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Malattie cavallo

Aggiornato il 11 marzo 20134 capitoli5 domande frequenti
Malattie cavallo

Informazioni generali

Come per ogni animale, anche il cavallo può andare incontro a diverse patologie. Alcune malattie sono piuttosto comuni nell'ambito veterinario, come la tigna e la diarrea, mentre altre sono legate al mondo equino, come la morva o il mal della luna (oftalmie periodica). Il consiglio è sempre quello di fare accorta prevenzione, in modo tale da garantire al cavallo condizioni ottimali di vita e quindi minori possibilità di ammalarsi, fermo restando il fatto che alcune patologie possono verificarsi comunque in maniera accidentale o tramite contatto (o via aerea). Per garantire una giusta prevenzione al cavallo, occorre curare quotidianamente l'igiene dell'animale e dei luoghi dove questi vive, nonché assicurare una giusta dieta capace di apportare il nutrimento necessario ed adeguato al singolo capo. Fondamentale è, dunque, mantenere sempre puliti ed igienizzati il box e/o la stalla, strigliare il pelo e pettinare beni i crini, effettuare le vaccinazioni, seguire una dieta variata ed adeguata allo stato e all'età dell'animale. Infine, ma non meno importante, non bisogna trascurare l'aspetto psicologico del cavallo. Il rispetto di tutte queste condizioni assicura un buono stato di salute all'animale, rendendolo così più forte rispetto all'attecchimento di specifiche malattie.

Morva e farcino criptococcico

La morva è una malattia infettiva trasmissibile anche all'uomo. Non esistono cure efficaci e proprio per questo motivo occorre vaccinare il cavallo per evitare di contrarre la patologia. La morva si riconosce dalle macchie biancastre ed ulcerose che appaiono sulla mucosa del setto nasale, accompagnata da una fuoriuscita di un liquido vischioso e dall'ingrossamento delle ghiandole sotto la mascella. In alcuni casi, la morva si manifesta anche con la comparsa di piccoli noduli o cordoni linfatici sotto cute, che poi degenerano in piaghe. Solitamente, è più facile trovarla negli animali denutriti, ma per una diagnosi sicura occorre chiamare un veterinario ed effettuare una malleinizzazione. Quando poi la malattia è accertata, l'animale va immediatamente isolato e la scuderia disinfettata. Il farcino criptococcico è anch'essa una delle malattie del cavallo più pericolose. Infatti, anche in questo caso l'animale va immediatamente isolato dagli altri. La patologia si scatena in seguito ad una ferita ulcerativa trascurata, seguita da infiammazione purulenta del sistema linfatico locale. Solitamente, interessa la zona degli arti, il tronco, il collo e la testa dell'animale, ed è difficile da individuare immediatamente considerando che l'incubazione può durare anche molto tempo. Ad ogni modo, se si interviene chirurgicamente in maniera tempestiva per il cavallo si prospetta la guarigione in temi brevi.

Ematuria e adenite

L'ematuria è una malattia del cavallo che interessa i puledri, caratterizzata dalla comparsa di sangue nelle urine a causa di un virus infettivo. In genere, si manifesta dopo due - tre giorni dalla nascita del puledrino: l'animale perde vivacità e le urine diventano macchiate di sangue, così come le mucose degli occhi e della bocca diventano progressivamente gialle. Altri sintomi dall'ematuria sono la tachicardia e l'abbassamento brusco della temperatura. Solitamente, i capi che riescono a raggiungere il quarto giorno di malattia sono potenzialmente fuori pericolo, in altri casi, invece, il rischio di mortalità resta alto. Anche l'adenite è una delle malattie del cavallo che toccano prettamente i cuccioli. Questa patologia è caratterizzata dalla tumefazione delle ghiandole presenti sotto la mascella, che in prima battuta diventano dure per poi ammorbidirsi a causa della formazione di pus. I sintomi sono difficoltà di deglutizione e di respirazione, febbre molto alta, scolo nasale e congiutivale profuso, prostrazione. Una volta diagnosticata la malattia, il cavallo va subito isolato e disinfettata la stalla. L'adenite può durare da 15 giorni ad un mese a seconda della gravità.

Il veterinario

Il ruolo del veterinario per quanto concerne la diagnosi e la cura delle malattie del cavallo è fondamentale. Un animale malato ha bisogno di cure e medicinali specifici, due cose che solo un professionista del settore può offrire. Sebbene molti allevatori abbiano esperienze significative alle spalle in fatto di gestione delle mandrie e delle malattie, un parere medico è sempre richiesto, poiché alcune patologie possono non essere immediatamente riconosciute oppure avere un decorso diverso rispetto alla normalità. Il compito fondamentale dell'allevatore è quello di monitorare costantemente la salute del proprio animale, sia quella psicologica che fisica, nonché segnalare eventuali anomalie di comportamento del cavallo che possano essere un primo sintomo di una patologia in incubazione. In questi casi, è sempre bene chiamare il veterinario che potrà con una semplice visita accertarsi delle condizioni dell'animale e richiedere, all'occorrenza, analisi specifiche di approfondimento.

Domande frequenti

  • La morva è contagiosa anche per l'uomo e quali sono i sintomi principali?
    Sì, la morva è una malattia infettiva trasmissibile all'uomo, il che rende cruciale un intervento immediato. I sintomi distintivi includono la comparsa di macchie biancastre e ulcerose sulla mucosa del setto nasale, associate a una secrezione nasale vischiosa e all'ingrossamento delle ghiandole sotto la mascella. In fasi avanzate, possono comparire noduli sottocutanei che degenerano in piaghe. Poiché non esiste una cura efficace una volta contratta la patologia, la prevenzione attraverso la vaccinazione è essenziale. In caso di sospetto, è obbligatorio isolare l'animale e disinfettare la stalla, richiedendo subito un veterinario per confermare la diagnosi mediante malleinizzazione.
  • Cosa provoca l'ematuria nei puledri e qual è la prognosi?
    L'ematuria è una patologia virale che colpisce specificamente i puledri, manifestandosi solitamente tra il secondo e il terzo giorno di vita. Il sintomo principale è la presenza di sangue nelle urine, accompagnata da ittero (giallume) delle mucose oculari e boccali, perdita di vivacità, tachicardia e un brusco calo della temperatura corporea. La prognosi dipende dalla capacità del puledro di superare la quarta giornata di malattia: se sopravvive a questo periodo critico, le probabilità di recupero aumentano significativamente. Altrimenti, il rischio di mortalità rimane elevato, rendendo necessaria una stretta osservazione veterinaria immediata.
  • Come si riconosce e si tratta il farcino criptococcico nel cavallo?
    Il farcino criptococcico è una patologia grave che insorge spesso a seguito di una ferita ulcerativa trascurata, portando a un'infiammazione purulenta del sistema linfatico locale. Colpisce comunemente arti, tronco, collo e testa. La diagnosi è complessa perché il periodo di incubazione può essere lungo e i sintomi iniziali non sono sempre evidenti. Tuttavia, un intervento chirurgico tempestivo permette generalmente una guarigione rapida. È fondamentale isolare immediatamente l'animale infetto dagli altri cavalli per prevenire la diffusione dell'infezione batterica e procedere con le cure mediche sotto supervisione professionale.
  • Quali sono i sintomi dell'adenite nei giovani cavalli e quanto dura?
    L'adenite è una malattia che colpisce prevalentemente i puledri e i giovani cavalli, caratterizzata principalmente dal rigonfiamento doloroso delle ghiandole linfatiche sotto la mascella. Inizialmente le ghiandole sono dure, ma col tempo si ammorbidiscono a causa della formazione di pus. Altri sintomi gravi includono febbre elevata, difficoltà nella deglutizione e nella respirazione, scolo nasale e congiuntivale profuso, oltre a uno stato generale di prostrazione. La durata della malattia varia dai 15 giorni a un mese. Una volta confermata la diagnosi, l'isolamento dell'animale e la disinfezione accurata della stalla sono passi indispensabili per contenere il focolaio.
  • Quanto è importante la prevenzione quotidiana per evitare le malattie equine?
    La prevenzione gioca un ruolo fondamentale nel garantire la salute del cavallo, riducendo drasticamente il rischio di contrarre patologie comuni come la tigna o la diarrea, oltre a quelle specifiche come la morva. Una corretta routine giornaliera include la pulizia rigorosa del box e della stalla, lo strigliamento regolare del mantello e la cura dei crini. È altrettanto vitale fornire una dieta variata e adatta all'età e allo stato fisico dell'animale, unita a un corretto programma di vaccinazioni. Non sottovalutare il benessere psicologico del cavallo contribuisce a rafforzare il suo sistema immunitario, rendendolo più resistente agli agenti patogeni ambientali e ai contatti infetti.

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