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miglior cibo per cani

Aggiornato il 25 febbraio 20143 capitoli5 domande frequenti
cibo per cani

Il cibo per cani

Uno dei momenti più importanti della giornata di Fido è sicuramente quello della pappa. Sono lontani i tempi in cui ai cani si era soliti dare gli avanzi dalla tavola: una maggiore informazione al riguardo, infatti, ha evidenziato quanto sia importante per gli animali seguire una dieta equilibrata, esattamente come lo è per le persone. Innanzitutto, ci sono delle norme generali che vanno seguite quando si tratta di dar da mangiare al nostro cane: usare una ciotola pulita, farlo mangiare dopo di noi, lasciargli acqua fresca a disposizione, togliere tutti i residui del pasto appena il cane finisce di mangiare. Per quanto riguarda la frequenza dei pasti, molto dipende anche dall’età del cane e dal modo in cui l’abbiamo abituato: generalmente i cuccioli mangiano anche tre/quattro volte al giorno, mentre gli esemplari adulti una o due volte. Ci sono persone che scelgono per Fido un’alimentazione completamente casalinga, cioè si occupano giorno per giorno di cucinargli i pasti; questo, se da un lato ci dà garanzie riguardo alla qualità degli alimenti, dall’altro lato comporta un dispendio di tempo, denaro ed energie non indifferente, e inoltre espone il nostro amico a quattro zampe al rischio di squilibri alimentari. Se comunque la nostra decisione è quella di scegliere l’alimentazione casalinga, chiediamo al nostro veterinario di aiutarci a stilare una dieta equilibrata e adatta all’età e allo stile di vita del nostro cane, e seguiamola pedissequamente. Prestiamo attenzione a eventuali segnali da parte dell’animale che potrebbero indicare carenza di nutrienti. Se invece scegliamo di optare per una dieta industriale, troveremo tantissime tipologie di cibo di ottima qualità: non ci resta che scegliere la migliore.

Il cibo migliore: secco o umido?

Innanzitutto, i cibi industriali si dividono in due grandi categorie: cibo secco e cibo umido. Per cibo secco si intendono i croccantini, mentre il cibo umido sono le scatolette (paté, bocconcini e via dicendo). Si tratta in entrambi i casi di alimenti completi e bilanciati, cioè che, somministrati nelle dosi consigliate sulla confezione, soddisfano pienamente il fabbisogno giornaliero dell’animale. Le crocchette sarebbero teoricamente la scelta migliore, sia come rapporto qualità/prezzo, sia perché non si deteriorano una volta aperte; inoltre, contribuiscono anche a mantenere la dentatura di Fido sana e forte. Per contro, però, non sono molto appetibili né profumate; se il palato del nostro cane ha gusti un po’ più esigenti, ci viene in aiuto il cibo umido, che invece è più saporito e simile a quello fresco. Si deteriora facilmente, però, quindi una volta aperto va conservato in frigo e consumato entro breve. Molti padroni di cani optano per un’alimentazione mista, in genere in proporzioni di 60% di cibo umido e 40% di cibo secco. Non ci resta che fare un po’ di esperimenti e scegliere la soluzione migliore sia per noi che per il nostro cane; ricordiamo sempre, però, che ogni cambiamento nell’alimentazione di Fido va fatto gradualmente, mai di punto in bianco.

Scegliere il cibo migliore: leggiamo l’etichetta

Una volta risolto il dilemma tra cibo secco e umido, ci resta ancora da scegliere la marca migliore fra le centinaia esistenti. Innanzitutto, scegliamo una marca che sia facilmente reperibile nella nostra zona, così da scongiurare l’eventualità di rimanere senza scorte; poi facciamoci consigliare sia dal veterinario, sia dal negoziante (se competente), qualche marca di buona qualità nella fascia di prezzo che ci interessa. Se poi vogliamo essere ancora più sicuri di ciò che stiamo acquistando, la soluzione è solo una: imparare a leggere l’etichetta. Le etichette del cibo per cani, infatti, riportano in ordine decrescente gli alimenti contenuti nello stesso (e quindi da quello contenuto in quantità maggiore, a quello meno presente). Il cane è un animale prettamente carnivoro, quindi innanzitutto prediligiamo i cibi che hanno la carne al primo posto; i cibi che hanno al primo posto i cereali sono in genere di qualità più scadente (eccetto in casi particolari, come ad esempio i cibi dietetici). Sono più pregiati i mangimi che riportano le diciture ‘carne fresca’ o ‘carne fresca disidratata’, rispetto a quelli che invece citano ‘farine di carne’ o ‘carne e derivati’; in questi ultimi casi, infatti, spesso vengono inclusi ossa, piume e altri scarti, o carni di provenienza non certificata. Attenzione! Alcuni produttori indicano la carne al primo posto, e nelle postazioni successive vari tipi di cereali in proporzioni diverse, che però se sommati risultano essere più della carne: teniamo gli occhi aperti. Dopo le proteine troveremo cereali e fibre (più nei mangimi secchi che in quelli umidi), oli e grassi, e altre integrazioni varie tra cui ad esempio le ceneri gregge, cioè i minerali (un buon cibo non dovrebbe contenerne più del 7%).

Domande frequenti

  • È meglio dare al cane cibo secco o umido?
    Non esiste una risposta assoluta, poiché entrambe le forme sono complete e bilanciate se somministrate secondo le dosi indicate. Le crocchette (secco) offrono vantaggi economici, praticità di conservazione e aiutano a mantenere la salute dentaria grazie all'azione meccanica di masticazione. L'alimento umido, invece, è più appetibile e idratante, ideale per cani selettivi o con problemi renali, ma si deteriora rapidamente dopo l'apertura. Una strategia comune e valida è l'alimentazione mista, ad esempio combinando il 60% di umido e il 40% di secco, adattando le percentuali alle preferenze del cane e alle esigenze del proprietario.
  • Come devo interpretare l'elenco degli ingredienti sull'etichetta del cibo per cani?
    L'elenco degli ingredienti deve essere letto in ordine decrescente, dal componente più abbondante a quello meno presente. Poiché il cane è un onnivoro con spiccata tendenza carnivora, la prima voce dovrebbe essere necessariamente carne o pesce. Diffida dei prodotti che elencano cereali o farine vegetali al primo posto, indicando una minore qualità proteica. Presta attenzione alle diciture: 'carne fresca' o 'disidratata' garantiscono standard superiori rispetto a 'farine di carne' o 'derivati', termini che possono nascondere scarti non certificati. Verifica anche che la somma di tutti i cereali non superi quantitativamente la carne dichiarata.
  • Quali sono i rischi dell'alimentazione casalinga per il cane?
    Preparare il cibo in casa offre il controllo totale sulla qualità delle materie prime, evitando additivi sconosciuti. Tuttavia, questa scelta comporta rischi significativi se non gestita professionalmente. Il principale pericolo è l'insorgenza di squilibri nutrizionali gravi, poiché è difficile replicare perfettamente il profilo aminoacidico e vitaminico-minerale necessario al cane nel lungo periodo. Inoltre, richiede un notevole investimento di tempo, denaro ed energie. Se si opta per questa strada, è fondamentale farsi seguire da un veterinario nutrizionista per formulare una dieta personalizzata e monitorare costantemente eventuali segni di carenze nel cane.
  • Quante volte al giorno bisogna dare da mangiare a un cane?
    La frequenza dei pasti varia principalmente in base all'età e allo stato fisiologico del cane. I cuccioli, avendo un metabolismo rapido e uno stomaco piccolo, richiedono pasti più frequenti, solitamente tre o quattro volte al giorno, per garantire un apporto energetico costante. Gli adulti sani possono essere alimentati una o due volte quotidiane. È importante stabilire una routine regolare, offrire sempre acqua fresca e rimuovere la ciotola poco dopo che il cane ha finito di mangiare per evitare che il cibo rimanga a disposizione tutto il giorno, favorendo l'accumulo di batteri o l'obesità.
  • Cosa significa il termine 'ceneri gregge' e qual è il valore massimo consigliato?
    Le 'ceneri gregge' rappresentano la quota minerale residua che rimane dopo la combustione completa del alimento; includono minerali essenziali come calcio, fosforo e magnesio. Un contenuto eccessivo può indicare una scarsa qualità delle proteine o la presenza di troppi scarti ossei. In un buon alimento completo, il valore delle ceneri gregge non dovrebbe superare il 7%. Valori superiori potrebbero segnalare mangimi di bassa qualità o inadatti a certe condizioni cliniche. Controllare questo parametro insieme agli altri valori nutrizionali aiuta a valutare la reale qualità intrinseca del prodotto acquistato.

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