Che cos'è la muta autunnale e perché arriva proprio adesso
La muta delle galline è il ricambio annuale del piumaggio: le penne vecchie, consumate da mesi di sole e bagni di sabbia, cadono e vengono sostituite da piume nuove, più fitte e isolanti, che serviranno ad affrontare il freddo. Nella maggior parte dei pollai il fenomeno si presenta tra la fine dell'estate e l'autunno inoltrato, e non è un caso: a innescarlo è soprattutto l'accorciarsi delle giornate, che l'organismo della gallina percepisce come il segnale per prepararsi all'inverno. Il ricambio segue quasi sempre lo stesso ordine, dalla testa e dal collo verso il dorso, il petto, le ali e infine la coda. Alcune galline perdono poche penne alla volta e rinnovano il mantello in modo quasi impercettibile, altre si spogliano in pochi giorni e per un po' sembrano spelacchiate, con i cannelli delle piume nuove, ancora chiusi nella guaina, ben visibili sulla pelle. Entrambe le situazioni sono normali, e i soggetti che mutano in fretta tendono anzi a tornare a deporre prima. Osservare in quale fase si trova ciascuna gallina ti aiuta a capire quanto durerà ancora la pausa e a non scambiare per malattia un passaggio del tutto fisiologico.
Perché durante la muta le galline smettono di fare uova
Il legame tra muta e deposizione è una questione di risorse. Le penne sono fatte quasi interamente di cheratina, una proteina, e produrre un mantello intero richiede un impegno enorme per un animale di due o tre chili. Anche l'uovo è un prodotto ricchissimo di proteine, oltre che di calcio per il guscio: l'organismo non riesce a sostenere i due processi insieme e dà la precedenza al piumaggio, perché senza una copertura isolante la gallina non supererebbe bene l'inverno. Per questo il nido si svuota proprio quando le prime penne cominciano a cadere, e in genere la pausa dura diverse settimane, nei soggetti più lenti anche un paio di mesi. A rafforzare il blocco c'è la luce. Le galline sono animali fotoperiodici: l'attività dell'ovaio è stimolata dalla durata del giorno e per una deposizione regolare servono circa quattordici ore di luce. In autunno le ore diminuiscono rapidamente, quindi anche una gallina che ha già terminato la muta può restare ferma finché le giornate non tornano ad allungarsi. Se il tuo pollaio si svuota in ottobre, la causa è quasi sempre la somma di questi due fattori e non un problema di salute.
Come distinguere la muta da altre cause del calo di uova
Prima di attribuire tutto alla muta, conviene fare qualche verifica, perché in autunno possono sovrapporsi altre cause. Guarda il piumaggio: se le penne cadono in modo simmetrico, la pelle è pulita e le piume nuove spuntano regolarmente, sei davanti al ricambio stagionale. Se invece le galline presentano zone spelacchiate solo sul dorso o intorno alla cloaca, si grattano, perdono peso o hanno la cresta pallida, controlla la presenza di acari rossi e pidocchi nelle fessure del pollaio e sotto i posatoi, e valuta con il veterinario un controllo per i vermi intestinali. Anche un predatore che passa di notte, l'arrivo di nuove compagne o un trasloco bastano a bloccare la deposizione per giorni. Considera inoltre l'età e l'istinto di cova. Una gallina comincia a deporre intorno ai cinque o sei mesi e dà il meglio nei primi due anni, poi la produzione cala in modo naturale e la muta tende ad allungarsi. Una chioccia che resta nel nido con le piume gonfie, invece, non depone finché non la fai scendere con regolarità e non togli ogni giorno le uova. Distinguere queste situazioni ti permette di intervenire solo dove serve davvero.
Cosa fare per sostenere le galline e far ripartire la deposizione
Durante la muta la cosa più utile è alimentare bene. Passa a un mangime per ovaiole di buona qualità, con una quota proteica intorno al sedici-diciotto per cento, e riduci avanzi di tavola, pane e mais, che riempiono ma apportano poche proteine e rallentano il ricambio delle penne. Lascia sempre a disposizione gusci d'ostrica o grit calcareo, perché il calcio servirà non appena le ovaie riprenderanno, e controlla che l'acqua sia pulita e non geli nelle prime mattine fredde. Se una gallina appare abbattuta, non mangia o non completa la muta nel giro di qualche settimana, rivolgiti al veterinario invece di tentare integratori a caso. Rendi il pollaio asciutto e riparato dalle correnti d'aria, perché una gallina senza piume soffre il freddo notturno, ed evita di maneggiarla troppo: le guaine delle piume nuove sono irrorate di sangue e fanno male al tatto. Sull'illuminazione artificiale hai due strade: accettare la pausa invernale, che fa riposare le galline, oppure, finita la muta, aggiungere una luce tenue al mattino fino a circa quattordici ore complessive, aumentandola per gradi. Con cibo adatto e un ricovero confortevole la maggior parte delle galline torna al nido tra la fine dell'autunno e le prime settimane dell'anno nuovo.





