Cibocanigatti.it · guide e consigli pratici
Uccelli · Galline

Allevamento galline biologiche

Aggiornato il 07 febbraio 20134 capitoli5 domande frequenti
allevamento galline biologiche

Caratteristiche

Gli allevamenti di galline per potersi definire biologici devono rispettare i requisiti imposti dal regolamento 834/2007 della Comunità Europea. Il regolamento della CE stabilisce il tipo di alimentazione da somministrare alle galline, le tecniche di allevamento da utilizzare, le razze da allevare e le misure igienico sanitarie da seguire per poter etichettare come biologiche le galline allevate. Questo tipo di allevamenti garantiscono esemplari con standard qualitativi più elevati rispetto a quelli allevati in maniera intensiva. Le galline biologiche, infatti, possono mangiare solo mangimi biologici, devono essere allevate a terra e non all’interno di gabbie e devono essere lasciate libere di poter razzolare all’aria aperta. La qualità della carne e delle uova di queste galline sono qualitativamente superiori e più sane. La carne, infatti, sarà più magra e compatta grazie all’esercizio fisico all’aria aperta, anche le uova provenienti da allevamenti biologici hanno un sapore e una consistenza superiore rispetto a quelle prodotte da galline allevate in maniera intensiva. Le galline biologiche sono a lento accrescimento, vengono nutrite solo con mangimi biologici e sono libere di integrare la loro dieta quotidiana razzolando e scavando nel terreno alla ricerca di cibo. Le razze più indicate per essere allevate in un allevamento biologico sono quelle autoctone. Gli ibridi industriali, infatti, hanno perso l’istinto a razzolare e quindi sono incapaci di procurarsi da sole da mangiare, ma, la loro alimentazione dipende totalmente dall'allevatore con una notevole spesa economica. Le galline autoctone, invece, essendo abituate a cercare il cibo nel terreno hanno bisogno di quantità minore di mangimi con ripercussioni positive sulla qualità della carne e delle uova, oltre che per la loro salute. Tra le razze più diffuse ci sono le ovaiole nostrane come la romagnola, la cocicina e la padovana. Rispetto agli ibridi industriali, queste galline producono meno uova, ma, sono più longeve e producono uova per un periodo molto più lungo. Inoltre la loro carne ha un sapore e una qualità maggiore rispetto alle galline provenienti dagli allevamenti industriali.

Alimentazione

Negli allevamenti biologici di galline il tipo di mangime è rigidamente controllato. I mangimi biologici, infatti, devono essere composti esclusivamente da granaglie nobili provenienti da campi in cui si pratica agricoltura biologica. In commercio esistono mangimi biologici appositamente studiati per il fabbisogno giornaliero delle galline. Questi mangimi contengono il giusto mix di grano, mais e avena. Questo tipo di mangimi ha un costo maggiore rispetto a quelli utilizzati negli allevamenti intensivi e vanno a incidere in maniera determinante sul budget dell’intero allevamento. Oltre alle granaglie le galline devono a vere a disposizione anche frutta e verdure fresche. Anche queste devono provenire rigorosamente da campi di agricoltura biologica. A completare la dieta ci penseranno poi le stesse galline, razzolando e scavando nel terreno alla ricerca di insetti, vermi, semi e quant'altro. Non bisogna commettere l’errore di credere che le galline biologiche siano nutrite con alimenti casalinghi, poiché in quel caso si parla di galline ruspanti.

Uova biologiche

Le uova prodotte da galline provenienti da allevamenti biologici si riconoscono perché sul guscio presentano il codice 0. Queste uova provengono da allevamenti estensivi, dove ogni gallina ha a propria disposizione almeno 10 metri quadri di spazio, viene nutrita solo con mangimi biologici, privi di additivi chimici, OGM o farine di pesce. Queste uova costano circa 35 centesimi in più rispetto a quelle provenienti da allevamenti intensivi, ma, la qualità e il gusto sono superiori. Se le galline sono più sane e sono meglio alimentate di conseguenza anche le uova che producono sono più salutari. Queste uova si riconoscono oltre che per il codice presente sul guscio anche per una maggiore compattezza dell’albume e per la presenza di un tuorlo più grande.

Il ricovero

La normativa europea stabilisce oltre alla tipologia di allevamento e al tipo di mangimi, anche il tipo di ricoveri da adottare all'interno di un allevamento biologico. In questi allevamenti i pollai devono essere grandi abbastanza da ospitare fino a un massimo di sei galline ogni metro quadrato. Un ricovero, comunque, non può ospitare più di tremila galline contemporaneamente. I pollai, inoltre, devono avere al loro interno dei posatoi in numero sufficiente per il riposo notturno delle galline, delle vasche per l’acqua e per il mangime e naturalmente un numero adeguato di nidi per la deposizione e la cova delle uova. Ogni ricovero deve essere dotato di una o più finestre per garantire il necessario ricambio d’aria all'interno. Per quanto riguarda, invece, le caratteristiche degli spazi esterni, gli allevamenti biologici devono disporre di almeno quattro metri quadrati di prato per ogni esemplare allevato. La Comunità Europea sottopone gli allevamenti biologici a rigidi controlli periodici al fine di garantire il massimo della qualità per gli esemplari allevati.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra uova biologiche e uova ruspanti?
    La distinzione principale risiede nella certificazione e nella gestione alimentare. Le uova biologiche provengono da allevamenti certificati che rispettano normative europee specifiche (codice 0 sul guscio): le galline mangiano esclusivamente mangimi biologici certificati, senza OGM o additivi chimici, e hanno accesso obbligatorio allo spazio esterno. Le uova ruspanti, invece, derivano spesso da piccoli allevamenti familiari o aziendali non necessariamente certificati bio; le galline possono integrare la dieta con avanzi domestici o prodotti agricoli vari, ma non vi è un controllo rigoroso sull'assenza di sostanze chimiche nei foraggi. In sintesi, il biologico garantisce tracciabilità e assenza di input sintetici, mentre il ruspano indica principalmente un metodo di allevamento all'aperto senza garanzie certificate sulla filiera alimentare.
  • Quanto spazio deve avere ogni gallina in un allevamento biologico?
    Secondo la normativa europea vigente, gli allevamenti biologici devono garantire condizioni di benessere animale superiori rispetto a quelli intensivi. All'esterno, ogni gallina deve avere a disposizione almeno 4 metri quadrati di prato o superficie erbosa accessibile, permettendo comportamenti naturali come il razzolare. All'interno dei ricoveri (pollai), la densità massima consentita è di sei galline per metro quadrato. Inoltre, ogni singolo edificio ricovero non può ospitare contemporaneamente più di 3.000 capi. Questi parametri assicurano che gli animali non soffrano di stress da affollamento e possano muoversi liberamente, contribuendo alla qualità della carne e delle uova.
  • Perché nelle razze autoctone preferite per il biologico?
    Le razze autoctone (come la Romagnola, la Cocincina o la Padovana) sono preferite negli allevamenti biologici perché possiedono istinti naturali sviluppati nel tempo per la sopravvivenza all'aperto. A differenza degli ibridi industriali selezionati per la massima produzione rapida, le razze autoctone mantengono il forte desiderio di razzolare e scavare nel terreno per integrare la dieta con insetti e semi. Questo riduce la dipendenza esclusiva dai mangimi forniti dall'allevatore, abbattendo i costi alimentari e migliorando il benessere animale. Sebbene producano meno uova rispetto ai polli commerciali, sono più longeve, resistenti alle malattie e offrono carni e uova dal sapore e texture nettamente superiori.
  • Cosa contiene esattamente il mangime biologico per galline?
    Il mangime biologico per galline è rigorosamente regolamentato e deve essere composto esclusivamente da ingredienti provenienti da agricoltura biologica certificata. La base è costituita da granaglie nobili come grano, mais e avena, selezionate per coprire il fabbisogno nutrizionale quotidiano. È severamente vietato l'uso di OGM, farine di pesce (salvo eccezioni normative specifiche e limitate) e additivi chimici sintetici. Oltre al mangime secco, le galline devono avere accesso a frutta e verdura fresca, anch'esse di origine biologica. L'alimentazione non si limita però al foraggio: le galline sono incoraggiate a integrare la dieta autonomamente razzolando nel terreno, cercando insetti, vermi e semi, un comportamento fondamentale per il loro equilibrio fisiologico.
  • Come riconoscere visivamente un'uovo biologico al momento dell'acquisto?
    L'indicatore principale per identificare un uovo proveniente da galline allevate in regime biologico è il codice stampigliato sul guscio. Il primo numero del codice, che indica il metodo di allevamento, deve essere lo '0'. Questo distingue chiaramente le uova biologiche da quelle di allevamento all'aperto (codice 1), da quelle a terra (codice 2) e da quelle in gabbia (codice 3). Oltre al codice, le uova biologhe tendono ad avere caratteristiche organolettiche distintive: l'albume risulta più compatto e il tuorlo è generalmente più grande e di colore intenso, riflettendo una dieta varia e ricca di nutrienti naturali. La differenza di prezzo è solitamente di circa 35 centesimi in più rispetto alle uova intensive.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche