Perché il test per la leishmaniosi si fa quando i pappataci sono fermi
Il test per la leishmaniosi cerca nel sangue del cane gli anticorpi contro il parassita, e questi anticorpi non compaiono il giorno dopo la puntura del pappatacio. Dal momento dell'infezione l'organismo impiega settimane, spesso alcuni mesi, per produrre una quantità rilevabile di anticorpi, e in alcuni soggetti il periodo si allunga ancora. Se fai l'esame in piena estate, quindi, rischi di ottenere un negativo che fotografa la situazione di qualche mese prima e non dice nulla sulle punture ricevute nelle ultime settimane. I flebotomi, che da noi tutti chiamano pappataci, sono attivi nei mesi caldi, indicativamente dalla tarda primavera all'autunno, con qualche variazione a seconda della zona e dell'andamento climatico. Per questo i veterinari consigliano di eseguire il controllo sierologico almeno tre mesi dopo la fine della stagione dei vettori, quindi nel periodo che va grosso modo da ottobre a febbraio. In quei mesi non ci sono nuove infezioni in corso e gli anticorpi di eventuali contagi estivi hanno avuto il tempo di comparire: il risultato che ottieni racconta davvero l'intera stagione appena trascorsa.
Come si svolge il prelievo e quali esami può proporre il veterinario
Nella pratica il controllo è semplice: il veterinario preleva un piccolo campione di sangue e lo analizza con un test sierologico. In ambulatorio può usare un test rapido, che in pochi minuti rileva la presenza di anticorpi, oppure inviare il campione a un laboratorio per una sierologia quantitativa, che misura il titolo anticorpale, cioè quanto è alta la risposta immunitaria. Il valore numerico conta, perché un titolo basso e uno elevato indicano situazioni diverse e vanno letti insieme alla visita. Se l'esito è dubbio o il cane mostra segni compatibili con la malattia, alla sierologia si affianca la ricerca diretta del parassita con la PCR su midollo osseo, linfonodo, milza o cute. Ricorda infine che il controllo è richiesto prima della vaccinazione contro la leishmaniosi, riservata ai soggetti negativi: fissare il test per la leishmaniosi in inverno ti consente di arrivare al vaccino o al richiamo con un esito recente.
Come leggere l'esito: negativo, sieropositivo o cane malato
Un esito negativo a fine stagione è la notizia che tutti sperano, ma non va letto come un'immunità: significa che nella stagione appena conclusa il cane non ha contratto l'infezione, o che la risposta anticorpale è ancora troppo bassa per essere rilevata, e la profilassi va comunque ripresa alla primavera successiva. Un esito positivo, invece, non equivale automaticamente a una diagnosi di malattia. Le linee guida veterinarie distinguono il cane sieropositivo ma non infetto, il cane infetto ma clinicamente sano e il cane malato, e solo quest'ultimo necessita della terapia specifica. Per inquadrare correttamente un soggetto positivo il veterinario valuta l'altezza del titolo anticorpale e lo completa con esami del sangue e delle urine, perché la leishmaniosi colpisce spesso i reni e la perdita di proteine con le urine è uno dei primi segnali da controllare. Questo lavoro di stadiazione evita di trattare cani che non ne hanno bisogno, con farmaci impegnativi e il rischio di resistenze, e al tempo stesso permette di seguire nel tempo chi è infetto ma sta bene, ripetendo il controllo a distanza di qualche mese.
Quanto spesso ripeterlo e per quali cani è davvero importante
Il test per la leishmaniosi va ripetuto ogni anno se il cane vive in una zona endemica, come molte aree costiere e collinari del centro-sud e ormai anche diverse zone del nord, oppure se ha trascorso le vacanze in una di queste località. Vale anche per i cani protetti con collari o spot-on repellenti: la profilassi riduce molto le punture ma non le azzera, e il controllo invernale serve proprio a verificare che abbia funzionato. Nei cani adottati da canili o arrivati da regioni a rischio conviene farlo subito e poi ripeterlo a fine stagione, perché un'infezione presa prima dell'adozione può restare silenziosa a lungo. Inserire l'esame nella visita di controllo invernale ha un vantaggio concreto: le infezioni senza sintomi sono molto più frequenti dei casi conclamati, e scoprirle prima che il cane dimagrisca o perda il pelo intorno agli occhi permette di intervenire quando la malattia è ancora gestibile. Un cane seguito per tempo può vivere a lungo e con una buona qualità di vita, mentre lasciar correre fino alla comparsa dei segni clinici significa spesso dover affrontare un danno renale già avviato.





