinalino del Venezuela o il Carpodaco del Messico. Attualmente le varietà riconosciute sono 30, ma la costanza e la passione degli allevatori è pronta a produrre ulteriori razze. Possiamo dedurre, quindi, che l'allevamento e la cova del canarino sono condizioni ottenibili con relativa facilità e, rispettando le esigenze dei piccoli soggetti, possibili a tutti. Perché una coppia di canarini si dedichi alla cova, occorre che siano in salute, in uno spazio adeguato e nelle condizioni di poter covare. La giusta alimentazione permetterà a genitori di riprodursi e ai piccoli di crescere sani. Il periodo migliore per la cova, ed anche quello più naturale, è la primavera. Il caldo e le ore di luce influiscono sulla riuscita di una cova, come una buona pulizia della gabbia e la discreta osservazione dell'allevatore, pronto ad intervenire se necessario.
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La coppia di canarini destinata alla cova dovrebbe essere messa insieme già durante l'inverno, in modo che i soggetti abbiano modo di conoscersi. Precisiamo che le informazioni di seguito illustrate sono relative ad una riproduzione amatoriale: gli esperti si occuperanno anche di selezionare i soggetti per ottenere esemplari ben definiti in modo da avere canarini selezionati per le mostre o per la riproduzione. Il semplice appassionato avrà come scopo quello di far nascere canarini sani e solo in seguito si divertirà a selezionare le razze. Detto questo, vediamo come agevolare la cova dei canarini. A marzo si può introdurre nella gabbia un nido che dovrebbe attrarre l'interesse della femmina. Può essere messo sia all'interno che all'esterno, l'importante è che sia schermato in modo che la canarina si senta riparata e non troppo osservata. Quando comincia ad interessarsi al nido, si aggiungerà il materiale per foderarlo. Sconsigliati i fili di cotone nei quali si potrebbe aggrovigliare e da preferire invece corti fili di iuta. In genere le femmine costruiscono da sole il nido, ma se necessario si può dar loro un piccolo aiuto a sistemarlo.
La femmina deporrà 3 - 5 uova, raramente di più. Molti consigliano di togliere le prime uova deposte, sostituendole con altre finte, per non creare troppa differenza di età tra il primo e l'ultimo nato. Se togliete le uova, deponetele su ovatta e ricordate di girarle ogni giorno. Dopo il terzo uovo, rimettete le uova nel nido e togliete quelle finte. La schiusa si avrà dopo 13 giorni, circa. Le uova devono avere il giusto grado di umidità per aprirsi facilmente; a questo scopo, si può aggiungere nella gabbia una vaschetta di acqua per il bagno. I piccoli aprono gli occhi dopo alcuni giorni e sono alimentati dai genitori. Bisogna quindi fornire quotidianamente il pastoncino all'uovo e la miscela di semi. La madre alimenterà i piccoli fin verso il sedicesimo giorno, poi ricomincerà a pensare ad una prossima cova e dei giovani si occuperà il padre. In genere, sono pronti a lasciare il nido al diciottesimo giorno e sono indipendenti a 1 mese di età. Nel frattempo i genitori si appresteranno ad una nuova cova e i piccoli andranno trasferiti in un'altra gabbia. E' bene non consentire più di 3 cove l'anno per non debilitare la canarina.
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