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anagrafe canina nazionale

Aggiornato il 25 febbraio 20143 capitoli5 domande frequenti
anagrafe canina

Cos’è l’anagrafe canina nazionale?

L’anagrafe canina non è altro che il registro di tutti i cani dotati di microchip o tatuaggio in Italia. La sua gestione è responsabilità del Ministero della Salute, tramite anche le varie amministrazioni regionali che si occupano di riversare nella banca dati tutte le informazioni in loro possesso. La consultazione dell’anagrafe canina è libera, chiunque può accedervi online e, in caso di ritrovamento di un cane smarrito, può digitare il codice del suo microchip e avere le informazioni necessarie sull’animale e sul suo proprietario (per la lettura del microchip ci si può rivolgere a qualsiasi Asl veterinaria, o a veterinari dotati del macchinario per la lettura dei microchip). Attenzione: l’iscrizione di un esemplare di cane all’anagrafe canina è del tutto indipendente da quella all’ENCI (Ente Nazionale Cinofilo Italiano). Anche se abbiamo già iscritto il nostro cane all’ENCI, sarà comunque necessaria l’iscrizione all’anagrafe canina. L’iscrizione dei cani all’anagrafe canina è obbligatoria per qualunque possessore o detentore di animale, sia a scopo affettivo che per vendita; gli unici esemplari che non è necessario registrare sono quelli che rientrano ancora nella normativa precedente, vale a dire che sono già iscritti e dotati di tatuaggio leggibile.

Perché è importante registrare il proprio cane all’anagrafe canina?

Il rapporto fra uomo e cani affonda le sue radici in tempi antichissimi, probabilmente nel mesolitico. Per lunghissimo tempo, sicuramente per via della tendenza all’antropocentrismo della razza umana, i cani sono stati considerati alla stregua di semplici proprietà dell’uomo. Col tempo, anche grazie a una rinnovata sensibilità all’argomento, e ai progressi in campo scientifico, questa concezione è fortunatamente cambiata: al giorno d’oggi al cane è riconosciuta la propria dignità di essere vivente, e quindi di individuo con propri diritti che vanno tutelati. L’iscrizione all’anagrafe canina serve appunto a questo: lega con un doppio filo il cane al padrone, e quindi, se da un lato attesta la proprietà del padrone sull’animale (ed è quindi utile in caso di furto o smarrimento dello stesso), dall’altro lato sancisce anche gli obblighi che il padrone ha nei confronti del proprio animale domestico. Se un cane è iscritto all’anagrafe canina, sarà sicuramente più semplice ritrovarlo in caso di smarrimento o furto; anche per chi trova un animale disperso, sarà facile risalire al legittimo proprietario e quindi restituirlo. E’ anche vero, però, che in caso di cattiva custodia o mantenimento dell’animale in questione, il padrone è facilmente rintracciabile e dovrà rispondere dinanzi alla legge delle proprie mancanze. Chiunque venga trovato in possesso di un cane non iscritto all’anagrafe canina rischia di incorrere in sanzioni e ammende. Stesso discorso vale anche per chi manca di comunicare la scomparsa del cane o la propria rinuncia alla proprietà dell’animale: in tal caso, allo scadere di sessanta giorni dal ritrovamento dell’animale, lo si considera abbandonato, e quindi il padrone incorrerà nelle sanzioni previste per il reato di abbandono, e cioè a una multa che può arrivare anche a diverse migliaia di euro.

Come registrare un cane all’anagrafe canina nazionale

La registrazione di un cane all’anagrafe canina avviene tramite la semplice installazione all’animale di un microchip sottopelle: l’inoculazione del microchip generalmente non ha effetti collaterali, e la sua presenza non è né dolorosa né fastidiosa per l’animale; il microchip resta consultabile per tutta la durata della vita del soggetto. Il microchip va installato al cane nel secondo mese di vita, cioè fra i 30 e i 60 giorni, e questa operazione può essere fatta presso una asl veterinaria o presso un veterinario privato; il costo dipende da zona a zona, in genere comunque non supera i 30€. L’operazione per l’installazione del microchip avviene tramite una siringa, generalmente all’altezza della spalla del cane, dura pochi minuti ed è quasi completamente indolore. L’iscrizione all’anagrafe canina lega il proprietario all’animale: a una persona può essere associato anche più di un cane, mentre a un cane può essere associata una sola persona. L’individuo indicato come proprietario dell’animale deve essere maggiorenne. Una volta completata l’iscrizione all’anagrafe canina, il proprietario è tenuto a segnalare tempestivamente la morte dell’animale, la sua scomparsa o il suo smarrimento, il trasferimento di proprietà. Se il padrone sceglie di rinunciare alla proprietà dell’animale per comprovate difficoltà di mantenimento, è suo dovere avvisare il proprio Comune di residenza, che provvederà a compiere il trasferimento presso un’apposita struttura di ricovero. I cani acquistati da allevatori seri, o i cani adottati dai canili, teoricamente dovrebbero essere già a posto con la legge e quindi dotati di microchip. Gli allevatori infatti non possono vendere cuccioli di età inferiore ai 60 giorni (e quindi a quel punto al cane sarà già stato inoculato il microchip), e i Comuni sono tenuti a registrare e mettere in regola i cani ospitati nelle strutture di ricovero di loro competenza.

Domande frequenti

  • È obbligatorio registrare il cane nell'anagrafe nazionale e quali sono le sanzioni?
    Sì, l'iscrizione all'anagrafe canina è obbligatoria per ogni possessore o detentore di cane in Italia, indipendentemente dallo scopo (affettivo o commerciale). L'unica eccezione riguarda i cani registrati prima dell'introduzione del microchip, purché dotati di tatuaggio leggibile. Non registrarsi comporta sanzioni amministrative. Inoltre, è fondamentale comunicare tempestivamente variazioni come decesso, smarrimento o cambio di proprietà. Se non si segnala la scomparsa entro 60 giorni dal ritrovamento, il cane viene considerato abbandonato e il proprietario rischia multe salate per reato di abbandono.
  • Quando e dove si effettua l'inserimento del microchip?
    Il microchip deve essere impiantato tra i 30 e i 60 giorni di vita del cucciolo. L'operazione è rapida, quasi indolore e viene eseguita mediante una siringa speciale, solitamente nella zona dorsale della spalla. Può essere effettuata presso un veterinario privato o presso le ASL veterinarie. Il costo varia in base alla zona ma generalmente non supera i 30 euro. Il dispositivo rimane attivo per tutta la vita dell'animale e permette di identificare il proprietario in caso di smarrimento, collegando il codice univoco ai dati anagrafici registrati nel sistema nazionale.
  • Anagrafe canina ed ENCI sono la stessa cosa?
    No, sono due registri distinti e indipendenti. L'Anagrafe Canina Nazionale è gestita dal Ministero della Salute ed è obbligatoria per legge per tutti i cani dotati di microchip; serve a garantire l'identificazione legale dell'animale e del proprietario. L'ENCI (Ente Nazionale Cinofilo Italiano), invece, è l'ente che gestisce il Libro Genealogico per le razze canine pure, promuovendo l'allevamento e le mostre. Avere il pedigree ENCI non sostituisce l'obbligo di iscrizione all'Anagrafe Canina: entrambi i registri devono essere compilati separatamente.
  • Come funziona la consultazione dell'anagrafe in caso di cane smarrito?
    L'accesso all'Anagrafe Canina Nazionale è libero e gratuito per chiunque. Se trovi un cane senza guinzaglio o collare, puoi recarti presso qualsiasi ASL veterinaria, canile o veterinario dotato di lettore di microchip. Lo specialista leggerà il codice univoco inciso nel chip sottopelle e inserirà il numero nel database nazionale. Il sistema restituirà immediatamente i dati del proprietario registrato, permettendoti di contattarlo per restituire l'animale. Questa procedura è essenziale per riunire rapidamente il cane con la sua famiglia.
  • Cosa succede se cambio casa o il cane muore?
    Una volta completata l'iscrizione, il proprietario ha l'obbligo di aggiornare tempestivamente i dati anagrafici. In caso di trasferimento di domicilio, bisogna comunicare il nuovo indirizzo. Se il cane viene ceduto a un terzo, il vecchio proprietario deve disiscriverlo e il nuovo acquirente deve effettuare la nuova iscrizione. In caso di decesso, è doveroso segnalare la morte per chiudere la pratica. Se si intende rinunciare alla proprietà per gravi difficoltà economiche, bisogna informare il Comune di residenza, che provvederà al trasferimento dell'animale in una struttura di ricovero adeguata.

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