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Pappagalli e freddo: temperatura ideale in casa d'inverno

Aggiornato il 06 ottobre 20264 capitoli
Quale temperatura tenere in casa per il pappagallo d'inverno

Quale temperatura tenere in casa per il pappagallo d'inverno

Quando parliamo di pappagalli e freddo, il primo punto da chiarire è che la maggior parte delle specie tenute in casa arriva da climi tropicali o subtropicali e non è attrezzata per inverni rigidi. In un appartamento la temperatura ideale si colloca tra circa 18 e 24 gradi, con le specie più delicate che gradiscono la parte alta di questa fascia. Un soggetto sano e abituato gradualmente tollera anche valori più bassi, ma in casa il problema non è tanto il valore assoluto quanto la stabilità: uno sbalzo di diversi gradi tra giorno e notte, o tra una stanza riscaldata e un corridoio gelido, mette alla prova l'organismo molto più di un inverno costante e un po' fresco. Per questo conviene tenere un termometro accanto alla gabbia, non sul termostato di casa, perché la temperatura in un angolo vicino a una finestra può essere molto diversa da quella del centro della stanza. Verifica anche l'umidità relativa: con il riscaldamento acceso scende facilmente sotto i valori graditi a questi uccelli, che in natura vivono in ambienti umidi, e un'aria troppo secca favorisce piumaggio opaco e irritazione delle vie respiratorie.

Dove sistemare la gabbia per evitare correnti d'aria e spifferi

La posizione della gabbia conta quanto il numero sul termometro, perché le correnti d'aria sono il rischio più concreto per un pappagallo d'inverno: un uccello può reggere bene una stanza a 18 gradi e ammalarsi per uno spiffero continuo da una finestra che chiude male. Scegli un angolo riparato della stanza, lontano dalle finestre, dalla porta di ingresso e dai passaggi tra ambienti con temperature diverse, ma comunque luminoso, perché la luce naturale resta importante anche nei mesi freddi per il benessere e per la vitamina D. Evita la cucina in ogni stagione: i fumi di cottura e i vapori dei rivestimenti antiaderenti surriscaldati sono tossici per l'apparato respiratorio degli uccelli, molto più sensibile del nostro. Quando devi arieggiare, e d'inverno serve farlo comunque, non aprire più finestre insieme creando corrente e copri la gabbia con un telo o una coperta per i pochi minuti necessari: il ricambio d'aria avviene senza che l'uccello venga investito dall'aria fredda. La stessa copertura parziale, lasciata la notte su tre lati, aiuta a mantenere una temperatura più costante nelle ore in cui il riscaldamento è spento.

Riscaldamento, stufe e aria secca: cosa controllare

Il riscaldamento domestico protegge dal freddo ma introduce rischi propri, e qui vale la pena essere attenti. Non appoggiare la gabbia al termosifone né metterla davanti al getto di una stufa o di un condizionatore a pompa di calore: l'aria calda diretta secca il piumaggio e crea proprio quello sbalzo tra il lato esposto e il lato opposto della gabbia che vorresti evitare. Se usi una stufa o una lampada riscaldante, verifica che non contenga parti rivestite in teflon o altri materiali antiaderenti, perché quando si scaldano liberano fumi letali per gli uccelli anche in quantità minime; se ti serve una fonte di calore supplementare, gli allevatori ricorrono alle lampade in vetro rosso pensate per i volatili, da tenere a distanza di sicurezza e mai come unica fonte di calore in una stanza fredda. Contro l'aria secca puoi usare un umidificatore o, più semplicemente, offrire al pappagallo il bagnetto o una leggera nebulizzazione con acqua a temperatura ambiente, a patto che la stanza superi i 20 gradi e che l'uccello abbia il tempo di asciugarsi prima del calo serale. Durante la muta questa abitudine aiuta anche la pelle, che con il riscaldamento tende a diventare secca e pruriginosa.

Come capire se il pappagallo sente freddo e quando chiamare il veterinario

Osserva il tuo pappagallo ogni giorno, perché è lui a dirti se la temperatura va bene. Un uccello che patisce il freddo gonfia le piume per trattenere aria calda e resta così a lungo, non solo per qualche minuto dopo il bagno; appare apatico, si muove poco, mangia meno e tiene spesso una zampa sollevata dentro il piumaggio. Se noti questi segnali, sposta subito la gabbia in un ambiente più caldo e riparato e controlla che non ci siano spifferi che prima ti erano sfuggiti. Fai attenzione in particolare ai soggetti più fragili: un giovane appena svezzato, un anziano o un pappagallo già malato hanno meno riserve per reagire e per loro una corrente d'aria fredda può avere conseguenze gravi in poche ore. Se i sintomi non migliorano in fretta, o se compaiono respiro affannoso, scolo dalle narici o starnuti, rivolgiti a un veterinario esperto in uccelli: le malattie respiratorie dei pappagalli peggiorano rapidamente e solo chi conosce queste specie può dirti quale temperatura e quali attenzioni servono al tuo esemplare, perché le esigenze cambiano molto da una specie all'altra.

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