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Patologie gatti

Aggiornato il 19 maggio 20114 capitoli5 domande frequenti
patalogie gatti

Patologie gatti

I nostri amici gatti sono,purtroppo, così come gli uomini e tutti gli altri animali, soggetti a tutta una serie di disturbi e malanni che possono andare ad intaccare, in modo più o meno grave a seconda dei casi, le loro condizioni di salute sia fisica che psicologica. Per questo motivo, è opportuno conoscere le tipologie più frequenti dei disturbi che possono colpire i nostri amici a quattro zampe e soprattutto tenere sempre sotto controllo le loro condizioni di salute così da prevenire e curare ogni eventuale problema fisico, chiedendo immediatamente,alle prime comparse di sintomi, aiuto al proprio veterinario di fiducia. Le malattie che possono colpire i gatti sono,comunque, abbastanza note e frequenti e,per tale motivo, è quasi sempre prevista una cura per le stesse. Ovviamente, si ricorda che per prevenire tutti questi disturbi non basterà soltanto svolgere le vaccinazioni previste, ma si dovrà comunque far mantenere all’animale uno stile di vita sano, nutrendolo seguendo un’alimentazione sana e,in generale, seguendo sempre attentamente le sue condizioni di salute, facendo sì che il gatto sia anche visitato con frequenza dal proprio veterinario di fiducia affinché questo,con la sua competenza, possa dare un parere più completo sulle condizioni di salute dello stesso.

Tipi di patologie che possono colpire i gatti

Spesso,anzi, le più gravi malattie si prevengono attraverso i vaccini che devono essere effettuati quando i mici sono ancora in tenera età così da poterli proteggere fin dai primi mesi di vita. Stiamo parlando,ad esempio di malattie come la gastroenterite virale, la calcio virosi,la rabbia e la rinotracheite o,addirittura, malattie molto gravi,simili ai nostri tumori, come la leucemia felina; di queste malattie parleremo più diffusamente poiché esse sono le malattie più frequenti. Altre malattie anche abbastanza frequenti sono la clamidiosi, che consiste in una malattia che colpisce le vie respiratorie dell’animale. La clamidiosi si trasferisce attraverso il contatto diretto tra più gatti e non per via aerea; essa è una malattia abbastanza preoccupante in quanto il gatto affetto dalla stessa può anche trasmettere questa patologia alle persone che vi entrano in contatto. Ancora abbiamo l’anemia,anch’essa abbastanza frequente e che si cura sempre più spesso attraverso l’utilizzo di medicinali omeopatici. Abbastanza frequente sono anche l’anoressia(questa può derivare sia da cause fisiche che psicologiche e,come è facilmente intuibile, causa una cessazione della nutrizione dell’animale), la dermatite psicogene e il diabete mellito,anch’esso sempre più frequente tra i nostri amici a quattro zampe.

La gastroenterite infettiva felina

Questa malattia,chiamata anche panleucopenia, è un disturbo molto grave che,come si evince facilmente dal suo nome,colpisce l’apparato gastrointestinale del nostro amico a quattro zampe. Questa malattia si diffonde a causa di un virus chiamato Parvovirus e colpisce soprattutto i gatti in tenera età, periodo in cui tale malattia può risultare addirittura mortale per i cuccioli che non hanno ancora sviluppato gli anticorpi; tale malattia,inoltre,è altamente contagiosa e si diffonde sia per contatto diretto che per contatto indiretto (cioè attraverso la saliva,le feci ecc). i suoi sintomi sono diarrea,anoressia,dolori intestinali e vomito. La cura per tale malattia è solitamente basata sull’uso di antibiotici e sul nutrimento effettuato per endovena.

La rabbia

La rabbia colpisce invece il sistema nervoso centrale del gatto, così come quello di moltissimi altri mammiferi. Essa si trasmette attraverso il morso di animali infetti di vario genere. Solitamente la rabbia proviene da animali selvatici e il gatto si trova ad essere il punto di incastro tra gli animali selvatici e quelli domestici. Il virus quindi colpisce l’apparato nervoso,diffondendosi velocemente lungo tutti i nervi con moto centripeto. L’animale infetto è contagioso. Tale malattia prevede un periodo di incubazioni che va dai 5 giorni a massimo 14 mesi. I sintomi sono vari ma il più frequente consiste nell’aggressività dell’animale, lo stato di quasi anoressia e la febbre. Molto spesso gli animale affetti da rabbia sono soggetti ad allucinazione che porta anche allo strabismo e a vari problemi di vista. Un altro sintomo abbastanza frequente è il prurito nella zona del morso che porta anche l’animale a lesionarsi ulteriormente. Il gatto avrà poi sempre sete ma non riuscirà a bere a causa della laringe paralizzata; questa paresi si diffonderà in varie parti del corpo,fino a colpire i muscoli respiratori portando alla morte dell’animale entro 5 giorni dalla comparsa dei sintomi.

Domande frequenti

  • Quali sono le malattie più gravi e prevenibili tramite vaccinazione nei gatti?
    Le patologie più critiche e comuni nei gatti includono la gastroenterite virale (panleucopenia), la calicivirosi, la rabbia, la rinotracheite e la leucemia felina. Queste malattie sono estremamente pericolose, specialmente per i cuccioli privi di anticorpi, e possono avere esiti letali. La prevenzione primaria risiede nel rispetto del calendario vaccinale sin dalle prime settimane di vita. Oltre alle vaccinazioni, è fondamentale mantenere uno stile di vita sano, garantire un'alimentazione equilibrata e sottoporre il gatto a visite veterinarie periodiche per monitorarne costantemente le condizioni di salute e intercettare eventuali anomalie in fase iniziale.
  • Cos'è la gastroenterite infettiva felina e quali sintomi presenta?
    La gastroenterite infettiva felina, nota anche come panleucopenia, è causata dal Parvovirus e colpisce severamente l'apparato gastrointestinale. È altamente contagiosa e si trasmette tramite contatto diretto o indiretto (saliva, feci). I sintomi principali includono diarrea, vomito, dolori addominali e completa anoressia. Nei cuccioli non vaccinati, la malattia può essere rapidamente fatale. La terapia richiede interventi immediati, spesso basati sulla somministrazione di antibiotici per prevenire infezioni secondarie e sulla reidratazione endovenosa per contrastare la disidratazione dovuta a vomito e diarrea.
  • Come si contrae la rabbia nel gatto e quali sono i segni clinici?
    La rabbia è una zoonosi virale che colpisce il sistema nervoso centrale, trasmessa principalmente attraverso il morso di animali selvatici infetti. Il periodo di incubazione varia da 5 giorni a 14 mesi. I sintomi iniziali includono febbre e stato di quasi anoressia, seguiti da aggressività improvvisa, allucinazioni, strabismo e forte prurito nel punto del morso. Una caratteristica distintiva è la paralisia della laringe: il gatto avverte sete intensa ma non riesce a deglutire. La malattia progredisce fino alla paralisi dei muscoli respiratori, causando il decesso entro pochi giorni dall'inizio dei sintomi clinici evidenti.
  • Cosa è la clamidiosi felina e può essere trasmessa all'uomo?
    La clamidiosi è una patologia batterica che colpisce prevalentemente le vie respiratorie superiori del gatto. A differenza di molte altre malattie infettive, non si trasmette per via aerea ma esclusivamente attraverso il contatto diretto tra animali, ad esempio condividendo ciotole o lettiere. È considerata una condizione seria perché il patogeno è zoonotico, ovvero può essere trasmesso accidentalmente all'uomo durante il contatto stretto con il gatto infetto. La prevenzione include l'igiene accurata e il controllo delle interazioni sociali del gatto, oltre alla consultazione veterinaria per una diagnosi e trattamento appropriati.
  • Quali sono le cause e le conseguenze dell'anoressia nel gatto?
    L'anoressia nel gatto non è una malattia in sé, ma un sintomo critico che indica un malessere sottostante. Può avere origini fisiche, come dolore, nausea o malattie organiche, oppure psicologiche, legate a stress, ansia o cambiamenti ambientali. La conseguenza diretta è la cessazione dell'apporto nutrizionale, che nei gatti può portare rapidamente a condizioni gravi come il fegato grasso (lipidosi epatica). Se un gatto smette di mangiare per più di 24-48 ore, è essenziale rivolgersi subito al veterinario per identificare la causa scatenante e intraprendere terapie supportive per reintegrare le energie.

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