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Aggiornato il 25 marzo 20143 capitoli5 domande frequenti
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Il cimurro: cos’è e come si trasmette?

Il cimurro è una malattia virale infettiva (provocata dal Paramyxovirus) che colpisce prevalentemente i cani, ma anche alcuni roditori e alcuni felidi. Si tratta di un cugino del nostro morbillo, ma non è una malattia pericolosa per l’uomo; ciononostante è molto pericolosa per Fido, infatti è tra le principali cause di mortalità canina. Per quanto riguarda le modalità di trasmissione, il cimurro si trasmette principalmente per via aerea, ma anche entrando in contatto con fluidi corporei o escrementi di un animale infetto, o tramite saliva, o mangiando e bevendo dalla stessa ciotola da cui ha bevuto un soggetto colpito; è quindi molto facile contrarre la malattia, soprattutto se il nostro cane è cucciolo o non vaccinato. Niente paura, però, con le dovute accortezze Fido è al sicuro: fortunatamente esistono le vaccinazioni contro il cimurro, che vanno però ripetute ciclicamente affinché non perdano efficacia.

I sintomi del cimurro

Esistono diverse tipologie di cimurro, più o meno gravi, con sintomatologie abbastanza differenziate. Andremo di seguito ad elencarne qualcuna: - Forma iperacuta: si può manifestare sia nei cuccioli che nei soggetti adulti, sebbene sia più frequente il primo caso. Colpisce in genere i cuccioli che non hanno assunto il primo latte materno, o la cui madre non era vaccinata, e si manifesta con tremori, diarrea emorragica, svogliatezza, congiuntivite, inappetenza. Sia per i cuccioli che per gli adulti, generalmente la morte sopraggiunge in capo a pochi giorni. - Forma acuta o subacuta: si manifesta negli adulti e nei cuccioli di età superiore ai tre mesi. A una prima fase, caratterizzata da inappetenza, occhi iniettati di sangue, perdita di muco purulento dal naso, secchezza del tartufo, può seguire la guarigione o una seconda fase, che interessa diversi apparati. Le varie forme in cui il cimurro si può manifestare in tale fase, sono: Forma cutanea: compaiono sul corpo (in particolare sull’addome e all’interno delle cosce) delle piccole macchie rosse circolari, che spesso vanno incontro a sovrapposizione batterica; i tartufi e i cuscinetti plantari sono secchi e molto ispessiti. Questa forma, se generalizzata, sfocia facilmente in quella nervosa. Forma respiratoria: c’è forte perdita di muco dal naso, nonché forme di bronchite, polmonite e rinite. Forma intestinale: comincia con diarrea emorragica, perdita di sostanze mucillaginose e feci nerastre e particolarmente fastidiose all’olfatto. Questa forma è quasi sempre mortale. Forma mista: sono presenti contemporaneamente più quadri clinici tra quelli sopra descritti. Forma nervosa: in capo a qualche settimana, se il soggetto ha contratto una delle forme precedenti di cimurro, può comparire la forma nervosa, anche in un cane che apparentemente sembrava guarito. Il cane manifesta dei cambiamenti di carattere e comportamenti anomali. Il cimurro in forma nervosa si manifesta sottoforma di eccitazione (convulsioni, masticazioni a vuoto; questa forma è solitamente mortale), di paralisi (compare nel soggetto una paralisi progressiva) o di mioclonia (spasmi muscolari localizzati in varie zone del corpo, come l’addome o le cosce).

Cura e prevenzione del cimurro

Come è facile capire da quanto detto in precedenza, il cimurro è una malattia davvero pericolosa per il nostro Fido. La diagnosi non sempre è semplice; in genere una sintomatologia sospetta può mettere in allarme il veterinario, che effettuerà ulteriori test di accertamento. Un risultato negativo ai test non è comunque affidabile al 100%: converrebbe ripeterlo dopo qualche tempo per ulteriore conferma. Una volta diagnosticato il male, le terapie sono ben poche; si tratta di un virus, e come tale non gli si può impedire di fare il suo corso: si può solo sperare che si manifesti in forme più lievi. E’ comunque possibile operare una terapia farmacologica di supporto, per evitare che subentrino ulteriori complicazioni: si possono prescrivere degli antibiotici per evitare la comparsa di infezioni batteriche, cominciare una fulidoterapia, somministrare al cane vitamine per evitare che si indebolisca troppo, e farmaci antidiarroici e anticonvulsivanti per cercare di limitare i sintomi. In compenso, però, se da un lato il cimurro è una malattia difficile da curare, dall’altro lato esiste un’ottima profilassi vaccinale che mette al riparo il nostro cane dai pericoli. In genere il primo vaccino contro il cimurro va fatto intorno ai due mesi d’età, quando ormai il potere protettivo degli anticorpi materni è finito; va poi ripetuto altre volte nel corso della vita del cane (sarà il veterinario a darci informazioni al riguardo), per assicurarci che non perda efficacia. In generale comunque i cani adulti devono fare il richiamo una volta all’anno. Ricordiamo sempre che non si risparmia sulla salute dei nostri animali, soprattutto non in caso di malattie gravi come questa; la nostra negligenza può facilmente mettere in pericolo mortale il nostro cane, nonché tutti i cani che sono entrati in contatto con lui. Prevenire è molto più semplice che curare, e nel caso del cimurro basta davvero poco.

Domande frequenti

  • Il cimurro canino è contagioso per l'uomo o per altri animali domestici?
    Il cimurro è causato dal Paramyxovirus e non rappresenta alcun rischio per la salute umana; non è zoonotico. Tuttavia, è estremamente contagioso tra i cani e può colpire anche alcune specie di roditori e felidi. La trasmissione avviene principalmente per via aerea, attraverso tosse o starnuti, oppure per contatto diretto con fluidi corporei, saliva, escrementi o condividendo ciotole e oggetti contaminati. Poiché il virus sopravvive nell'ambiente, il rischio di contagio è elevato, specialmente in aree frequentate da molti cani o nei rifugi, rendendo cruciale l'isolamento dei soggetti infetti.
  • Quali sono i primi segnali d'allarme per riconoscere il cimurro nel mio cane?
    I sintomi iniziali sono aspecifici e includono febbre alta, letargia marcata, inappetenza e secrezione nasale oculare purulenta. Man mano che la malattia progredisce, compaiono segni respiratori come tosse e difficoltà respiratorie, o gastrointestinali come vomito e diarrea, talvolta emorragica. Nei cuccioli non vaccinati o privi di protezione materna, la forma iperacuta può manifestarsi rapidamente con tremori e convulsioni. È fondamentale notare che il tartufo diventa secco e ispessito, e possono comparire lesioni cutanee addominali. Qualsiasi combinazione di questi sintomi richiede immediato intervento veterinario.
  • Esiste una cura specifica per eliminare il virus del cimurro?
    Non esiste una terapia antivirale diretta che elimini il Paramyxovirus una volta contratta l'infezione. Il trattamento è esclusivamente di supporto e mira a gestire i sintomi e prevenire complicanze secondarie. I veterinari possono prescrivere antibiotici per combattere infezioni batteriche sovrapposte, fluidoterapia per reidratare il cane, integratori vitaminici e farmaci specifici per controllare diarrea, vomito o crisi epilettiche. L'esito dipende dalla risposta immunitaria del cane: mentre alcune forme lievi possono guarire spontaneamente, le forme nervose o intestinali hanno spesso prognosi infausta. Il riposo assoluto e un ambiente caldo sono essenziali.
  • Quando devo iniziare il ciclo di vaccinazione contro il cimurro per il mio cucciolo?
    La prima dose del vaccino contro il cimurro (solitamente inclusa nel trivalente o pentavalente) va somministrata intorno alle 6-8 settimane di vita, poiché verso i due mesi il livello di anticorpi materni protettivi cala drasticamente. Successivamente, sono necessarie dosi di richiamo a intervalli di 3-4 settimane fino a circa 16 settimane di età, per garantire una copertura immunitaria completa. Dopo la serie iniziale, i richiami annuali o triennali (secondo il tipo di vaccino e le linee guida veterinarie) sono indispensabili per mantenere l'efficacia della protezione nel tempo, soprattutto se il cane frequenta spazi pubblici.
  • Cosa sono le mioclonie e perché appaiono dopo la guarigione apparente dal cimurro?
    Le mioclonie sono spasmi muscolari involontari, spesso ritmici, che colpiscono specifiche zone del corpo come addome, mascelle o arti. Possono manifestarsi anche settimane o mesi dopo che il cane sembra essersi completamente ripreso dalle fasi acute della malattia (respiratorie o intestinali). Questo accade perché il virus ha la capacità di persistere nel sistema nervoso centrale, causando danni neurologici cronici. Sebbene le mioclonie non siano sempre fatali, indicano un coinvolgimento del cervello e richiedono gestione medica per migliorare la qualità di vita del cane, poiché non hanno una risoluzione definitiva.

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