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Charolais

Aggiornato il 10 gennaio 20123 capitoli5 domande frequenti
Cavalli Charolais

La storia

Il cavallo Charolais è stato da sempre un animale utilizzato nel campo agricolo e del lavoro pesante soprattutto grazie alla sua massiccia costituzione, il che lo rendeva un cavallo forte, robusto e ideale per lunghi e pesanti turni di lavoro. Lo Charolais era però anche una razza molto utilizzata all'interno della fanteria e dell'artiglieria, grazie alla sua velocità nella corsa e alla sua agilità che, nonostante si trattasse di un cavallo decisamente piazzato, si mostrava invece molto veloce e scattante. Originario del paesino francese di Charolles, nella zona di Charolais in Francia, questo cavallo venne notato già nel rinascimento dal re francese Enrico II che, ucciso durante un torneo, cavalcava proprio il suo cavallo preferito, un elegante Charolais di nome “Le Malhereux” ossia “Il Dannato”. Utilizzato prima nei campi e poi come cavallo da guerra, lo Chalorais, insieme con altre razze mezzosangue del centro della Francia, nel XIX secolo comincia ad essere incrociato con cavalli arabi (e non solo), il che conferisce alla razza una possenza maggiore, ma che di fatto va ad intaccare le qualità proprie originarie di questo animale. Con la fine dei conflitti mondiali e la meccanizzazione del lavoro agricolo, la razza venne dapprima utilizzata per lo sport della caccia, per poi estinguersi nel 1958 in seguito alla fusione di varie razze mezzosangue della fascia centrale della Francia per far nascere la nuova razza nazionale, il Sella Francese.

Caratteristiche fisiche

Noto per la sua “rusticità” il cavallo Charolais è da sempre stato un cavallo molto amato e molto diffuso, anche se più volte si è tentato un miglioramento della razza, soprattutto ad opera di tipologie equine arabe arrivate in patria a seguito di varie battaglie e conflitti bellici. Nonostante tutto, fino al prima della sua estinzione, lo Charolais era considerato un cavallo sobrio ed elegante, anche se non eccessivamente alto, raggiungendo un altezza media che poteva variare dai 150 ai 162 centimetri. La testa dello Charolais era tonda e massiccia con muso breve, caratterizzata da orecchie piccole ma attente. Il collo si presentava breve e molto forte, collegato al garrese in maniera decisamente solida. L'ossatura era molto pensate, ma nonostante ciò l'animale manteneva intatta leggerezza ed eleganza. Il corpo, è massiccio e arrotondato, con una groppa piuttosto larga. Buoni gli appiombi. Riguardo al carattere, lo Charolais si presentava come un animale molto docile ed intelligente, capace di resistere al duro lavoro senza particolari problemi.

La razza

La razza più antica è sempre stata la preferita dai agricoltori, anche se, l'incrocio fra fattrici e stalloni indigeni purosangue della zona di Saone – et – Loire hanno contribuito a definire alcuni paramenti essenziali di questa tipologia equina. Nonostante ciò, molti “puristi” e accaniti conservatori della specie hanno più volte messo sotto accusa questi incroci, in quanto destabilizzanti per lo Charolais che si vedeva “minato la sua abilità nella corsa, senza però guadagnare nulla in forma”. Ma intanto, con l'avvicendarsi di tempi più industrializzati, l'utilizzo del cavallo Charolais lasciava il posto a nuove invenzioni e da qui poi l'ennesima esigenza di incroci con altre razze per migliorarne l'utilità, senza contare il fatto che il Nivernais stava già mettendo seriamente in pericolo la “celebrità” dello Charolais. Riguardo alla definizione dei caratteri peculiarità della razza Charolais, nel 1827 si espresse Louis Furcy Grognier, famoso naturalista, che, elogiando le qualità di questi animali, ammise che "i cavalli di queste province non hanno ancora deciso con quali caratteri essere riconosciuti". Agli inizi del novecento, lo Charolais si trovava ancora in condizioni eccellenti e addirittura era il cavallo preferito di Re Alberto I del Belgio, il quale ricevette in dono dal marchese de Croix uno Charolais bellissimo chiamato poi Titanic, e che divenne il prediletto della sua scuderia. Nel 1933, quindi nel periodo intercorrente far le due grandi guerre, lo Charolais venne definito come “il miglior cavallo di battaglia”, paragonabile addirittura al cavallo irlandese. Molto apprezzato anche nelle scuole di salto e di formazione, questo cavallo ebbe la possibilità di distinguersi a livello internazionale, gareggiando in bravura nel galoppo con il suo “rivale” storico, l'anglo – normanno. Fino a qualche anno prima dell'estinzione della razza, lo Charolais era allevato soprattutto nella zona fra Cluny, Charolles, Blanzy, Paray-le-Monial e Digoin, luoghi dove si pensava che il terreno misto, caratterizzato da grandi percentuali di argilla e calcare, fosse il miglior modo per favorire uno sviluppo ottimale del massiccio apparato scheletrico di questi cavalli.

Domande frequenti

  • Perché il cavallo Charolais è considerato una razza estinta?
    Il cavallo Charolais è ufficialmente estinto dal 1958, anno in cui la sua linea genetica è confluita nella nascita della razza moderna Sella Francese. Questa fusione avvenne perché, dopo la meccanizzazione dell'agricoltura e delle guerre, la domanda di cavalli da lavoro pesante crollò drasticamente. Per preservare le qualità di resistenza e forza tipiche del Charolais, si decise di incrociarlo con altre razze mezzosangue francesi centrali. Di conseguenza, il Charolais puro cessò di esistere come entità separata, diventando parte integrante del patrimonio genetico del Sella Francese attuale.
  • Quali erano le caratteristiche fisiche principali del cavallo Charolais?
    Il Charolais era un cavallo di piccola statura ma molto possente, con un'altezza media compresa tra 150 e 162 cm al garrese. Presentava una testa rotonda e massiccia con muso breve, orecchie piccole e attente, e un collo corto ma estremamente forte. Il corpo era arrotondato e robusto, con una groppa ampia e un'ossatura pesante che garantiva solidità senza sacrificare la leggerezza necessaria per la corsa. Era noto per la sua rusticità, eleganza sobria e buoni appiombi, elementi che lo rendevano adatto sia al lavoro agricolo che alle manovre militari.
  • Come veniva utilizzato il cavallo Charolais nella storia?
    Originariamente allevato per il lavoro agricolo pesante grazie alla sua resistenza fisica, il Charolais si distinse presto anche per la sua velocità e agilità, diventando una scelta privilegiata per la fanteria e l'artiglieria militare. Durante il Rinascimento, era così apprezzato che re Enrico II ne possedeva uno preferito. Successivamente, con l'avvento della meccanizzazione, il suo impiego si spostò verso lo sport, in particolare la caccia e il salto ostacoli, dove dimostrò grande bravura. Fu definito "il miglior cavallo di battaglia" nel periodo tra le due guerre mondiali, competendo con successo contro razze come l'anglo-normanno.
  • Dove e quando si sviluppò principalmente la razza Charolais?
    La razza ha origine nella regione francese di Charolais, specificamente nell'area intorno al paese di Charolles, nel dipartimento della Saona e Loira. Storicamente, l'allevamento si concentrava in una zona precisa comprendente i comuni di Cluny, Blanzy, Paray-le-Monial e Digoin. Si credeva che il terreno locale, ricco di argilla e calcare, favorisse lo sviluppo ottimale del massiccio apparato scheletrico tipico di questi cavalli. La selezione avveniva incrociando fattrici e stalloni indigeni della zona, creando un ceppo geneticamente omogeneo e adattato perfettamente a quell'ambiente specifico.
  • Qual è il legame tra il Charolais e il Sella Francese?
    Il Sella Francese nasce esattamente dalla fusione del Charolais con altre razze mezzosangue della Francia centrale. Poiché il Charolais puro rischiava l'estinzione a causa del cambiamento delle esigenze lavorative, gli allevatori decisero di integrarne il DNA in un nuovo standard nazionale. Questo processo permise di mantenere le doti di resistenza, forza e temperamento docile del Charolais, combinandole con altre caratteristiche per creare un cavallo da sella versatile e sportivo. Quindi, ogni volta che si osserva un Sella Francese moderno, si sta guardando un discendente diretto, in gran parte, del leggendario Charolais.

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