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Accoppiamento cavalli

Aggiornato il 02 dicembre 20144 capitoli5 domande frequenti
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Accoppiamento cavalli

Il cavallo raggiunge, solitamente, la maturità sessuale attorno ai due anni di età; la fase di maturità sessuale ha una durata piuttosto estesa: una puledra, infatti, mantiene la sua fertilità per quasi quindici anni, mentre il maschio è in grado di accoppiarsi in ogni momento della sua vita. Solitamente, però, i cavalli da allevamento, nonostante il manifestarsi dei primi sintomi sessuali avvenga attorno al primo anno di vita dell’animale, vengono fatti accoppiare soltanto al raggiungimento del terzo anno di età. Il periodo prediletto da questi animali per la riproduzione è quello della primavera e, in parte, dell’estate: la fase di monta, infatti, ha solitamente inizio nel mese di marzo. In ogni caso, comunque, questo animale è capace di riprodursi in qualsiasi periodo dell’anno. Occorre ricordare, inoltre, che, durante la stagione della monta, il maschio riesce a compiere due salti al giorno. Occorre, inoltre, ricordare che la fase della gestazione del cavallo ha una durata pari ad undici mesi e solitamente la cavalla non partorisce più di un cucciolo, soprattutto in considerazione di quelle che sono le dimensioni del neonato. La fase della gravidanza può risultare anche molto dolorosa e fastidiosa per l’animale: è essenziale non lasciare che esso rimanga completamente inattivo durante il trascorrere di quei mesi, in quanto una forte inattività potrebbe portare l’animale ad ingrassare eccessivamente, cosa che renderebbe il parto anche molto difficile. Durante il parto la puledra risulta solitamente molto indipendente ed autonoma; è necessario garantire, inoltre, all’animale un periodo di riposo di un mese dopo il parto, in modo tale che essa riesca a riprendere completamente le sue attività abituali.

Scelta degli animali da riproduzione

Nella riproduzione dei cavalli risulta importantissima la scelta dei soggetti da far accoppiare. La scelta degli animali deve essere effettuata tenendo in considerazione quelle che sono le caratteristiche fisiche e funzionali dell’animale stesso; devono essere considerate, inoltre, anche la forza e l’abilità dell’animale e, ovviamente, la purezza della sua razza. Per quanto riguarda i maschi, occorre ricordare che, solitamente, gli allevamenti effettuano una differenziazione tra i cavalli adatti alla riproduzione e quelli che saranno utilizzati solo per finalità lavorative; questi ultimi vengono solitamente sottoposti ad una sterilizzazione parziale che permetterà agli allevatori di verificare, tramite l’uso di questi animali, se la femmina è disposta ad accoppiarsi con il cavallo selezionato per la riproduzione. Gli stalloni da monta, inoltre, vengono curati e seguiti dagli allevatori per fare in modo che siano garantite al meglio la loro fertilità e la qualità del loro stato di salute. La scelta della puledra è meno rigida di quella dello stallone da monta: per essa deve semplicemente verificarsi l’assenza di difetti morfologici gravi che renderebbero probabile la presenza degli stessi difetti nei cuccioli. Ovviamente, sarà importante considerare anche se la puledra ha già subito altri parti e quale sia stato, in passato, il suo livello di fertilità. Una puledra non fertile in passato, infatti, difficilmente verrà scelta come nuova fattrice per un diverso stallone da monta. Solitamente, comunque, è richiesto, per l’accoppiamento presso allevamento, il controllo del pedigree dell’animale; tramite questo documento potrà essere accertata la purezza della razza dell’animale, consentendo agli allevatori di assicurare la nascita di un animale di razza pura.

Il calore della puledra

Le puledre raggiungono, come già ricordato, la loro maturità sessuale attorno ai due anni di vita, sebbene i primi sintomi sessuali possono apparire anche in periodi precedenti. Il calore della cavalla ha una durata di circa 5/6 giorni; solo in questi giorni, quindi, è possibile far riprodurre l’animale. La fase di calore del cavallo si presenta ogni tre settimane per circa quattro mesi all’anno, solitamente da marzo a giugno, mentre durante gli altri periodi dell’anno il calore si presenta più raramente. In seguito al verificarsi di questo periodo di calore, l’animale entrerà in diestro, ossia in un periodo dalla durata di circa quindici giorni durante il quale la puledra rifiuta costantemente il maschio. La presenza del calore nel cavallo può comportante irascibilità ed estrema sensibilità dell’animale e anche un leggero stato di agitazione. Dal punto di vista fisico, potremo notare che l’animale tenderà ad urinare più frequentemente e a trascorrere molto tempo con la propria coda alzata. Questo gesto, unito ad una maggiore flessibilità ed umidità della zona genitale, implica solitamente che la puledra è pronta per l’accoppiamento: è importantissimo, infatti, saper cogliere il momento più adatto per la riproduzione, onde evitare di perderlo. Nel caso in cui la puledra non venga fecondata durante questa fase, potrebbero verificarsi successivi periodi di calore più lunghi.

Gestazione cavallo

Come abbiamo già detto nei precedenti paragrafi, la gestazione della cavalla dura circa undici mesi. Durante questo periodo l'alimentazione deve essere uguale a quella prevista per gli altri animali, in modo da mantenerla sana ma, allo stesso tempo, ponendo particolare attenzione ad evitare dimagrimenti o ingrassamenti eccessivi. E' sconsigliata l'inattività assoluta ma non deve essere assolutamente essere impiegata in lavori troppo faticosi. Nell'ultimo periodo di gravidanza, ad esempio, è bene portarla ogni tanto a fare delle tranquille passeggiate. E' meglio tenere sotto stretta osservazione la salute dell'animale, in particolare tenendola lontana dalle malattie infettive e dai parassiti. Durante il periodo di gestazione il carattere dell'animale è più tranquillo, anche per via dell'aumento di peso. Ma tornerà ad essere irrequieta all'ultimo mese di gravidanza, alzandosi e coricandosi di frequente. Dopo il parto, la cavalla dovrà essere lasciata tranquilla ancora per circa un mese e poi potrà riprendere la sua attività gradualmente.

Domande frequenti

  • Qual è il momento ideale per accoppiare un cavallo e quanti figli può avere una cavalla?
    La stagione riproduttiva principale va da marzo a giugno, sebbene i cavalli possano teoricamente accoppiarsi tutto l'anno. Le fattrici vengono generalmente selezionate per la riproduzione a partire dal terzo anno di età, nonostante la maturità sessuale si manifesti prima. La gestazione dura circa undici mesi e, quasi esclusivamente, nasce un unico puledro. Questo è dovuto alle grandi dimensioni del nascituro rispetto al bacino materno; i parti gemellari sono estremamente rari e spesso pericolosi per entrambi gli animali, rendendo la monogenesia la norma biologica nella specie equina.
  • Come si riconosce quando una cavalla è in calore e pronta per l'accoppiamento?
    Il ciclo estrale dura circa 5-6 giorni e si ripete ogni tre settimane durante la primavera. I segnali comportamentali includono irascibilità, agitazione e una maggiore disponibilità verso lo stallone. Fisicamente, la cavalla mostra segni evidenti come l'elevazione costante della coda, minzioni frequenti e una evidente umidità e rilassamento della vulva. È fondamentale osservare questi indicatori con precisione, poiché il periodo di fertilità è breve. Se la fecondazione non avviene, il ciclo può prolungarsi, richiedendo un monitoraggio attento da parte del veterinario per individuare nuovamente il momento ottimale per l'intervento.
  • Quanto dura la gravidanza del cavallo e quali cure richiede?
    La gestazione equina dura mediamente 340 giorni, ovvero circa undici mesi. Durante questo lungo periodo, la cavalla non deve rimanere completamente ferma per evitare un eccessivo accumulo di grasso che complicherebbe il parto, né essere sottoposta a lavori pesanti. Si raccomandano passeggiate tranquille regolari per mantenere il tono muscolare e la circolazione. È cruciale monitorare attentamente la salute dell'animale, prevenendo infezioni e parassitosi, poiché il sistema immunitario può subire variazioni. L'ultima fase vede un aumento dell'agitazione dovuta al peso fetale, con frequenti cambi di posizione.
  • Cosa succede dopo il parto e quanto tempo serve per il recupero della madre?
    Il parto nel cavallo è un evento naturale in cui la cavalla agisce in totale autonomia, senza bisogno di assistenza umana diretta salvo complicazioni. Tuttavia, il post-partum richiede una gestione attenta: è essenziale garantire alla fattrice almeno un mese di riposo completo. Questo periodo permette il recupero fisico dallo sforzo del parto, la regressione uterina e l'adattamento alla produzione di latte. Solo dopo aver valutato il benessere della madre e del puledro si potrà reintrodurre gradualmente l'attività lavorativa o sportiva, evitando stress immediati che potrebbero compromettere la lattazione o la salute generale.
  • Come viene selezionato uno stallone da riproduzione rispetto a un cavallo da lavoro?
    La selezione degli stalloni è rigorosa e si basa su criteri genetici, morfologici e funzionali per preservare la purezza della razza. A differenza dei cavalli destinati al lavoro, che spesso subiscono una castrazione parziale o totale per renderli più docili e sicuri, gli stalloni da monta sono tenuti in alta considerazione per la loro fertilità e qualità genetica. Vengono monitorati costantemente per garantire la salute spermatica. Inoltre, il pedigree è un documento fondamentale: l'allevatore verifica l'ascendenza per assicurarsi che l'accoppiamento produca discendenti conformi agli standard di razza, evitando incroci indesiderati o trasmissione di difetti ereditari.

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