Quando lasciare il pascolo: il rientro graduale di pecore e capre
Il momento in cui pecore e capre lasciano il pascolo per il ricovero invernale non andrebbe deciso guardando il calendario, ma osservando l'erba e il terreno. Quando il prato smette di ricrescere, le prime gelate bruciano la vegetazione e il suolo resta fradicio per giorni, gli animali consumano più energia di quanta ne ricavino e calpestano un cotico che in primavera farà fatica a riprendersi. Se la tua zona ha un clima mite e il terreno è ben drenato, puoi lasciare il gregge fuori ancora a lungo, offrendo un riparo per le ore più fredde; se invece sei in collina o in montagna, conviene anticipare il rientro prima che arrivino neve e vento persistente. Il cambio di ambiente e di dieta va fatto per gradi, perché il rumine ha bisogno di tempo per adattare la propria flora a un alimento diverso. Nelle ultime settimane di pascolo inizia a mettere del fieno nel ricovero, così che capre e pecore lo conoscano già e il passaggio al foraggio conservato avvenga senza scompensi digestivi. Approfitta di questo periodo anche per controllare lo stato di nutrizione tastando schiena e groppa degli animali, e per far valutare al veterinario un trattamento contro i parassiti: entrare in stalla con animali in forma riduce i problemi di tutto l'inverno.
Il ricovero invernale: asciutto, ventilato e senza correnti d'aria
Il ricovero invernale per pecore e capre non deve essere caldo, deve essere asciutto e privo di correnti d'aria. Questi animali sopportano bene le basse temperature grazie al vello e al pelo, mentre soffrono molto l'umidità e l'aria viziata, che favoriscono polmoniti e problemi agli zoccoli. Per questo i tecnici parlano prima di tutto di microclima: un buon ricambio d'aria porta via il vapore acqueo e i gas che si accumulano sopra la lettiera, come l'ammoniaca, senza investire direttamente il gregge. Le aperture vanno quindi collocate in alto, sotto la copertura o con un cupolino di colmo, mentre all'altezza degli animali le pareti devono riparare dal vento. Il tipo di costruzione dipende dal clima della tua zona. Dove gli inverni sono rigidi conviene una struttura chiusa su tre lati con il fronte aperto rivolto a sud, protetto da una rete frangivento regolabile; nelle zone miti e nelle pianure non battute da venti persistenti basta una tettoia aperta ben orientata. Le indicazioni tecniche per le capre in lattazione parlano di una temperatura tra circa 8 e 16 °C con umidità relativa intorno al 70-80 %, un po' più bassa per arieti e giovani in rimonta: non serve raggiungerli con precisione, ma ti ricordano che una stalla fredda e asciutta è preferibile a una tiepida e umida.
Lettiera, spazi e controlli quotidiani nella stalla d'inverno
Dentro al ricovero, la lettiera fa gran parte del lavoro. Uno strato abbondante di paglia asciutta isola dal pavimento freddo, assorbe le deiezioni e permette agli animali di sdraiarsi senza bagnarsi il vello. La tecnica più diffusa è la lettiera permanente: non si rimuove ogni giorno, ma si aggiunge paglia pulita in superficie ogni volta che quella sotto risulta umida al tatto, e si svuota tutto a fine stagione. Se appena entri senti un odore pungente di ammoniaca, significa che stai aggiungendo troppo poca paglia o che la ventilazione non basta. Evita di sovraffollare gli spazi: in stalla pecore e capre passano molte ore ferme e gli animali più deboli, se non hanno posto, vengono allontanati dalla mangiatoia e dalle zone asciutte. Le capre in particolare hanno una gerarchia marcata e tendono a litigare, quindi prevedi mangiatoie lunghe, perché tutte riescano a mangiare insieme, e qualche separazione per le femmine prossime al parto. Un controllo frequente degli zoccoli, che su lettiera umida si ammorbidiscono, ti permette di intervenire con il pareggio prima che compaiano zoppie.
Alimentazione invernale: fieno, concentrati, minerali e acqua
Con il rientro in stalla cambia anche l'alimentazione, perché l'erba fresca lascia il posto al foraggio conservato. La base della razione invernale è il fieno, e la sua qualità fa la differenza: scegli fieno di prato stabile o di erba medica tagliato al momento giusto, profumato, privo di polvere e di muffe, e conservalo al coperto e sollevato da terra. Le capre, più selettive delle pecore, scartano gli steli grossolani e preferiscono le parti fogliose, quindi una parte del fieno finirà nella lettiera. Il freddo aumenta il fabbisogno di energia per mantenere la temperatura corporea, e lo stesso fanno la gravidanza avanzata e l'allattamento, che spesso cadono proprio nei mesi invernali. In queste fasi il solo fieno può non bastare e si integra con un concentrato a base di cereali e fonti proteiche per piccoli ruminanti. Introducilo poco alla volta e in più pasti, perché un aumento brusco dei cereali favorisce l'acidosi ruminale, e chiedi al veterinario le quantità adatte al tuo gregge. Offri sempre sali minerali specifici per ovini o per caprini, ricordando che il rame tollerato dalle capre è tossico per le pecore, e controlla più volte al giorno che l'acqua negli abbeveratoi non sia gelata: un animale che beve poco mangia poco, e in inverno il bisogno di acqua pulita non diminuisce.





