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Pappagallo del senegal

Aggiornato il 22 gennaio 20154 capitoli5 domande frequenti
Un bell’esemplare di pappagallo del Senegal

Caratteristiche estetiche del pappagallo del Senegal

Il pappagallo del Senegal, il cui nome scientifico è Poicephalus senegalus secondo la classificazione di Linnaeus del 1766, è un bell’uccello che appartiene alla famiglia Psittacidi. Questo caratteristico uccello presenta una bella colorazione di base: è di un caratteristico verde intenso nella parte superiore e di un giallo che sfuma verso l’arancione nelle parti inferiori. La sua testa è ricoperta da un cappuccio grigio piuttosto ampio e il suo collo è di un verde abbastanza pallido, come anche le calze. Questa bella specie di pappagallo, diffusa anche in Italia, mostra un dimorfismo sessuale piuttosto leggero: il sottocoda dell’esemplare maschio è di colore giallo, invece quello del pappagallo femmina è colorato di verde. Sia il maschio che la femmina hanno i mustacchi marcati e le unghie nere. Gli esemplari di giovane età presentano un piumaggio leggermente più smorto come colore. Il pappagallo del Senegal ha inoltre il dorso abbastanza macchiettato. Le sue ali hanno la forma a punta e la sua coda ha la forma di un ventaglio con l’apice bianco con una banda nera.

Classificazione del pappagallo del Senegal

Sono state fino ad ora censite ufficialmente tre sottospecie del pappagallo del Senegal. Secondo la classificazione di Linnaeus del 1766 esiste il Poicephalus Senegalus senegalus che è la sottospecie nominale: ha la parte ventrale che ha un colore giallo limone piuttosto acceso. Il naturalista Finsch nel 1863 ha classificato il Poicephalus Senegalus Versteri che invece ha la zona ventrale di un colore arancio intenso. Infine il Poicephalus Senegalus Mesotypus, classificato da Reichenow nel 1910, mostra la zona ventrale di un bel colore giallo che sfuma verso l’arancio. Ma esistono anche altre specie che si trovano comunemente in commercio nelle nostre zone come il Poicephalus Senegalus Meyeri, comunemente detto il pappagallo di Meyer che ha un piumaggio piuttosto scuro e il Poicephalus Senegalus Guglielmi, chiamato anche pappagallo di Jarden, che ha una classica colorazione verde.

Biologia e habitat del pappagallo del Senegal

Il pappagallo del Senegal in natura è principalmente un abitante delle savane alberate e piuttosto aride come anche delle foreste ricche di baobab e aperte, in particolare la Adansonia digitata. Questo uccello vive in genere in coppia oppure in gruppetti composti da 10 a 20 individui, i quali spesso compiono anche delle piccole e locali migrazioni, dal nord al sud, durante le stagioni aride. Il pappagallo del Senegal si nutre in natura di semi, di germogli e di gemme e in particolare di frutta: infatti è molto ghiotto dei fichi. Il suo periodo riproduttivo generalmente inizia al termine del periodo in cui si verificano le grandi piogge, cioè dal mese di settembre a quello di novembre. Il pappagallo del Senegal può nidificare ovunque ma in Africa il suo nido viene di solito allestito dentro un cavo di un albero grande di baobab: nel nido l’esemplare femmina depone in genere 2 o 3 uova e le cova, tra maggio e giugno, per circa 28 giorni. I giovani individui si involano intorno alla nona o decima settimana dalla nascita.

Abitudini del pappagallo del Senegal

Si tratta di una specie che si può trovare comunemente sia in natura, in Africa o in Italia, che in cattività. Delle varie specie del pappagallo del Senegal, nel fiorente mercato dei volatili, si registra oggi una presenza piuttosto massiccia di individui di cattura che vengono messi in vendita in Italia. La riproduzione del pappagallo del Senegal, durante la cattività, è comunque abbastanza facile, ma è poco praticata a causa di una eccessiva presenza di esemplari di cattura. Quando non è in cattività, ma lo si trova libero, lo si può vedere spesso che sta appollaiato su dei posatoi come dei pali, delle sporgenze o dei tetti. Se lo si vede in volo esegue spesso in cielo il cosiddetto volo a "spirito santo" che gli consente di individuare una preda. Il processo della domesticazione, per il pappagallo del Senegal, è oggi abbastanza stabilizzato: esiste un numero sufficiente di coppie che sono di seconda o di terza generazione, le quali si riproducono abitualmente in cattività. Questo fenomeno ci dà la garanzia di conservare un importante patrimonio biologico, che sarebbe a rischio di estinzione nelle zone africane, tra le numerose guerre civili e il ddt.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra il maschio e la femmina di pappagallo del Senegal?
    Il dimorfismo sessuale in questa specie è sottile ma distinguibile osservando attentamente il sottocoda. Nell'esemplare maschio, la zona sotto la coda presenta una colorazione gialla distintiva, mentre nella femmina tale area è di colore verde, simile al resto del corpo. Entrambi i sessi condividono caratteristiche comuni come il cappuccio grigio sulla testa, i mustacchi marcati, le unghie nere e il piumaggio verde intenso sulle parti superiori con sfumature gialle-arancio inferiori. Per i principianti, l'osservazione diretta di questa specifica area corporea è il metodo più affidabile per determinare il sesso senza ricorrere a test genetici.
  • Cosa mangia il pappagallo del Senegal in natura e in cattività?
    In ambiente naturale, il pappagallo del Senegal è onnivoro vegetale, nutrendosi prevalentemente di semi, germogli, gemme e frutta, mostrando una particolare predilezione per i fichi. In cattività, per garantire una salute ottimale, la dieta deve essere varia e bilanciata. È fondamentale fornire una miscela di semi di alta qualità integrata con frutta fresca e verdura sicura, evitando cibi processati o troppo salati. L'idratazione è essenziale; l'acqua fresca deve essere sempre disponibile. Una corretta alimentazione previene carenze nutrizionali e supporta il piumaggio sano, replicando quanto possibile le abitudini alimentari naturali dell'uccello.
  • È facile far riprodurre il pappagallo del Senegal in casa?
    Sì, la riproduzione in cattività del pappagallo del Senegal è considerata relativamente semplice rispetto ad altre specie di psittacidi. Tuttavia, nonostante la facilità tecnica, molti allevatori preferiscono acquistare esemplari già nati in cattività piuttosto che affrontare il ciclo riproduttivo completo. Questo perché il mercato offre una vasta disponibilità di soggetti di seconda o terza generazione, garantendo animali meglio socializzati e privi dei rischi sanitari legati alla cattura selvatica. Se si decide di riprodurli, è necessario predisporre nidi adatti, solitamente cavità artificiali, e monitorare attentamente la covata che dura circa 28 giorni.
  • Quanto tempo vivono questi uccelli e quando diventano adulti?
    I giovani pappagalli del Senegal impiegano circa nove o dieci settimane per involarsi, ovvero per imparare a volare autonomamente dopo la schiusa. Come animale domestico, questa specie ha una longevità notevole, potendo vivere facilmente oltre 25-30 anni se curata adeguatamente. La loro aspettativa di vita dipende fortemente dalle condizioni ambientali, dall'alimentazione e dalle cure veterinarie preventive. Essendo animali sociali e intelligenti, richiedono stimoli mentali costanti e interazione con il proprietario per tutta la loro lunga vita, rendendoli un impegno serio e duraturo per chi li ospita.
  • Perché è importante scegliere esemplari nati in cattività?
    Scegliere un pappagallo del Senegal nato in cattività (di seconda o terza generazione) è cruciale per il benessere dell'animale e la sicurezza del proprietario. Gli esemplari catturati in natura soffrono spesso di forte stress, possono portare malattie infettive e mostrano difficoltà nell'affiancarsi agli umani. Al contrario, i soggetti nati in cattività sono geneticamente adattati alla convivenza domestica, risultano più docili, facili da educare e meno propensi a sviluppare problemi comportamentali. Inoltre, questa scelta contribuisce alla conservazione delle popolazioni selvatiche, riducendo la pressione della caccia illegale e proteggendo il patrimonio biologico africano minacciato da conflitti e distruzione dell'habitat.

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