Quale temperatura tenere in casa per il pappagallo d'inverno
Quando parliamo di pappagalli e freddo, il primo punto da chiarire è che la maggior parte delle specie tenute in casa arriva da climi tropicali o subtropicali e non è attrezzata per inverni rigidi. In un appartamento la temperatura ideale si colloca tra circa 18 e 24 gradi, con le specie più delicate che gradiscono la parte alta di questa fascia. Un soggetto sano e abituato gradualmente tollera anche valori più bassi, ma in casa il problema non è tanto il valore assoluto quanto la stabilità: uno sbalzo di diversi gradi tra giorno e notte, o tra una stanza riscaldata e un corridoio gelido, mette alla prova l'organismo molto più di un inverno costante e un po' fresco. Per questo conviene tenere un termometro accanto alla gabbia, non sul termostato di casa, perché la temperatura in un angolo vicino a una finestra può essere molto diversa da quella del centro della stanza. Verifica anche l'umidità relativa: con il riscaldamento acceso scende facilmente sotto i valori graditi a questi uccelli, che in natura vivono in ambienti umidi, e un'aria troppo secca favorisce piumaggio opaco e irritazione delle vie respiratorie.
Dove sistemare la gabbia per evitare correnti d'aria e spifferi
La posizione della gabbia conta quanto il numero sul termometro, perché le correnti d'aria sono il rischio più concreto per un pappagallo d'inverno: un uccello può reggere bene una stanza a 18 gradi e ammalarsi per uno spiffero continuo da una finestra che chiude male. Scegli un angolo riparato della stanza, lontano dalle finestre, dalla porta di ingresso e dai passaggi tra ambienti con temperature diverse, ma comunque luminoso, perché la luce naturale resta importante anche nei mesi freddi per il benessere e per la vitamina D. Evita la cucina in ogni stagione: i fumi di cottura e i vapori dei rivestimenti antiaderenti surriscaldati sono tossici per l'apparato respiratorio degli uccelli, molto più sensibile del nostro. Quando devi arieggiare, e d'inverno serve farlo comunque, non aprire più finestre insieme creando corrente e copri la gabbia con un telo o una coperta per i pochi minuti necessari: il ricambio d'aria avviene senza che l'uccello venga investito dall'aria fredda. La stessa copertura parziale, lasciata la notte su tre lati, aiuta a mantenere una temperatura più costante nelle ore in cui il riscaldamento è spento.
Riscaldamento, stufe e aria secca: cosa controllare
Il riscaldamento domestico protegge dal freddo ma introduce rischi propri, e qui vale la pena essere attenti. Non appoggiare la gabbia al termosifone né metterla davanti al getto di una stufa o di un condizionatore a pompa di calore: l'aria calda diretta secca il piumaggio e crea proprio quello sbalzo tra il lato esposto e il lato opposto della gabbia che vorresti evitare. Se usi una stufa o una lampada riscaldante, verifica che non contenga parti rivestite in teflon o altri materiali antiaderenti, perché quando si scaldano liberano fumi letali per gli uccelli anche in quantità minime; se ti serve una fonte di calore supplementare, gli allevatori ricorrono alle lampade in vetro rosso pensate per i volatili, da tenere a distanza di sicurezza e mai come unica fonte di calore in una stanza fredda. Contro l'aria secca puoi usare un umidificatore o, più semplicemente, offrire al pappagallo il bagnetto o una leggera nebulizzazione con acqua a temperatura ambiente, a patto che la stanza superi i 20 gradi e che l'uccello abbia il tempo di asciugarsi prima del calo serale. Durante la muta questa abitudine aiuta anche la pelle, che con il riscaldamento tende a diventare secca e pruriginosa.
Come capire se il pappagallo sente freddo e quando chiamare il veterinario
Osserva il tuo pappagallo ogni giorno, perché è lui a dirti se la temperatura va bene. Un uccello che patisce il freddo gonfia le piume per trattenere aria calda e resta così a lungo, non solo per qualche minuto dopo il bagno; appare apatico, si muove poco, mangia meno e tiene spesso una zampa sollevata dentro il piumaggio. Se noti questi segnali, sposta subito la gabbia in un ambiente più caldo e riparato e controlla che non ci siano spifferi che prima ti erano sfuggiti. Fai attenzione in particolare ai soggetti più fragili: un giovane appena svezzato, un anziano o un pappagallo già malato hanno meno riserve per reagire e per loro una corrente d'aria fredda può avere conseguenze gravi in poche ore. Se i sintomi non migliorano in fretta, o se compaiono respiro affannoso, scolo dalle narici o starnuti, rivolgiti a un veterinario esperto in uccelli: le malattie respiratorie dei pappagalli peggiorano rapidamente e solo chi conosce queste specie può dirti quale temperatura e quali attenzioni servono al tuo esemplare, perché le esigenze cambiano molto da una specie all'altra.





