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Coperta per cavallo: quando metterla e come sceglierla

Aggiornato il 04 ottobre 20264 capitoli
Come il cavallo si difende dal freddo senza aiuto

Come il cavallo si difende dal freddo senza aiuto

Prima di decidere se mettere la coperta per cavallo conviene ricordare che l'animale dispone di un sistema di termoregolazione molto efficiente. Il pelo invernale si solleva e trattiene uno strato d'aria isolante, il grasso sottocutaneo accumulato in autunno fa da riserva, la circolazione della pelle si adatta e la digestione del fieno produce calore dall'interno. Per questo la cosiddetta temperatura di comfort di molti soggetti si colloca indicativamente tra 5 e 15 gradi: in quell'intervallo il cavallo non soffre, anzi sta bene, anche se a noi sembra già freddo. Razze rustiche come l'islandese o il Fjord, e in generale i cavalli che vivono stabilmente al paddock con un buon mantello, di norma non hanno bisogno di nulla, e coprirli senza motivo rischia di farli sudare sotto il tessuto e di indebolire il meccanismo naturale del pelo. Osserva il tuo cavallo nelle prime giornate fresche d'autunno, invece di seguire una regola uguale per tutti: una coperta messa troppo presto può dare più problemi di una messa qualche settimana dopo.

Quando serve davvero: tosatura, età, salute e meteo

Ci sono però situazioni in cui la coperta per cavallo passa da accessorio a necessità. Il caso più evidente è il cavallo tosato, perché con la tosatura ha perso buona parte dell'isolamento naturale e va protetto per tutta la stagione fredda. Rientrano poi i soggetti anziani, quelli magri o in recupero di peso, i cavalli con problemi metabolici e quelli con pelo sottile o poco sottopelo, che consumano energie per scaldarsi. Anche un cavallo in allenamento intenso, che suda molto, va asciugato e coperto dopo il lavoro per non raffreddarsi. Sulla temperatura non esiste una soglia valida per tutti: molti professionisti suggeriscono di iniziare a valutare la situazione intorno ai 10 gradi e di considerare una coperta adeguata sotto i 5 gradi per i soggetti tosati o sensibili, mentre sotto lo zero si passa a un modello più pesante o a più strati. Conta molto anche la combinazione tra freddo, vento e pioggia: un mantello bagnato perde gran parte del potere isolante, quindi se il cavallo vive all'aperto senza un riparo asciutto la protezione dall'umidità pesa più dei gradi del termometro. Un controllo semplice è toccare la base delle orecchie e il petto sotto la coperta: se sono freddi o, al contrario, umidi di sudore, la scelta va corretta.

Le tipologie: da box, da paddock, da pioggia e scaldamuscoli

Chiarito se e quando coprire, resta da capire quale coperta usare, perché ogni tipologia ha una funzione precisa. La coperta da box è morbida, spesso imbottita e pensata per la stalla o gli ambienti coperti; in genere non è impermeabile, quindi non va lasciata addosso al cavallo che esce sotto la pioggia. La coperta da paddock, detta anche da esterno, è invece il modello per chi vive fuori: resistente, impermeabile e traspirante, deve reggere il fango, il vento e i giochi con i compagni di recinto. La coperta da pioggia è la versione sottile e senza imbottitura, utile nelle mezze stagioni per tenere asciutto il mantello senza scaldare. A parte stanno gli accessori di supporto. La sottocoperta aggiunge uno strato di calore sotto una coperta da esterno nei periodi più rigidi, così non devi comprare un modello pesantissimo. La coperta scaldamuscoli, in pile o lana, assorbe il sudore e lo allontana dalla pelle dopo il lavoro: la metti sul cavallo ancora umido, lo lasci asciugare e solo dopo passi alla coperta definitiva, evitando il colpo di freddo tipico del cavallo sudato lasciato fermo.

Grammatura, tessuto e misura: come scegliere il modello giusto

Il parametro che orienta davvero l'acquisto è la grammatura, cioè la quantità di imbottitura espressa in grammi. Una coperta a 0 grammi è solo impermeabile o antimosche; tra 50 e 100 grammi copre le mezze stagioni e i soggetti poco freddolosi; tra 150 e 250 grammi è l'uso invernale classico per cavalli non tosati; dai 300 grammi in su si va sull'inverno rigido o sul cavallo tosato. Resisti alla tentazione di esagerare: la coperta per cavallo deve mantenere una temperatura costante senza farlo sudare, e due modelli di peso diverso da alternare servono più di uno solo molto pesante. Guarda poi il tessuto esterno, indicato in denari: un 600D basta per l'uso quotidiano, un 1200D regge meglio i cavalli che giocano o si mordono la coperta, un 1680D è per le condizioni più impegnative. Se il cavallo sta fuori, verifica che le cuciture siano termosaldate e il tessuto traspirante, altrimenti l'umidità resta intrappolata; un interno in poliestere liscio evita che il pelo si attacchi e riduce le abrasioni su spalle e garrese. Per la misura, prendi la lunghezza dal centro del petto alla punta della natica e controlla che il modello lasci libere le spalle, non tiri sul garrese e abbia sottopancia e codiera regolabili: una coperta che scivola o sfrega fa più danni di una grammatura sbagliata.

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