Che cos'è
La Leishmaniosi è una grave patologia cronica canina che ha origine dal un protozoo detto Leishmania, un pericolosissimo microorganismo parassitario. La Leishmaniosi, in particolare, viene causata dal Leishmania infantum, un parassita veicolato dalla puntura degli insetti flebotomi, conosciuti come pappataci. Questi insetti, i pappataci, sono molto diffusi nelle zone collinari, nelle zone boschive ed umide e sono attivi soprattutto nella stagione estiva e nelle ore notturne. Esistono diverse specie di protozoi che differiscono per l’area geografica in cui proliferano. I più comuni sono: il leishmania brasiliensis, donovani, infantum, major, mexicana, e tropical. Così come esistono diversi protozoi esistono anche diversi tipi di leishmaniosi ovvero leishmaniosi cutanea, leishmaniosi canina, leishmaniosi virale ecc. La trasmissione della Leishmaniosi può essere avvenire solo con la puntura di un pappatacio che abbia succhiato il sangue infetto di un animale; dunque non è possibile che un cane affetto da Leishmaniosi contagi direttamente l'uomo, ma, se un pappatacio lo punge e poi punge un altro animale o l'uomo, ecco che avviene il contagio. La Leishmaniosi si diffuse inizialmente nelle zone del sud e del centro Italia, ma,si sono riscontrati recentemente anche casi nel nord Italia, questo spostamento dei focolai si sta verificando, soprattutto, a causa delle variazioni climatiche. Purtroppo si tratta di una malattia che ha un decorso cronico, con danni progressivi che portano alla morte dell'animale. E' molto importante individuare tempestivamente i sintomi ed i soggetti colpiti e fare test annuali di controllo, un semplice prelievo del sangue.
Sintomi
Lo stadio iniziale della Leishmaniosi è viscerale, dunque la Leishmania si sviluppa all'interno delle cellule dell’animale da cui ne attacca il sistema immunitario. I sintomi sono difficili da scorgere precocemente poiché possono non presentarsi anche per molto tempo dopo il contagio. I sintomi della Leishmaniosi sono in parte visibili e in parte riscontrabili solo attraverso le analisi del sangue. I principali sintomi di questa infezione sono: affaticamento precoce, sonnolenza, dimagrimento, febbre, vomito, dissenteria emorragica, tosse, anemia a causa dell'incremento dei globuli rossi, epistassi per il ribassamento delle piastrine, aumento di volume di fegato e milza, incremento della diuresi, incremento della sete a causa dell'insufficienza renale, ipoproteinemia ovvero perdita delle proteine attraverso i reni, paresi e/o paralisi degli arti posteriori, ingrossamento dei linfonodi, dolori articolari. Nella forma cutanea, invece, la Leishmaniosi si manifesta con i seguenti sintomi: ispessimento della pelle, desquamazione, rarefazione del pelo, onicogrifosi ovvero anomala crescita delle unghie, ulcere a livello di zona peri-oculare, cuscinetti plantari e muco cutanee e formazione di noduli cutanei. Come si è evidenziato i sintomi della Leishmaniosi canina sono molti e vari ed è facile confonderli con quelli di altre infezioni. Ciò che deve destare allarme è la presenza contemporanea di più sintomi. In questo cosa occorre sottoporre prontamente l’animale alle analisi del sangue, le uniche in grado di rivelare con assoluta certezza la presenza di un infezione da pappatacio. I primo sintomi possono presentarsi già dopo i 12 mesi di età, senza distinzione alcuna tra razze e sesso.
Cause
La Leishmaniosi ha origine dal protozoo Leishmania infantum diffuso nel Mediterraneo. Il cane contrae la leishmaniosi da un flebotomo, ovvero, un insetto veicolo (in questo caso il pappataci) che trasporta il protozoo della Leishmania. Il protozoo s'installa nelle cellule del cane e ne attacca il sistema immunitario con progressiva degenerazione dell'organismo. Se un flebotomo punge l'uomo, avviene la trasmissione. Il contagio non è mai diretto tra animale e uomo, o tra animale e animale, ma deve sempre essere veicolato da un parassita infetto. Il pappatacio è d'aspetto simile ad una zanzara, poiché facente parte delle Phlebotominae ed oltre a diffondere la leishmania è veicolo anche della meningite umana. Occorre pertanto ricordare che il pappatacio vive e prolifera in zone umide e collinari, predilige le aree alberate, le fogne, le discariche di immondizia e le fonti d'acqua. E’ un animale notturno, quindi, occorre proteggersi soprattutto il tramonto con appositi repellenti. E’ attivo principalmente da maggio a ottobre. Seguire queste precauzioni è utile sia per il cane che per l’uomo.
Cure
La Leishmaniosi canina è una patologia curabile se presa in tempo, poiché si tratta purtroppo di una malattia cronica degenerativa. L’animale, infatti, non riuscirà mai a recuperare del tutto lo stato di salute precedente alla contrazione dell’infezione. La terapia attuale contro la Leishmaniosi canina è basata sull'associazione di antimoniato di N-metilglucammina (50 mg/kg ogni 12 ore sottocute per 4-8 settimane) con allopurinolo (10 mg/kg ogni 12 ore per almeno 6 mesi). Tali farmaci, naturalmente, vanno somministrati da cliniche specialistiche o dal veterinario. Con questa terapia la leishmaniosi può essere stabilizzata e tenuta sotto controllo con una notevole attenuazione dei sintomi.
Domande frequenti
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La leishmaniosi si trasmette direttamente dal cane all'uomo?No, la trasmissione diretta tra animali o dall'animale all'essere umano non avviene. Il parassita Leishmania infantum richiede un vettore biologico per diffondersi: il pappatacio (flebotomo). Questo insetto contrae l'infezione pungendo un cane malato o portatore sano, e successivamente può trasmettere il protozoa pungendo un altro cane o una persona. Pertanto, il rischio per l'uomo esiste solo tramite la puntura di questi insetti infetti, specialmente in zone endemiche, rendendo cruciale la protezione ambientale e personale durante le uscite serali.
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Quali sono i primi segnali di allarme da osservare nel cane?I sintomi iniziali sono spesso aspecifici e difficili da notare, poiché la malattia ha un lungo periodo di incubazione. Tuttavia, i segni più comuni includono affaticamento precoce, dimagrimento inspiegabile nonostante l'appetito, letargia e febbre intermittente. Man mano che la patologia progredisce, compaiono sintomi più evidenti come la rarefazione del pelo (specialmente intorno agli occhi), ispessimento della pelle, crescita anomala delle unghie (onicogrifosi) e ulcere cutanee. Anche l'aumento della sete e della minzione possono indicare insufficienza renale, una complicanza frequente. La presenza simultanea di questi sintomi dovrebbe immediatamente spingere verso un controllo veterinario.
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È necessaria una vaccinazione annuale contro la leishmaniosi?Il vaccino è uno strumento preventivo fondamentale, ma non sostituisce le altre misure di protezione. Esistono vaccini approvati che stimolano la risposta immunitaria del cane contro il parassita, riducendo il rischio di sviluppare la malattia clinica in caso di puntura. Tuttavia, la protezione offerta non è totale al 100%. Per questo motivo, la prevenzione deve essere integrata con l'uso regolare di antiparassitari specifici (collari, spot-on o pipette) che respingono e uccidono i pappataci. Inoltre, evitare le uscite nelle ore crepuscolari e notturne, quando i vettori sono più attivi, rimane essenziale per minimizzare il rischio di contagio.
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Come si diagnostica ufficialmente la leishmaniosi?La diagnosi definitiva non può basarsi esclusivamente sui sintomi clinici, poiché molte manifestazioni della leishmaniosi sono simili a quelle di altre patologie canine. Lo standard aureo per la diagnosi è il prelievo ematico per effettuare test sierologici specifici (come ELISA o immunofluorescenza) che rilevano la presenza di anticorpi anti-Leishmania. In alcuni casi, il veterinario potrebbe richiedere esami del sangue completi per valutare la funzionalità renale e epatica, oppure biopsie cutanee se sono presenti lesioni specifiche. È consigliabile eseguire un test annuale di screening, specialmente nei cani che vivono o viaggiano in zone endemiche, per intercettare eventuali infezioni subcliniche prima che diventino gravi.
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La leishmaniosi è curabile o porta inevitabilmente alla morte?La leishmaniosi è una malattia cronica e degenerativa che, al momento, non ha una cura risolutiva definitiva che elimini completamente il parassita dall'organismo. Tuttavia, è trattabile e gestibile. Con una terapia farmacologica appropriata, solitamente basata sulla combinazione di antimoniato di N-metilglucammina e allopurinolo, è possibile controllare l'attività del parassita, attenuare i sintomi e migliorare significativamente la qualità della vita del cane. Il trattamento va seguito rigorosamente sotto supervisione veterinaria. Con una gestione attenta e controlli regolari, molti cani riescono a vivere a lungo, anche se richiedono cure permanenti per mantenere la stabilità clinica.



