Perché il cincillà soffre il caldo secco dei termosifoni
Il cincillà arriva dalle Ande, dove l'aria è secca e fresca e la notte può scendere vicino allo zero. Per difendersi ha una pelliccia densissima che trattiene il calore corporeo ma non riesce a disperderlo: l'unico organo con cui abbassa la temperatura sono le grandi orecchie, ricche di capillari. Questo roditore è fatto per resistere al freddo asciutto, non al caldo, e un soggiorno riscaldato a 22 o 23 gradi per lui è già un ambiente pesante. Sopra i 25 gradi circa il rischio di colpo di calore diventa concreto, soprattutto se la gabbia è vicina a una fonte di calore diretta. Il riscaldamento domestico aggiunge due problemi che d'estate non ci sono. Il primo è l'aria secca prodotta dai termosifoni, che irrita le vie respiratorie e rende la pelliccia più fragile. Il secondo sono gli sbalzi: accensioni e spegnimenti programmati, finestre aperte per arieggiare e stanze che passano in poche ore da 16 a 23 gradi mettono alla prova un animale che in natura vive in tane dove il clima cambia lentamente. Se tieni un cincillà in casa, l'inverno non è la stagione in cui rilassarti sul clima della stanza, ma quella in cui controllarlo con più attenzione.
Quale temperatura tenere e dove sistemare la gabbia
La fascia in cui il cincillà sta davvero bene va da circa 15 a 21 gradi, con il massimo del comfort intorno ai 17-21. Sono valori più bassi di quelli che molte famiglie tengono d'inverno, quando si punta spesso ai 20-22 gradi presi come riferimento per gli ambienti abitati. La scelta più semplice è destinare alla gabbia la stanza meno riscaldata della casa, per esempio una camera o uno studio dove la valvola del termosifone resta bassa, purché sia frequentata: il cincillà è un animale sociale e si stressa se viene dimenticato in un locale chiuso. Evita invece cantine, garage e scantinati, che d'inverno sono freddi, umidi e senza ricambio d'aria. Dentro la stanza conta molto la posizione. Tieni la gabbia a qualche metro dai termosifoni, dalle stufe e dalle bocchette dell'aria calda, lontano dalle finestre che prendono sole nelle ore centrali e fuori dalla traiettoria di porte e finestre che apri per arieggiare, perché la corrente fredda diretta è dannosa quanto il caldo. Un termometro con memoria di minima e massima, appeso all'altezza della gabbia, ti dice quanto oscilla davvero la temperatura nell'arco della giornata: se vedi escursioni ampie tra giorno e notte, rivedi la programmazione della caldaia o sposta la gabbia in un punto più stabile.
Umidità: l'aria secca dei termosifoni e quella troppo umida
Sull'umidità il cincillà chiede un equilibrio preciso: il valore di riferimento è intorno al 50 per cento, meglio restare un po' sotto che sopra. L'aria troppo umida, tipica di bagni e cucine, favorisce le muffe nel fieno e nella lettiera e i problemi respiratori, e impedisce alla pelliccia di asciugarsi dopo il bagno di sabbia; per questo la gabbia non va mai in quei locali. Con i termosifoni accesi, però, l'umidità relativa in casa può scendere molto, e un'aria troppo asciutta irrita le mucose, favorisce gli starnuti e lascia il mantello elettrico e opaco. Procurati un igrometro da tenere accanto al termometro e leggilo nelle ore in cui il riscaldamento lavora di più. Se i valori restano a lungo molto sotto il riferimento, puoi correggere con un semplice contenitore d'acqua sul termosifone della stanza, ma evita gli umidificatori a vapore puntati verso la gabbia e non appoggiare mai panni umidi sulle sbarre: il cincillà deve restare asciutto. Arieggia la stanza ogni giorno per pochi minuti, spostando l'animale o coprendo il lato della gabbia esposto, così rinnovi l'aria senza raffreddarlo di colpo.
Segnali di disagio nel cincillà e come intervenire
Impara a riconoscere i segnali che il clima della stanza non va. Un cincillà accaldato si sdraia disteso sul fondo della gabbia, respira in fretta, ha le orecchie arrossate e calde al tatto e, nei casi più seri, saliva abbondantemente e appare apatico: sono i sintomi del colpo di calore, un'emergenza. Spostalo subito in un ambiente più fresco, offri acqua fresca, appoggia nella gabbia una piastrella di ceramica o una bottiglia d'acqua fredda avvolta in un panno senza bagnare la pelliccia e contatta il veterinario, perché anche un raffreddamento troppo brusco può essere pericoloso. All'opposto, starnuti ripetuti, scolo nasale e occhi che lacrimano in un animale tenuto vicino a una finestra o in una stanza con correnti indicano un raffreddamento, che può evolvere in bronchite se trascurato: anche qui serve una visita. Per prevenire entrambi gli scenari ti conviene una routine invernale: una lettura di termometro e igrometro al mattino e alla sera, la gabbia in una posizione stabile per tutta la stagione, la sabbia per il bagno sempre disponibile perché il mantello resti pulito e isolante, e il fieno controllato spesso, dato che negli ambienti caldi e umidi ammuffisce prima. Con questi accorgimenti il tuo cincillà attraversa l'inverno in casa senza accorgersi dei termosifoni.





