Perché con il freddo il riscaldamento deve durare di più
Molti cavalli sopportano il freddo meglio del caldo, perché le basse temperature aiutano a disperdere il calore prodotto dai muscoli durante lo sforzo. Questo però non vuol dire che d'inverno si possa partire subito con il lavoro: muscoli, tendini e legamenti di un cavallo che ha passato la notte in box, fermo e con la circolazione periferica ridotta, sono più rigidi e meno elastici che in una sera d'estate. Il riscaldamento del cavallo nella stagione fredda va quindi allungato e reso più progressivo, perché i tessuti raggiungano la temperatura di lavoro prima che tu chieda un trotto impegnativo, un galoppo o un salto. Considera anche il contesto in cui monti. Un cavallo che vive al paddock e si muove tutto il giorno arriva alla lezione già parzialmente sciolto, mentre un soggetto scuderizzato e tosato ha bisogno di più tempo e di qualche attenzione in più contro il freddo. Tieni conto dell'età, di eventuali vecchi problemi a tendini o articolazioni e del terreno su cui lavorerai: più questi fattori si sommano, più conviene essere pazienti. Il tempo che dedichi a questa fase lo recuperi in qualità del lavoro e in minori rischi di stiramenti e lesioni.
Prima di salire: governo, copri-reni e qualche minuto di movimento libero
Il riscaldamento del cavallo d'inverno comincia in scuderia, non in campo. Dedica al governo qualche minuto in più del solito: una strigliatura energica e la spazzolatura su collo, dorso e groppa stimolano la circolazione e scaldano la pelle, e intanto ti permettono di controllare che non ci siano gonfiori, calore anomalo agli arti o zone dolenti. Se il cavallo è tosato o se la temperatura è molto bassa, sella con un copri-reni, la coperta corta che copre lombi e groppa e che potrai togliere una volta in sella, quando i muscoli della schiena saranno caldi. Se ne hai la possibilità e il cavallo è abituato, prima di montare lascialo muovere in libertà in un recinto sicuro oppure fallo lavorare alla corda per cinque o dieci minuti, tempo che di norma basta a sfogare la freschezza accumulata nel box e a sciogliere la rigidità iniziale. Con un soggetto eccitabile preferisci la corda al movimento libero, perché ti permette di controllare andature e cambi di direzione ed evitare scatti su un fondo freddo e duro. Lavora entrambe le mani e tieni le andature tranquille: lo scopo è muovere il sangue, non stancare il cavallo prima ancora di cominciare.
In sella: passo lungo, poi trotto e transizioni senza fretta
Una volta in sella, inizia con almeno dieci minuti di passo attivo a redini lunghe, lasciando che il cavallo allunghi il collo e distenda la linea dorsale; d'inverno questa fase può tranquillamente durare di più. Percorri cerchi grandi e cambia spesso di mano, controllando che il passo sia regolare e che il cavallo spinga da dietro senza trascinarsi. Se il fondo lo consente e ti senti sicuro, libera i piedi dalle staffe per qualche giro: anche le tue gambe hanno bisogno di scaldarsi e un cavaliere rigido trasmette rigidità alla schiena del cavallo. Passa poi a cerchi un po' più piccoli e a qualche semplice esercizio laterale al passo, così da chiedere flessione e attenzione senza sforzo. Solo a questo punto inizia il trotto, prima disteso e poi raccolto, alternando transizioni passo-trotto e trotto-passo per verificare che il cavallo ascolti gli aiuti. Il riscaldamento del cavallo nei mesi freddi deve evitare bruschi cambi di intensità: inserisci il galoppo gradualmente e rimanda le figure difficili a quando senti il dorso morbido e il contatto costante. Se un esercizio genera tensione, torna a qualcosa di più facile e riprova dopo qualche minuto.
Terreno, segnali di prontezza e passaggio al lavoro vero
Il fondo su cui lavori conta quanto gli esercizi. D'inverno il terreno può essere duro per il gelo, ghiacciato a chiazze o molto scivoloso per il fango: su una superficie così evita trotto e galoppo sostenuti e, se il campo non è lavorabile, limita la seduta a un lavoro al passo o a una passeggiata tranquilla. Valuta anche la ferratura, perché un cavallo ferrato scivola più facilmente su ghiaccio e pavimentazioni dure, e chiedi consiglio al maniscalco se monti spesso in queste condizioni. Per capire quando il cavallo è pronto, osserva come si muove e come respira: il passo e il trotto diventano più ampi e sciolti, la schiena oscilla sotto la sella, il collo si allunga e il cavallo accetta il contatto senza irrigidirsi. Nei soggetti anziani o reduci da problemi tendinei prolunga ulteriormente il passo e, in caso di dubbio su una zoppia o su una rigidità che non passa, interrompi e consulta il veterinario. Quando senti che tutto è fluido puoi chiedere il lavoro vero; ricorda poi di prevedere per il defaticamento la stessa gradualità che hai dedicato al riscaldamento, perché un cavallo caldo che si ferma di colpo nel freddo rischia contratture e raffreddamenti.





