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capra kashmir

Aggiornato il 16 luglio 20152 capitoli5 domande frequenti
kashmir

Origini

La capra Kashmir è una razza di capre molto nota, allevata in tutto il mondo per la sua fibra di altissima qualità; deve il suo nome alla zona di cui è originaria, il Kashmir appunto, una regione dell’India. Oggigiorno, il primo produttore di cachemire grezzo al mondo è la Cina, seguito a ruota da altri stati quali la Mongolia, il Pakistan, l’Afghanistan ecc. Per quanto riguarda la lavorazione della fibra grezza, invece, il primato è tutto italiano, grazie ai centri tessili situati a Biella e a Prato, che si occupano della trasformazione del cachemire grezzo in prodotto finito. Il cachemire infatti non è il pelo vero e proprio, ma il sottovello della capra, che in fase di lavorazione deve essere ‘degiarrato’, cioè separato dal pelo (giarra). Il pelo viene raccolto dalle capre non tramite tosatura, ma tramite pettinatura. Il cachemire inoltre, a differenza della lana, diventa sempre più morbido man mano che viene lavato; la qualità del cachemire prodotto varia comunque di molto in base all’animale che lo ha prodotto, alla sua età e al suo stato di salute.

Caratteristiche

La capra Kashmir è una capra di taglia medio piccola: gli esemplari maschi hanno un peso che oscilla tra i 60 kg e i 100 kg, mentre le femmine tra i 30 e i 40 kg. La testa è anch’essa piccola, ben proporzionata, e presenta corna di lunghezza variabile in entrambi i sessi. Il vello può essere lungo o corto, e avere un colore che varia dal crema, al grigio, al nocciola, al nero, passando per tutte le sfumature intermedie; solitamente nell’industria tessile si prediligono i colori chiari, in quanto più semplici da tingere. Caratteristica peculiare della capra Kashmir è quella di riuscire ad adattarsi bene a condizioni climatiche e ambientali molto variabili: è una delle capre che più si avvicinano allo stato selvatico, il che ne rende l’allevamento piuttosto semplice. L’importante, quando si allevano capre Kashmir, è lasciarle pascolare libere insieme ai loro piccoli, dall’inizio della primavera fino all’autunno. Le capre Kashmir non vanno munte né allevate in stalla: l’unico intervento umano richiesto riguarda la procedura di pettinatura, in primavera, che non prevede l’impiego di attrezzature complicate o costose.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra il cachemire e la lana tradizionale?
    Il cachemire non è il pelo esterno della capra, ma proviene esclusivamente dal sottovello, ovvero la peluria fine e morbosa che cresce sotto il pelo più duro chiamato giarra. A differenza della lana ovina, il cachemire richiede un processo di 'deggiaratura' industriale per separare le fibre fini da quelle grossolane. Un vantaggio unico del cachemire è che, contrariamente alla maggior parte dei tessuti animali, tende a diventare progressivamente più morbido e confortevole ogni volta che viene lavato, migliorando le sue proprietà termiche e tattili nel tempo.
  • Come si raccoglie il cachemire dalle capre Kashmir?
    A differenza delle pecore, le capre Kashmir non vengono tosate. La raccolta della fibra pregiata avviene attraverso la pettinatura, una pratica manuale o semi-manuale che si effettua generalmente in primavera. Durante questa fase, si rimuove delicatamente il sottovello caduto naturalmente durante l'inverno, separandolo dalla giarra esterna. Questo metodo evita di stressare eccessivamente l'animale e preserva l'integrità della fibra lunga e continua, fondamentale per la produzione di filati di alta qualità senza tagliarla bruscamente come avviene con la tosatura.
  • È facile allevare capre Kashmir in Italia?
    Sì, le capre Kashmir sono considerate facili da allevare perché si adattano eccezionalmente bene a condizioni climatiche e ambientali molto variabili, avvicinandosi spesso allo stato selvatico. Non richiedono ricoveri in stalla né mungitura, riducendo notevolmente il carico di lavoro. L'unica necessità principale è permettere loro di pascolare liberamente dai primi giorni di primavera fino all'autunno, periodo in cui accumulano il sottovello necessario. La gestione sanitaria e alimentare è quindi semplificata rispetto ad altre razze da latte o da carne più sensibili.
  • Perché l'Italia è leader nella lavorazione del cachemire?
    Sebbene i principali produttori mondiali di cachemire grezzo siano paesi come Cina, Mongolia e Afghanistan, l'Italia detiene il primato assoluto nella trasformazione industriale della fibra. Centri tessili storici, specialmente nelle province di Biella e Prato, possiedono tecnologie avanzate e know-how secolare per il deggiaraggio e la filatura. Queste aree trasformano la materia prima grezza in prodotti finiti di lusso, garantendo standard qualitativi elevati che rendono il 'made in Italy' sinonimo di eccellenza nel settore del cashmere mondiale.
  • Quali fattori influenzano la qualità del cachemire prodotto?
    La qualità finale della fibra dipende principalmente da tre fattori biologici: l'età della capra, il suo stato di salute generale e la genetica individuale. Le fibre prodotte da animali giovani e sani tendono ad essere più sottili, lunghe e resistenti. Inoltre, il colore naturale influisce sulla destinazione d'uso industriale: i colori chiari (crema, bianco, grigio chiaro) sono preferibili perché richiedono meno tintura chimica, preservando meglio le naturali proprietà termiche e la morbidezza della fibra rispetto ai colori scuri come il nero.

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