La leishmaniosi
La leishmaniosi è una delle zoonosi più pericolose, sia per l’animale che per l’uomo. La possibilità che tale malattia sia trasmessa all’uomo non è, comunque, estremamente alta, in quanto per la trasmissione della stessa risulta necessario un contatto particolare con l’animale, come quello derivante da un morso o da una ferita provocata dall’animale stesso. La leishmaniosi deriva dalla presenza di un parassito (protozoo), il cui nome scientifico è Leishmania infantum. Il parassita va a colpire l’animale o l’uomo attraverso l’attività di un veicolo, solitamente una zanzara o altri simili piccoli insetti. Tali insetti veicoli, infatti, attraverso un contatto diretto con l’animale o con l’uomo, riescono a trasferire nel soggetto colpito il parassito di cui sopra, provocando l’insorgere di un simile male.
Sintomi della leishmaniosi
Solitamente la leishmaniosi rimane silente per diverso tempo, anche, infatti, per alcuni mesi, in quanto il ciclo vitale del parassita si dimostra essere particolarmente lungo. Proprio a causa di questa particolarità, non sempre risulta semplice verificare la presenza dei primi sintomi della malattia, i quali potrebbero apparire blandi e rari, tali, quindi, da non permettere al soggetto colpito, o al suo padrone, di allarmarsi. Solitamente, comunque, nel momento in cui la malattia inizia a manifestare la sua presenza si avverte e si osserva un generale indebolimento dell’animale o dell’uomo colpito. Questo indebolimento può, in moltissime ipotesi, risultare rapido e di difficile soluzione; per questo motivo, infatti, è necessario cercare di intervenire nel minor tempo possibile. È importante, quindi, soprattutto se si è in possesso di animale che trascorrono molto tempo all’aria aperta, informarsi su quelli che sono i sintomi tipici di questa terribile malattia, in modo tale da poterli riconoscere con facilità al fine di un intervento repentino. I sintomi che solitamente accompagnano la leishmaniosi sono dermatiti più o meno estese, che possono provocare prurito, perdita di pelo, comparsa di forfora e conseguenti lesioni causate, appunto, dal fastidio che da questi sintomi derivano. La leishmaniosi, inoltre, mira a colpire le orecchie che possono gonfiarsi o ispessirsi o addirittura presentare lesioni più o meno estese. L’animale potrebbe presentare, inoltre, un cambiamento vistoso della qualità del pelo e delle unghie, le quali potrebbero diventare più spesse e gialle. Possono, inoltre, presentarsi indebolimento fisico, con dolori muscolari o simili, problemi renali, episodi frequenti di vomito e diarrea con conseguente dimagrimento eccessivo dell’animale colpito da un simile problema. Come si può facilmente capire, i sintomi della leishmaniosi vanno molto spesso a coincidere con i principali sintomi di molti altri comuni problemi dei nostri amici a quattro zampe. Proprio per questo motivo, quindi, risulta necessario sottoporre l’animale, nel caso di comparsa dei sintomi, ad un’accurata visita veterinaria, dalla quale si potrà eventualmente evincere l’effettività presenza del parassita.
Prevenzione e cura della leishmaniosi
La leishmaniosi è una malattia che viene curata con alcune difficoltà. Per questo motivo, nei Paesi in cui il tasso di contagio è più elevato, viene proposta una vera e propria campagna di sensibilizzazione per stimolare alla prevenzione di questa fastidiosa malattia. La prevenzione della leishmaniosi, infatti, non prevede attività particolarmente complesse; viene, infatti, assolutamente consigliato di utilizzare, per i nostri amici a quattro zampe, i comuni anti repellenti ed antiparassitari, prodotti che possono essere facilmente acquistati in qualsiasi negozio di prodotti per animali; attraverso l’uso di questi prodotti, infatti, si allontaneranno zanzare ed altri simili insetti. Inoltre si consiglia di utilizzare, durante i mesi estivi, delle zanzariere per la propria abitazione e di fare in modo che l’animale non venga lasciato all’aria aperta di notte, in modo tale da diminuire significativamente il rischio di un contatto con il vettore del parassita. Esiste, inoltre, un nuovo vaccino contro la leishmaniosi, ancora parzialmente in fase di sperimentazione. Nonostante il suo utilizzo sia ad oggi accertato, molti sono i dubbi che lo circondano. Nel caso in cui l’animale venga ad essere colpito da questo male, però, sarà molto difficile curarlo definitivamente, in quanto il parassita riesce a resistere quasi sempre alle cure farmacologiche ad oggi in commercio. I farmaci, infatti, possono andare a diminuire l’incidenza dei sintomi, provocando un miglioramento nelle condizioni di salute del nostro amico a quattro zampe, ma difficilmente riescono a sconfiggere definitivamente il virus stesso. I farmaci ad oggi più utilizzati sono il Glucantime, un farmaco che può essere somministrato esclusivamente da un veterinario e che può andare ad indebolire ulteriormente la salute dell’animale, e il Milteforan, farmaco da assumere per via orale. Questi farmaci vengono poi solitamente associati all’Allopurinolo, un farmaco utilizzato per la cura dell’uomo, anch’esso da assumere per via orale.
Domande frequenti
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La leishmaniosi canina è trasmissibile all'uomo? Quali sono i rischi reali?La leishmaniosi è una zoonosi, ovvero una malattia trasmissibile dagli animali all'uomo, ma il rischio di contagio diretto è generalmente basso. La trasmissione richiede un contatto specifico, come quello derivante da un morso o da una ferita aperta dell'animale infetto. Non si contrae semplicemente toccando il cane sano. Tuttavia, poiché il vettore principale è la zanzara del genere Phlebotomus, che punge sia gli animali che gli esseri umani, esiste un rischio ambientale condiviso nelle aree endemiche. La prevenzione tramite repellenti specifici per cani è fondamentale non solo per proteggere l'animale, ma anche per ridurre il serbatoio del parassita nella comunità, proteggendo indirettamente anche i proprietari.
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Quali sono i primi segnali clinici da osservare nel cane per sospettare la malattia?I sintomi della leishmaniosi sono vari e spesso aspecifici, rendendo la diagnosi precoce complessa. I segni più comuni includono dermatiti estese, forte prurito, alopecia (perdita di pelo) e comparsa di forfora, specialmente intorno agli occhi e sulle orecchie. Le orecchie possono apparire ispessite, gonfie o ulcerate. Un altro indicatore chiave è la crescita anomala delle unghie, che diventano spesse, fragili e giallastre. Si osservano anche debolezza fisica, dimagrimento progressivo, vomito, diarrea e problemi renali. Poiché questi sintomi sovrapposono molte altre patologie, è cruciale sottoporre il cane a visite veterinarie regolari, specialmente se vive in zone a rischio o passa molto tempo all'aperto.
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Esiste una cura definitiva per la leishmaniosi o è una condizione cronica?Attualmente non esiste una cura definitiva che elimini completamente il parassita Leishmania infantum dall'organismo del cane. La malattia è considerata cronica e gestibile piuttosto che risolvibile. I trattamenti farmacologici, come l'associazione di Glucantime (somministrabile solo in ambito veterinario), Milteforan (via orale) e Allopurinolo, hanno l'obiettivo di controllare la replicazione del parassita e alleviare i sintomi clinici. Questi farmaci permettono al cane di migliorare la qualità della vita e prolungarne l'aspettativa, ma richiedono spesso cicli lunghi e monitoraggio costante. Una volta interrotta la terapia, il parassita tende a riattivarsi, rendendo essenziale un follow-up medico continuo e rigoroso.
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Come prevenire efficacemente la leishmaniosi durante i mesi estivi?La prevenzione è l'arma più efficace contro la leishmaniosi. Il metodo principale consiste nell'utilizzo regolare di antiparassitari specifici dotati di azione repellente verso le zanzare vettori (spesso etichettati come 'anti-leishmaniosi'). Questi prodotti, disponibili sotto forma di spot-on, collari o spray, devono essere applicati secondo le indicazioni del veterinario, iniziando prima dell'inizio della stagione calda. È consigliabile evitare di lasciare il cane all'aperto nelle ore crepuscolari e notturne, quando i flebotomi sono più attivi. In casa, l'installazione di zanzariere alle finestre e l'uso di diffusori elettrici specifici aiutano a creare una barriera protettiva. La vaccinazione può essere presa in considerazione come coadiuvante, discutendone i pro e i contro con il medico curante.



