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vaccino rabbia

Aggiornato il 15 maggio 20143 capitoli4 domande frequenti
vaccino rabbia

La rabbia

La rabbia è una delle zoonosi, ossia delle malattie che possono essere trasmesse dagli animali all’uomo, più pericolose al mondo. Questa malattia è estremamente diffusa in alcune specie animali, in particolare tra i cani, i quali possono facilmente trasmettere la patologia all’uomo attraverso un semplice morso. La rabbia, nella sua fase iniziale di diffusione, ossia quella dell’incubazione, potrebbe risultare di difficile accertamento, in quanto i sintomi iniziali di questa malattia sono piuttosto comuni (febbre, indebolimento, tosse, problemi alla gola e così via) e potrebbero facilmente essere confusi con i sintomi di altri patologie. Solo alla fine della fase dell’incubazione della mattia, infatti, sarà possibile riscontrare nell’animale, o nell’uomo, quelli che sono i reali effetti della rabbia, ossia effetti di natura psicologica e neurologica, come eccitazione, iperattività, eccessivo nervosismo, paura dell’acqua, delirio e manifestazione di fobie di diversa natura. Negli animali, in particolare nel cane, la rabbia può provocare uno stato di vera e propria pazzia, con forti episodi di aggressività.

Vaccino anti-rabbia

Essendo una patologia estremamente diffusa ed altamente pericolosa, la rabbia richiede molta cura ed attenzione, onde evitare che i suoi effetti negativi si riversino sulla salute dei nostri animali domestici e, di riflesso, anche sulla nostra salute. Onde evitare il rischio di contrazione di una patologia di così difficile trattazione, si considera assolutamente necessario il vaccino anti- rabbia per tutelare la salute dei nostri amici animali, in particolare nel caso in cui si sia in possesso di un cane o di un gatto. Il vaccino contro la rabbia viene solitamente somministrato all’animale in tenera età, in modo tale che sia evitata completamente l’ipotesi di un futuro contagio. È possibile, però, anche usufruire di una vaccinazione che va a limitare i danni di un avvenuto contagio da rabbia; questo vaccino contiene, infatti, del siero immune che va ad agire contro la diffusione della patologia nell’animale o nella persona colpita. Il vaccino post- contagio è considerato, ad oggi, l’unico rimedio utile a debellare questa pericolosa malattia: non esistono, infatti, altre cure considerate attualmente valide e, quindi, utilizzabili. In ogni caso, quindi, in caso di contagio da rabbia, sarà necessario sottoporre il proprio amico a quattro zampe a questa vaccinazione e l’animale dovrà, inoltre, essere tenuto in osservazione ed isolamento anche per alcuni mesi, a seconda della gravità e della diffusione della patologia stessa. Un’azione ritardata potrebbe risultare molto pericolosa per la salute del nostro amico a quattro zampe, tanto che potrebbe rivelarsi necessario addirittura l’abbattimento dell’animale. Per quanto riguarda il vaccino preventivo, invece, esso risulta formato da un preparato sterile del virus stesso della rabbia. Ovviamente, il vaccino deve necessariamente somministrato da un veterinario di fiducia, in quanto un errore in questa operazione potrebbe andare a peggiorare le condizioni di salute dell’animale. La somministrazione del vaccino anti- rabbia deve essere effettuata inizialmente per due volte a distanza di un mese, mentre sarà poi necessario effettuare un richiamo al trascorrere di un anno dall’ultima somministrazione.

Effetti collaterali e controindicazioni del vaccino anti-rabbia

Il vaccino anti- rabbia è considerato un vaccino piuttosto efficace e potente; proprio per questo motivo, esso può presentare delle controindicazioni più o meno pericolose. Sia nell’uomo che nell’animale, infatti, è stato possibile riscontrare il sopravvenire di alcuni sintomi come irritazioni, infiammazione della zona in cui veniva effettuato il vaccino, indebolimento fisico, emicrania, nausea ed altri simili effetti negativi. In alcuni casi, il soggetto vaccinato può essere colpito da stadi febbrili più o meno forti e duratori, che possono provocare un generale e consistente indebolimento dell’animale stesso. È possibile, inoltre, che il soggetto vaccinato manifesti una reazione allergica nei confronti del prodotto utilizzato, cosa che potrebbe provocare irritazioni, fastidi e lesioni della zona del corpo in cui è stata effettuata la vaccinazione. L’allergia al vaccino può, inoltre, provocare episodi asmatici più o meno intensi, giramenti di testa, nausea e reazioni affini. In pochissimi casi, infine, è stato possibile riscontrare il sopravvenire di malattie neurologiche anche gravi in seguito alla somministrazione dello stesso prodotto, come l’encefalite, la sindrome di Guillain- Barré e così via. Proprio a causa dei numerosi effetti collaterali che possono derivare dalla somministrazione di questo importante farmaco, si ritiene necessario che la somministrazione del vaccino avvenga sotto il controllo vigile del proprio veterinario di fiducia, il quale dovrà anche preventivamente accertarsi del fatto che l’animale non risulta allergico alle sostanze componenti lo stesso prodotto. Si sconsiglia, inoltre, la somministrazione di questo stesso prodotto nei confronti di animali con problemi gravi di salute o nei confronti di animali che presentano un’ipersensibilità verso simili prodotti.

Domande frequenti

  • Quali sono gli obblighi legali e sanitari per la vaccinazione antirabbica del cane?
    La vaccinazione contro la rabbia è fondamentale poiché si tratta di una zoonosi grave e spesso letale. Sebbene la normativa possa variare in base alla regione (ad esempio, ci sono zone libere da rabbia in Italia), la vaccinazione rimane un pilastro della prevenzione sanitaria. È essenziale per proteggere il cane dai sintomi neurologici devastanti della malattia e per garantire la sicurezza pubblica, dato che il virus si trasmette principalmente tramite il morso. Consultare il veterinario locale è cruciale per conoscere gli obblighi specifici nella propria area geografica e per mantenere aggiornato il libretto sanitario dell'animale.
  • Come funziona il calendario vaccinale per la rabbia nel cane?
    Il protocollo standard prevede generalmente due somministrazioni iniziali distanziate di circa un mese l'una dall'altra per creare una protezione adeguata. Successivamente, è necessario effettuare un richiamo annuale per mantenere l'immunità attiva. Questo schema garantisce che il sistema immunitario dell'animale riconosca e combatta efficacemente il virus. È importante rispettare rigorosamente queste scadenze, poiché un ritardo potrebbe lasciare l'animale vulnerabile durante il periodo di incubazione o di esposizione al patogeno, specialmente se si viaggia o si entra in contatto con fauna selvatica.
  • Cosa succede se il mio cane viene morso da un animale sospetto di avere la rabbia?
    In caso di morso da animale potenzialmente rabbioso, è vitale agire immediatamente. Anche se il cane è vaccinato, il veterinario valuterà la necessità di una profilassi post-esposizione, che può includere il siero immune insieme al vaccino. L'animale dovrà essere posto in isolamento e osservazione per diversi mesi, secondo le normative vigenti, per monitorare eventuali segni clinici. Ritardare l'intervento può essere fatale; la rabbia, una volta manifestati i sintomi neurologici, è quasi sempre letale sia negli animali che negli esseri umani, rendendo la tempestività l'unico fattore determinante per la sopravvivenza.
  • Quali sono gli effetti collaterali più comuni dopo la vaccinazione antirabbica?
    Il vaccino antirabbico è efficace ma può causare reazioni locali e sistemiche. I sintomi più frequenti includono gonfiore, arrossamento e dolore nel punto di inoczione, oltre a febbre transitoria, letargia e lieve indebolimento generale. Alcuni soggetti possono sviluppare reazioni allergiche, che vanno dal prurito cutaneo a forme più serie come difficoltà respiratorie o shock anafilattico. Raramente si registrano complicanze neurologiche. Per questi motivi, la vaccinazione deve avvenire sotto supervisione veterinaria, che potrà prescrivere antistaminici o cortisonici se necessario e consigliare un periodo di riposo per l'animale.

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