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Terranova e San Bernardo: perché amano il freddo e la neve

Aggiornato il 17 ottobre 20264 capitoli
Il doppio mantello: perché il freddo non li tocca

Il doppio mantello: perché il freddo non li tocca

Terranova e San Bernardo amano il freddo e la neve prima di tutto per come sono fatti. Entrambi hanno un doppio mantello: un sottopelo fitto e lanoso che trattiene l'aria calda a contatto con la pelle, coperto da un pelo esterno più lungo e grossolano che ferma vento e umidità. Il calore del corpo resta intrappolato in questo strato e la temperatura esterna fatica ad arrivare alla cute, per questo puoi vederli sdraiati su un lastrone ghiacciato senza che mostrino il minimo disagio. Nel Terranova il pelo di copertura è anche leggermente oleoso e idrorepellente, un'eredità del lavoro in acqua: la razza nasce sull'isola canadese da cui prende il nome, dove aiutava i pescatori a recuperare reti e uomini caduti in mare in acque gelide, e la membrana tra le dita, che i cinofili chiamano piede palmato, lo conferma. Il San Bernardo arriva invece dalle Alpi, dall'ospizio sul passo del Gran San Bernardo a quasi 2500 metri di quota, dove per secoli ha accompagnato i monaci nel ritrovare i viandanti dispersi nella neve. Due storie diverse, un risultato simile: cani selezionati per generazioni in ambienti rigidi, che oggi riconoscono nella neve un elemento familiare e non una condizione da sopportare.

Come si comportano sulla neve e cosa aspettarti da loro

Se li porti in montagna d'inverno, non stupirti se il tuo cane si rotola nella neve fresca, la mangia a bocconi o si addormenta sul terrazzo mentre fiocca. È un comportamento normale per queste razze: la ricerca attiva di superfici fredde serve a smaltire il calore che il mantello accumula durante il movimento, perché un cane di taglia gigante con sottopelo fitto si scalda in fretta anche quando la temperatura è sotto zero. Il San Bernardo affonda nella neve con una certa goffaggine ma non si scoraggia, mentre il Terranova spesso cerca ruscelli e pozze anche quando l'acqua è gelida. Vale la pena sapere che il San Bernardo esiste anche nella varietà a pelo corto, che storicamente era preferita per il lavoro di soccorso perché neve e ghiaccio si attaccavano meno al mantello formando grumi pesanti. Entrambe le varietà tollerano bene il freddo, ma il pelo lungo richiede più cura dopo le uscite. Tieni conto anche dell'età: un cucciolo nei primi mesi di vita e un cane anziano hanno una termoregolazione meno efficiente e vanno osservati con più attenzione, anche se appartengono a una razza nata tra i ghiacci.

Zampe, ghiaccio e sale: le attenzioni che servono anche a loro

Amare il freddo non significa essere indistruttibili, e proprio la fiducia nella resistenza di questi cani porta a trascurare qualche dettaglio. Il punto più delicato sono i polpastrelli: la neve si compatta tra le dita e forma piccole palline di ghiaccio che irritano la pelle, mentre il sale antigelo sparso sui marciapiedi secca i cuscinetti e, se il cane se li lecca, può provocare disturbi gastrointestinali. Al rientro risciacqua le zampe con acqua tiepida e controlla gli spazi interdigitali; se il pelo tra le dita è molto lungo, accorciarlo con forbici a punta arrotondata riduce l'accumulo di ghiaccio. Il mantello va asciugato con cura, soprattutto nel Terranova: il sottopelo trattiene l'umidità a lungo e un pelo che resta bagnato a contatto con la pelle favorisce dermatiti e i cosiddetti hot spot, zone arrossate e umide che il cane si lecca fino a peggiorarle. Fai attenzione anche al ghiaccio liscio: una scivolata per un cane che spesso supera i sessanta chili, con articolazioni predisposte alla displasia, può avere conseguenze serie, quindi preferisci percorsi su neve battuta alle lastre ghiacciate.

Dormire fuori, riscaldamento di casa e la stagione davvero difficile

Molti proprietari si chiedono se un Terranova o un San Bernardo possano dormire all'aperto d'inverno. Possono, a patto che abbiano una cuccia proporzionata alla taglia, sollevata da terra, con l'apertura rivolta lontano dal vento dominante e un fondo asciutto da cambiare appena si inumidisce. Resta però il fatto che sono cani molto legati alla famiglia: la scelta di tenerli fuori va fatta per la loro comodità, non per la convinzione che il freddo li renda autosufficienti. Se vivono in casa, evita di sistemare la cuccia accanto al termosifone o alla stufa: con il loro mantello il caldo secco degli ambienti riscaldati li infastidisce, e li vedrai spostarsi spontaneamente sul pavimento più fresco o chiedere di uscire sul balcone. Ricorda infine che la stagione difficile per queste razze non è l'inverno ma l'estate: lo stesso sottopelo che li protegge dal gelo li espone al colpo di calore quando le temperature salgono. Non tosare mai il mantello pensando di aiutarli, perché il pelo scherma anche dal sole; limitati a spazzolarli con regolarità per eliminare il sottopelo morto durante la muta primaverile, così che la pelle respiri. Chi conosce questo equilibrio può godersi passeggiate invernali lunghe e serene, con un cane che per una volta è nel suo elemento.

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