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Cavalcare d'inverno: riscaldamento del cavallo prima del lavoro

Aggiornato il 25 ottobre 20264 capitoli
Perché con il freddo il riscaldamento deve durare di più

Perché con il freddo il riscaldamento deve durare di più

Molti cavalli sopportano il freddo meglio del caldo, perché le basse temperature aiutano a disperdere il calore prodotto dai muscoli durante lo sforzo. Questo però non vuol dire che d'inverno si possa partire subito con il lavoro: muscoli, tendini e legamenti di un cavallo che ha passato la notte in box, fermo e con la circolazione periferica ridotta, sono più rigidi e meno elastici che in una sera d'estate. Il riscaldamento del cavallo nella stagione fredda va quindi allungato e reso più progressivo, perché i tessuti raggiungano la temperatura di lavoro prima che tu chieda un trotto impegnativo, un galoppo o un salto. Considera anche il contesto in cui monti. Un cavallo che vive al paddock e si muove tutto il giorno arriva alla lezione già parzialmente sciolto, mentre un soggetto scuderizzato e tosato ha bisogno di più tempo e di qualche attenzione in più contro il freddo. Tieni conto dell'età, di eventuali vecchi problemi a tendini o articolazioni e del terreno su cui lavorerai: più questi fattori si sommano, più conviene essere pazienti. Il tempo che dedichi a questa fase lo recuperi in qualità del lavoro e in minori rischi di stiramenti e lesioni.

Prima di salire: governo, copri-reni e qualche minuto di movimento libero

Il riscaldamento del cavallo d'inverno comincia in scuderia, non in campo. Dedica al governo qualche minuto in più del solito: una strigliatura energica e la spazzolatura su collo, dorso e groppa stimolano la circolazione e scaldano la pelle, e intanto ti permettono di controllare che non ci siano gonfiori, calore anomalo agli arti o zone dolenti. Se il cavallo è tosato o se la temperatura è molto bassa, sella con un copri-reni, la coperta corta che copre lombi e groppa e che potrai togliere una volta in sella, quando i muscoli della schiena saranno caldi. Se ne hai la possibilità e il cavallo è abituato, prima di montare lascialo muovere in libertà in un recinto sicuro oppure fallo lavorare alla corda per cinque o dieci minuti, tempo che di norma basta a sfogare la freschezza accumulata nel box e a sciogliere la rigidità iniziale. Con un soggetto eccitabile preferisci la corda al movimento libero, perché ti permette di controllare andature e cambi di direzione ed evitare scatti su un fondo freddo e duro. Lavora entrambe le mani e tieni le andature tranquille: lo scopo è muovere il sangue, non stancare il cavallo prima ancora di cominciare.

In sella: passo lungo, poi trotto e transizioni senza fretta

Una volta in sella, inizia con almeno dieci minuti di passo attivo a redini lunghe, lasciando che il cavallo allunghi il collo e distenda la linea dorsale; d'inverno questa fase può tranquillamente durare di più. Percorri cerchi grandi e cambia spesso di mano, controllando che il passo sia regolare e che il cavallo spinga da dietro senza trascinarsi. Se il fondo lo consente e ti senti sicuro, libera i piedi dalle staffe per qualche giro: anche le tue gambe hanno bisogno di scaldarsi e un cavaliere rigido trasmette rigidità alla schiena del cavallo. Passa poi a cerchi un po' più piccoli e a qualche semplice esercizio laterale al passo, così da chiedere flessione e attenzione senza sforzo. Solo a questo punto inizia il trotto, prima disteso e poi raccolto, alternando transizioni passo-trotto e trotto-passo per verificare che il cavallo ascolti gli aiuti. Il riscaldamento del cavallo nei mesi freddi deve evitare bruschi cambi di intensità: inserisci il galoppo gradualmente e rimanda le figure difficili a quando senti il dorso morbido e il contatto costante. Se un esercizio genera tensione, torna a qualcosa di più facile e riprova dopo qualche minuto.

Terreno, segnali di prontezza e passaggio al lavoro vero

Il fondo su cui lavori conta quanto gli esercizi. D'inverno il terreno può essere duro per il gelo, ghiacciato a chiazze o molto scivoloso per il fango: su una superficie così evita trotto e galoppo sostenuti e, se il campo non è lavorabile, limita la seduta a un lavoro al passo o a una passeggiata tranquilla. Valuta anche la ferratura, perché un cavallo ferrato scivola più facilmente su ghiaccio e pavimentazioni dure, e chiedi consiglio al maniscalco se monti spesso in queste condizioni. Per capire quando il cavallo è pronto, osserva come si muove e come respira: il passo e il trotto diventano più ampi e sciolti, la schiena oscilla sotto la sella, il collo si allunga e il cavallo accetta il contatto senza irrigidirsi. Nei soggetti anziani o reduci da problemi tendinei prolunga ulteriormente il passo e, in caso di dubbio su una zoppia o su una rigidità che non passa, interrompi e consulta il veterinario. Quando senti che tutto è fluido puoi chiedere il lavoro vero; ricorda poi di prevedere per il defaticamento la stessa gradualità che hai dedicato al riscaldamento, perché un cavallo caldo che si ferma di colpo nel freddo rischia contratture e raffreddamenti.

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