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Cavalli Frisoni

Aggiornato il 28 dicembre 20114 capitoli5 domande frequenti
Cavallo Frisone

Informazioni generali

Il cavallo frisone è una razza equina originaria della Frisia, una regione dell'Olanda del nord. Proprio qui, infatti, sono stati ritrovati numerosi resti appartenenti a questa razza e che sono databili intorno a circa 3000 anni fa: alcuni di questi ritrovamenti ossei si fanno risalire addirittura all'epoca preistorica. Le prime testimonianze scritte circa la presenza del cavallo frisone in Olanda le abbiamo grazie allo storico romano Tacito, che durante l'espansione dell'impero sulla costa nord – atlantica europea ebbe modo di poter viaggiare in questi territori e ammirare gli esemplari dell'epoca. Tacito però definì il frisone come un cavallo sì valoroso e forte, ma anche molto sgraziato: ciò si riconduce all'impiego primario di questo cavallo nell'ambito dell'agricoltura e del lavoro dei campi, dove questa razza, appunto molto forte e resistente, riusciva a dare il meglio di sé. Nel tempo, però, il cavallo frisone ha assunto connotati differenti per via dei vari incroci effettuati, così come è stato utilizzato per le mansioni più varie.

Il Frisone nella storia: dall'epoca romana a Carlo V

Se nell'epoca romana il cavallo frisone veniva utilizzato prettamente per il duro lavoro dei campi, durante il medioevo venne impiegato come cavallo da combattimento, grazie alla sua frugalità e soprattutto alla sua robustezza, il che gli consentiva di poter trasportare per ore il peso del cavaliere e della sua armatura. Nel XVI secolo, quando l'impero di Carlo V dalla Spagna giunse fino in Olanda, si cominciarono importare numerosi cavalli di razza iberica che vennero fatti incrociare con i frisoni: da qui la razza, notoriamente sgraziata e massiccia, divenne più leggera e fluida nel corpo e nei movimenti, caratteristiche ideali per trainare i cannoni, ma soprattutto per partecipare alle cerimonie. Sempre nello stesso periodo, inoltre, il cavallo frisone venne importato anche nelle terre del Mar del Nord per migliorare razze come il Dales, il Wurtemberg, l'Oldemburghese e lo Shire.

Il Frisone nella storia: dal XVII sec. ad oggi

A partire dal XVII secolo l'Olanda passò sotto il dominio dei Francesi: questi apprezzarono molto il cavallo frisone grazie al suo trotto sostenuto e al suo portamento fiero, tanto da farne il cavallo tipico delle truppe dell'epoca. Nel XIX cominciò però un periodo buio per questa razza, che ha addirittura rischiato l'estinzione. Infatti la nuova moda del trotto spinse gli allevatori a migliorare le già ottime prestazioni del frisone nella disciplina, facendo incrociare l'animale con razze di cavalli più leggere come l'Orlov. Questa follia, che ridusse all'osso gli esemplari di razza frisona, terminò nel 1879, quando un gruppo di 22 allevatori decise di riunirsi per determinare gli elementi caratteristici del cavallo frisone e ripopolare la specie, escludendo ogni incrocio eventuale con altre razze. Così, se durante il primo conflitto mondiale rimanevano solo tre stalloni puri e circa un centinaio di giumente, fu durante la seconda guerra mondiale che il frisone venne riutilizzato come animale da soma e da trasporto umano data la scarsità di mezzi e carburante a disposizione, favorendo così il ripopolamento della specie. A metà degli anni 50, la regina Giuliana dei Paesi Bassi concesse alla società di allevamento dei cavalli frisoni il titolo di società reale, divenendo a tutti gli effetti ella stessa la protettrice della razza. Oggi i cavalli frisoni sono utilizzati a livello “mondano” per trinare sia la carrozza reale, sia quella dei grandi magazzini Harrods in Inghilterra.

Caratteristiche fisiche e comportamentali

Dopo la prima crisi di potenziale estinzione della razza, una seconda funestò la sorte del cavallo frisone a causa della diffusione del salto ad ostacoli, disciplina che, a causa della conformazione tipica di questo animale, non poteva che essere praticata a bassi livelli. Anche questa volta però, la crisi venne scongiurata e oggi il frisone non è più in pericolo di estinzione, anche se si punta a migliorare le sue qualità relative al galoppo. Ad ogni modo il cavallo frisone resta una razza molto amata, oltre che per la sua robustezza e la sua bellezza estetica, anche per il suo carattere affettuoso e molto docile. Oggi distinguiamo di questo animale due diversi sottotipi: quello Barocco, generalmente più robusto, e quello Moderno, più leggero e aggraziato. Nobile e fiero, il cavallo frisone è contraddistinto dal suo manto sempre morello, al quale si concede soltanto una piccola macchia bianca (stella) per le giumente. Il frisone appartiene ai cavalli di tipo meso - brachimorfo e raggiunge la piena maturità solo intorno ai 6 anni di età, quindi in ritardo rispetto alle altre razze. L'altezza media al garrese oscilla fra i 153 e i 166 centimetri, con un peso che in genere supera abbondantemente il mezzo quintale. Le orecchie sono piccole, ma sempre molto attente nonché leggermente inclinate l'una verso l'altra; la testa è massiccia e contornata da una folta criniera, mentre l'incollatura è un po' incurvata e portata alta. Le spalle sono molto possenti e oblique, mentre gli arti sono robusti e dagli appiombi perfetti. Tutte queste caratteristiche ne fanno un cavallo ideale sia per il lavoro che per le discipline sportive come il dressage.

Domande frequenti

  • Quali sono le principali differenze tra il tipo Barocco e il tipo Moderno del cavallo Frisone?
    La razza Frisone si divide in due sottotipi distinti per conformazione fisica. Il tipo Barocco è caratterizzato da una struttura corporea più robusta, massiccia e compatta, mantenendo tratti più antichi e potenti. Al contrario, il tipo Moderno presenta un fisico più leggero, alto e aggraziato, con movimenti fluidi ideali per le discipline sportive come il dressage. Entrambi condividono il manto nero lucido, ma la selezione genetica ha permesso di ottenere queste variazioni per adattarsi a diverse esigenze lavorative e competitive, senza perdere l'eleganza intrinseca della razza.
  • Perché il cavallo Frisone rischia l'estinzione nel XIX secolo e come è stato salvato?
    Nel XIX secolo, la popolarità della disciplina del trotto portò gli allevatori a incrociare i Frisoni con razze più leggere come l'Orlov, rischiando di snaturare completamente la razza originale e ridurla all'esaurimento genetico. La situazione critica si invertì nel 1879, quando un gruppo di 22 allevatori fondò un registro chiuso, decidendo di selezionare esclusivamente esemplari puri e bloccando qualsiasi ulteriore incrocio esterno. Questo rigore permise di preservare le caratteristiche originarie della razza, garantendone la sopravvivenza nonostante le successive crisi demografiche avvenute durante le guerre mondiali.
  • Quanto tempo impiega un cavallo Frisone a raggiungere la maturità completa?
    Il cavallo Frisone è considerato una razza a sviluppo lento rispetto ad altri equidi. Raggiunge la piena maturità fisica e mentale solo intorno ai sei anni di età. Questa caratteristica richiede pazienza agli allevatori e ai proprietari, poiché le potenzialità dell'animale si esprimono pienamente solo dopo questo periodo di crescita prolungato. Nonostante la maturità tardiva, il Frisone compensa con una longevità notevole e una resistenza eccezionale, rendendolo un compagno affidabile per decenni se gestito correttamente.
  • È vero che il manto del Frisone può essere di colore diverso dal nero?
    Secondo gli standard di razza ufficiali, il cavallo Frisone deve presentare un manto uniformemente nero, definito 'morello'. È ammessa solamente una piccola macchia bianca sulla fronte, nota come 'stella', specialmente sulle giumente. Qualsiasi altra colorazione, come baio o roano, non è conforme allo standard e viene esclusa dalle registrazioni ufficiali. Questa rigidità cromatica contribuisce all'aspetto nobile e imponente che rende il Frisone unico nel panorama equino mondiale, distinguendolo nettamente da altre razze nere come il Friesiano moderno o il Lipizzano.
  • Quali sono le attitudini attuali e gli utilizzi principali del cavallo Frisone?
    Oggi il Frisone è apprezzato principalmente per il suo temperamento docile, intelligente e affettuoso, unito a una bellezza estetica mozzafiato. Sebbene storicamente usato per l'agricoltura e la guerra, attualmente eccelle nel dressage, nell'addestramento classico e nel traino di carrozze eleganti. Viene spesso impiegato in cerimonie ufficiali, inclusa la carrozza reale olandese, e in produzioni cinematografiche grazie alla sua imponenza. Non è adatto al salto ostacoli di alto livello a causa della conformazione degli arti posteriori, ma resta eccellente per lavori leggeri e monta amatoria.

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