Informazioni generali
La tosatura della pecora è da sempre un momento molto importante nelle comunità che si dedicano all'allevamento di questi animali. Fin dall'antichità, infatti, l'uomo ha compiuto questa azione per “liberare” dal vello le pecore durante il periodo estivo, ma nel tempo, è divenuta un vero e proprio rituale. La lana, infatti, è un bene prezioso, utile non solo per le imbottiture, ma anche e soprattutto per la realizzazione di tessuti caldi e naturali. Va da sé, dunque, che la tosatura della pecora si renda necessaria non solo ai fini fisiologici, ma anche a quelli economici: la lana come fonte di reddito per l'allevatore e, di riflesso, per la comunità che vi ruota attorno. In tempi recenti, però, la tosatura della pecora è divenuta piuttosto infruttuosa a livello economico, in quanto la lana viene spesso sostituita con materiali sintetici a buon mercato, maggiormente richiesti soprattutto in tempi di crisi. Accade così che la lana prodotta dalle pecore, specie nei piccoli allevamenti, non venga lavorata ma addirittura gettata via.
Metodi e tecniche di tosatura
Non ci si improvvisa tosatori, in quanto esistono tecniche precise per effettuare una tosatura efficace, che non leda l'animale e che soprattutto sia a regola d'arte. Per prima cosa bisogna tener conto che la pecora è un animale per natura molto pauroso, quindi il taglio dovrà essere dato in maniera netta e precisa, senza creare escoriazioni o, peggio, danni alla pelle, bloccando l'animale in maniera decisa ma non violenta. Alcuni allevatori sostengono che il miglior modo per tosare una pecora sia legare le quattro zampe a due a due: un comportamento discutibile, che serve solo a traumatizzare l'animale. Più saggio e consono è rinchiudere le pecore in un recinto chiuso e portare via, di volta in volta, solo la pecora che deve essere tosata: in questo modo si evitano “allarmismi” da parte degli altri capi che, notando l'agitarsi delle compagne e l'assenza di vello, possono innervosirsi e divenire particolarmente inquiete. La tosatura non ha un periodo preciso, poiché molto dipende dalle condizioni atmosferiche del posto dove l'allevamento risiede: in Italia, ad esempio, la tosature delle pecore avviene da aprile a luglio, ma non mancano i casi in cui, se si prospetta un'estate lunga e torrida, la tosatura debba essere realizzata due volte (di solito in aprile e poi a fine luglio). Prima della tosatura occorre che le pecore vengano lavate e asciugate perfettamente, così come importante è che il vello non sia bagnato né umido al momento del taglio: per tale motivo, si preferisce far alloggiare le pecore in stalla il giorno prima della tosatura, in modo tale che neanche la rugiada notturna possa essere d'intralcio. Per la tosatura vera e propria, occorrono specifici arnesi del mestiere. Di solito si ricorre a cesoie a molla molto affilate, del tutto simili ad un rasoio, ma non mancano scuole di pensiero che prediligono un più moderno rasoio elettrico. Fondamentale, però, che il vello venga tosato in maniera uniforme, restando compatto una volta tagliato come se fosse ancora sul corpo dell'animale. Una volta tosato, il vello della pecora viene arrotolato su sé stesso – con la parte del pelo rivolta all'interno per non rovinarsi – e portato nei centri specifici dove verrà avviato a classificazione.
La lana
Una volta giunto nelle strutture specifiche per la classificazione, il vello viene diviso in base alla lunghezza e alla finezza delle fibre: migliore sarà la lana e quindi il filato che se ne otterrà dopo la lavorazione, maggiore sarà il prezzo al chilo della lana grezza. In generale, possiamo affermare che la lana del dorso e delle spalle della pecora è sempre di prima qualità, mentre il vello di petto e addome è di seconda qualità. In fondo alla lista, invece, il vello di coda e cosce, classificato di terza qualità. Dopo questo processo, la lana viene opportunamente lavorata nelle fabbriche specializzate fino ad ottenere filati naturali da immettere poi sul mercato industriale o al dettaglio.
Dopo la tosatura
Oltre che per alleggerire gli animali in vista del caldo, la tosatura della pecora è utilissima per vagliare lo stato di salute dei capi e per eseguire le profilassi di stagione. Una volta tolto il vello, infatti, l'animale presenta la pelle “nuda” e può essere così effettuata un'analisi di rito delle condizioni di salute. Solitamente, se non si è esperti in materia, si predilige la presenza di un veterinario di fiducia che possa somministrare eventuali medicinale oltre che visitare e controllare le pecore. Generalmente, considerato il fatto che le pecore vengono tosate in primavera oppure all'inizio dell'estate, vengono eseguiti la vaccinazione, la sverminazione e il trattamento per i parassiti esterni (utilissimo andando incontro al caldo). Si controlla poi l'assenza di eventuali escoriazioni dovute al taglio improprio della tosatrice (nel caso, vanno immediatamente curati e disinfettati), così come l'assenza di masse sospette. Importante anche il controllo delle unghielli, che andranno tagliati all'occorrenza onde evitare la zoppia dell'animale.
Domande frequenti
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Qual è il periodo migliore per tosare le pecore?Il periodo ideale per la tosatura varia in base al clima locale, ma generalmente si svolge tra aprile e luglio, quando le temperature iniziano a salire. Questo permette agli animali di affrontare il caldo estivo senza stress termico. In zone con estati particolarmente lunghe e torride, alcuni allevatori optano per due tosature: una ad aprile e un'altra a fine luglio. È fondamentale evitare di tosare le pecore se il vello è bagnato o umido; pertanto, si consiglia di tenere gli animali in stalla asciutta la notte precedente l'intervento per garantire che il pelo sia perfettamente secco.
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Come si gestisce lo stress delle pecore durante la tosatura?Le pecore sono animali paurosi e reagiscono male alle situazioni caotiche. Per minimizzare lo stress, è sconsigliabile legare le zampe, metodo che traumatizza l'animale. La tecnica corretta prevede di mantenere il gregge in un recinto sicuro e prelevare singolarmente la pecora da tosare, evitando che le altre vedano l'agitazione o la mancanza di vello delle compagne, il che potrebbe innescare panico collettivo. Il tosatore deve agire con fermezza ma delicatezza, garantendo movimenti precisi per non causare escoriazioni alla pelle sensibile dell'animale.
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È necessario chiamare un veterinario dopo la tosatura?Sì, è altamente raccomandato. La tosatura offre l'opportunità unica di ispezionare la pelle nuda dell'animale per rilevare problemi sanitari invisibili sotto il vello. Un veterinario può verificare la presenza di escoriazioni dovute al taglio, masse sospette o infezioni cutanee. Inoltre, questo momento coincide spesso con le profilassi stagionali primaverili/estive: il medico può somministrare vaccini, trattamenti antiparassitari esterni e sverminanti, oltre a controllare e tagliare le unghie per prevenire zoppie future.
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Come si classifica la qualità della lana tosata?La lana viene valutata in base alla finezza e lunghezza delle fibre, determinando il prezzo di mercato. La lana di prima qualità proviene dal dorso e dalle spalle, essendo le fibre più uniformi e resistenti. La seconda qualità include il vello di petto e addome. Infine, la terza qualità, meno pregiata, deriva dalla zona di coda e cosce. Una volta tosato, il vello va arrotolato con il pelo rivolto verso l'interno per proteggerlo, e inviato a centri specializzati per la classificazione e successiva lavorazione industriale.





