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Lipizzano

Aggiornato il 17 gennaio 20124 capitoli5 domande frequenti
Lipizzano in addestramento

Le origini

Il Lipizzano è una razza relativamente giovane, nata dall'incrocio di vari stalloni di differenti razze con le giumente locali della zona del Carso, del Veneto e del Friuli. La data intorno alla quale si attesta l'inizio della creazione della nuova razza è il 1580, quando si fecero arrivare a Lipizza (città all'epoca triestina ma poi passata di nazione in nazione in seguito ai conflitti mondiali) i primi stalloni andalusi che vennero per l'appunto fatti incrociate con cavalle del posto. Tutti questi stalloni andalusi erano stati selezionati fra i migliori campioni dell'alta scuola, proprio col fine di realizzare una nuova e più “completa” razza. Nei tre secoli successivi, furono approntati altri miglioramenti alla razza, incrociando i nuovi cavalli con stalloni di razza napoletana, araba e con lo spagnolo Kladruber e il danese Friedrichsbor. Da questi nuovi incroci nacquero le sei linee maschili fra le quali ancora oggi si distingue l'allevamento di cavalli Lipizzano: 1 . Conversano: cavallo Murgese; 2 . Napolitano: cavallo Napoletano; 3 . Pluto: cavallo Frederiksborg; 4 . Favory: cavallo Kladruber; 5 . Maestoso: cavallo Kladruber; 6 . Siglavy: cavallo Arabo. Sono invece sedici le stirpi di giumente, generalmente meno famose rispetto a quelle degli stalloni, anche se, prima di far accoppiare una cavalla, la si “testa” con prove sportive e simili.

La storia

Il cavallo Lipizzano, come il nome stesso lascia intendere, è originario di Lipizza, una città che, durante l'impero asburgico, apparteneva alla mitteleuropea Trieste. Questa razza venne realizzata per volere del terzogenito dell'imperatore Ferdinando I d'Austria, l'arciduca di Stiria Carlo II d'Asburgo, che voleva una nuova tipologia equina da impiegare nelle parate e nelle scuole di addestramento all'equitazione. L'idea iniziale e poi attuata, era quella di incrociare stalloni di razza pura con le giumente locali, molto apprezzate per le loro qualità, al fine di istituire un allevamento proprio a Lipizza. Durante conflitti mondiali, questa cittadina cambiò più volte appartenenza: sul finire della prima guerra mondiale, infatti, con il tramonto dell'impero asburgico, Lipizza passò all'Italia e l'allevamento di cavalli venne poi spostato a Piber, nei pressi di Graz. Alla fine della seconda guerra mondiale, però, Lipizza passò alla Jugoslavia. Sempre nel 1945, una parte dell'allevamento ed alcuni registri della razza vennero trasferiti a Roma al Ministero della Difesa Italiana, che li ospitò nell'Azienda Sperimentale Statale per la Zootecnia a Torre Mancina, in Monterotondo. Di questo trasferimento, che fra l'altro viene spesso definito come rocambolesco ed avventuroso, se ne occupò personalmente un generale americano: G. S. Patton. Nel 1991, con la proclamazione di indipendenza della Slovenia dalla ormai ex Jugoslavia, Lipizza divenne a tutti gli effetti una cittadina slovena (e ancora lo è) e il Lipizzano un simbolo nazionale. Dopo tutti questi eventi succedutisi nel corso dei secoli, restano solo alcuni importanti allevamenti di cavalli Lipizzani: uno si trova, ovviamente, a Lipizza, uno a Piber, in Austria e l'altro a Monterotondo. Il Lipizzano è però allevato anche in Ungheria.

Caratteristiche fisiche

Il Lipizzano è un cavallo di tipo meso – dolicomorfo, di stazza media, con un'altezza la garrese di circa 150 – 160 centimetri e un peso che oscilla fra i 480 e 550 chilogrammi. Il mantello è una delle particolarità di questo cavallo: se infatti alla nascita è prettamente scuro, con un colore che può essere baio, sauro o addirittura morello, con l'età si va schiarendo fino ad acquisire il classico mantello grigio lipizzano. Sono ammesse marcature di colore differente. La testa si presenta allungata e piuttosto pensate, con un profilo rettilineo che a volte può divenire anche convesso in alcuni esemplari. Le orecchie sono piccole e sempre in movimento, mentre gli occhi sono grandi e molto vivaci. Il collo è ben attaccato, arcuato e lungo. La groppa è larga, così come lo è il petto, che si presenta molto ampio. Gli appiombi risultano buoni, con stinchi asciutti e decisamente robusti, dai garretti asciutti. Gli zoccoli sono di media robustezza.

Caratteristiche comportamentali e impiego

Il cavallo Lipizzano è un animale molto elegante, dal portamento nobile, ideale sia da sella che come razza da traino per le carrozze. Il suo carattere è estremamente vivace, caratteristica che si denota già dagli occhi e dalle orecchie sempre in movimento, ma nonostante ciò si presenta anche come un cavallo molto docile, ideale da addestrare, e utilizzatissimo nelle scuole di equitazione come l'Alta scuola di equitazione spagnola in Vienna, alla quale questa razza deve la sua fama maggiore. Pur essendo un cavallo docile, il Lipizzano ha spesso un carattere per certi versi focoso, discendenza di sangue dovuta dai vari incroci con nobili e decisi purosangue arabi. In alcune regioni rurali della Romania e dell'Ungheria, il Lipizzano viene utilizzato anche nel lavoro dei campi. Inoltre, sempre in Ungheria, si fanno spesso incrociare Lipizzani con cavalli trottatori al fine di realizzare esemplari più abili nell'attacco. Oltre alle varie discipline sportive nelle quali il Lipizzano viene utilizzato, è un ottimo cavallo adatto a compiere eleganti coreografie durante le esibizioni.

Domande frequenti

  • Perché il cavallo Lipizzano nasce scuro e diventa bianco?
    A differenza di quanto si potrebbe pensare, il mantello bianco non è genetico fin dalla nascita. I puledri Lipizzano nascono con colori scuri come baio, sauro o morello. Con il progredire dell'età, il pelo inizia a schiarirsi gradualmente, un processo che solitamente si completa verso i cinque anni, conferendo il caratteristico colore grigio chiaro o bianco che identifica la razza adulta. Questo fenomeno è una peculiarità distintiva della specie.
  • Qual è l'origine storica e geografica del cavallo Lipizzano?
    La razza prende il nome dalla località di Lipizza, situata nell'attuale Slovenia (all'epoca sotto l'Impero Asburgico). Fu creata nel 1580 per ordine dell'Arciduca Carlo II d'Asburgo, incrociando stalloni andalusi selezionati per l'alta scuola con giumente locali del Carso, Veneto e Friuli. Nel tempo, furono introdotti anche sangue napoletano, arabo e danese. A causa delle guerre, l'allevamento fu spostato più volte, tra cui a Piber in Austria e temporaneamente in Italia, ma Lipizza rimane il luogo simbolico e attuale di origine.
  • Cosa rende il Lipizzano ideale per l'Alta Scuola di Equitazione Spagnola?
    Il Lipizzano è la razza principale utilizzata dall'Alta Scuola di Equitazione Spagnola di Vienna grazie alla sua combinazione unica di forza, agilità e docilità. Nonostante abbia un carattere vivace e talvolta focoso, ereditato dagli incroci con purosangue arabi, dimostra una grande intelligenza e capacità di apprendimento. Queste doti permettono di eseguire movimenti complessi ed eleganti richiesti dall'addestramento classico, mantenendo al contempo un portamento nobile e un temperamento gestibile per i cavalieri esperti.
  • Quali sono le caratteristiche fisiche principali e le dimensioni medie?
    Si tratta di un cavallo di stazza media, classificato come meso-dolicomorfo, con un'altezza al garrese compresa tra 150 e 160 cm e un peso che varia dai 480 ai 550 kg. Presenta una testa allungata con profilo rettilineo o leggermente convesso, occhi grandi e vivaci, e orecchie piccole in costante movimento. Il corpo è robusto, con un petto ampio, una groppa larga e arti asciutti con zoccoli di media robustezza, garantendo resistenza ed eleganza nel movimento.
  • In quali contesti lavorativi o sportivi viene attualmente utilizzato il Lipizzano?
    Oltre alla celebre pratica dell'equitazione classica e alle dimostrazioni dell'Alta Scuola Viennese, il Lipizzano è versatile. Viene impiegato come cavallo da sella per discipline sportive e come traino per carrozze grazie alla sua eleganza. In alcune zone rurali di Romania e Ungheria, è ancora usato per lavori agricoli leggeri. Inoltre, in Ungheria, vengono spesso incrociati con trottatori per creare esemplari più abili nell'attacco, ampliando il suo spettro di utilità oltre le sole esibizioni coreografiche.

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