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Pappagalli parlanti

Aggiornato il 06 febbraio 20154 capitoli4 domande frequenti
Pappagallo cenerino

I pappagalli parlanti: il cenerino

Vi sono molte specie diverse di pappagalli, ma quella di cui fa parte il vero pappagallo parlante è il Cenerino (Psittacus erithacus) che è a sua volta diviso in due sottospecie: il Psittacus erithacus erithacus detto anche cenerino maggiore e originario della zona del Congo e il Psittacus erithacus timnhen, detto anche cenerino minore. Il primo, è più grande, possiede un piumaggio di colore grigio chiaro (il nome "cinerino" deriva proprio da questo), una coda di colore rosso vivo e il becco nero. Il secondo è più piccolo, con piumaggio di colore scuro, la coda marrone e il becco color avorio e nero. Questa specie di pappagalli è nota per le proprie capacità intellettive e per l'attaccamento morboso all'uomo. E' l'unico che riesce, oltre che a riprodurre i suoni vocali, ad associarne anche il significato delle parole. Vivono dai 40 ai 60 anni e sono degli ottimi compagni in quanto hanno tendenze affettive molto spiccate soprattutto se allevati "a mano" sin dai primi giorni di vita.

I pappagalli parlanti: comportamento e abitudini

I pappagalli, in particolare il cenerino, sono animali facilmente addomesticabili poichè considerano loro parenti coloro che li sfamano. Sono inoltre impulsivi ma d'altro canto posseggono una grande capacità di "imitare" alcuni dei nostri comportamenti. Il più delle volte queste imitazioni vengono messe in atto per comunicare con noi e attirare la nostra attenzione. Ogni specie ha le sue caratteristiche e le sue abitudini che andranno tenute in considerazione quando si sceglie il nostro amico "parlante". Il cenerino ad esempio non deve essere sempre tenuto in gabbia perché altrimenti non reagisce più ai nostri impulsi, l’ammazzone, che rappresenta una delle razze più longeve e variopinte, si attacca al proprio padrone fino quasi a diventarne geloso ed è quindi, molto più difficile da gestire, il calopsite esprime i suoi stati d’animo tramite la cresta che se è alzata è spaventato, se è abbassata è arrabbiato, se è a metà è rilassato e contento, il cacatua infine è un uccello molto rumoroso e territoriale.

Come insegnare a parlare ad un pappagallo

Insegnare a parlare ad un pappagallo o anche semplicemente a riprodurre suoni e parole è un'impresa che richiede molta pazienza. Prima di tutto bisogna lasciare che si ambienti in casa e, quando ancora è molto giovane (non bisogna aspettare che cresca troppo), si può iniziare a ripetergli più volte una parola o un suono che vorremmo ripetesse. Il tono deve essere sempre allegro e le prime parole brevi e semplici. L’allenamento deve avvenire quotidianamente (preferibilmente la mattina) ma non deve durare più di 15 minuti. Non stressate eccessivamente il pappagallo e quando fa bene, premiatelo con una nocciolina. Tenerlo in una zona della casa dove si parla spesso aiuterà a migliorare il suo ascolto oppure può essere utile farsi aiutare da un piccolo registratore.

Scegliere un pappagallo: regole base

La scelta di un animale domestico implica sempre un impegno e un grande senso di responsabilità. Per questo è bene conoscere e informarsi preventivamente a cio' a cui si andrà incontro. Un pappagallo parlante è davvero per la vita poichè sono longevi e possono durare fino agli 80 anni per cui bisognerà accettare di prendersene cura per così tanto tempo ed esserne in grado di sopportarne le spese che spesso sono costose. Sono animali che non possono essere lasciati soli per lungo tempo durante il giorno poichè ne soffrirebbero: hanno bisogno di cure e attenzioni, sporcano e alle volte posseggono forti istinti selvatici. Bisogna quindi rispettare le loro esigenze e la loro natura, sapranno di contro ripagare con affetto e con qualche parolina affettuosa che col tempo gli avremmo insegnato a dire.

Domande frequenti

  • Qual è il miglior pappagallo per imparare a parlare e quali sono le differenze principali?
    Il Cenerino (Psittacus erithacus) è universalmente riconosciuto come la specie più dotata linguisticamente. A differenza di altre specie che si limitano a imitare i suoni, il Cenerino ha la capacità unica di associare il significato alle parole pronunciate. Esistono due sottospecie: il Cenerino Maggiore, originario del Congo, più grande con piumaggio grigio chiaro e coda rossa; e il Cenerino Minore, più piccolo, dal piumaggio scuro e coda marrone. Entrambi mostrano un forte attaccamento emotivo verso il proprietario, specialmente se allevati a mano fin da cuccioli, rendendoli compagni eccellenti ma che richiedono molta dedizione.
  • Come si insegna a parlare correttamente a un pappagallo senza stressarlo?
    L'insegnamento richiede pazienza e coerenza. È fondamentale iniziare quando il volatile è ancora giovane e dopo avergli fatto prendere confidenza con l'ambiente domestico. Le sessioni devono essere brevi, massimo 15 minuti, e preferibilmente mattutine. Utilizza toni allegri e parole brevi e semplici. La ricompensa immediata, come una nocciolina, è essenziale per rinforzare il comportamento positivo. Evita di forzare l'animale: se mostra segni di stress, interrompi subito. Esporre il pappagallo a zone della casa dove si conversava spesso o usare registrazioni guidate può accelerare il processo di apprendimento uditivo.
  • Quanto vive un pappagallo parlante e quali sono gli impegni economici e temporali?
    I pappagalli parlanti, in particolare il Cenerino, sono animali estremamente longevi, potendo vivere dai 40 ai 60 anni, con alcune specie che arrivano persino agli 80 anni. Questo significa un impegno di vita decennale. Oltre alla durata, ci sono costi elevati per cibo specifico, visite veterinarie specializzate e attrezzature adeguate. Temporalmente, non possono essere lasciati soli per lunghe ore: necessitano di interazioni sociali quotidiane per prevenire noia e problemi comportamentali. Acquistarne uno è una decisione responsabile che va presa solo se si è pronti a garantire cure costanti e risorse economiche per tutta la sua aspettativa di vita.
  • Come capire lo stato d'animo del mio pappagallo osservando il suo linguaggio del corpo?
    Ogni specie ha codici specifici, ma il Cenerino tende a reagire negativamente se rinchiuso costantemente in gabbia, mostrando apatia. L'Ammazzona, invece, può sviluppare gelosità marcata verso il proprietario. Nel Calopsite, la cresta è un indicatore chiave: se è alzata indica paura, se è abbassata segnala rabbia, mentre se è a metà l'uccello è rilassato e soddisfatto. Il Cacatua, essendo territoriale e rumoroso, potrebbe manifestare disagio con versi forti. Osservare questi segnali aiuta a interpretare le esigenze dell'animale e a prevenire conflitti, adattando l'ambiente e le interazioni per ridurre lo stress e favorire il benessere psicofisico del volatile.

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