anagrafe canina

Il microchip del cane

Il microchip è uno strumento utilissimo per chi possiede un cane o un qualsiasi altro animale da compagnia. Questo microchip, infatti, consiste in un piccolo circuito che viene inserito sotto la pelle dell’animale e permette di identificarlo in caso di smarrimento o di eventi simili. Questo circuito, ovviamente, è di piccolissime dimensioni e non crea nessun fastidio all’animale in cui viene inserito. Tale circuito è collegato ad una serie di numeri che permettono effettivamente di identificare l’animale nell’intero territorio nazionale. Ovviamente, il motivo principale per cui risulta indispensabile utilizzare un simile strumento è quello di permettere all’animale di essere riconosciuto e ritrovato in caso di furto, smarrimento o abbandono. Grazie a questo strumento, inoltre, risulta sempre più facile sanzionare, secondo quella che è la nuova normativa nazionale, coloro che abbandonano i propri animali, proprio grazie al collegamento che si crea tra questi numeri del circuito e i dati del padrone dell’animale. L’animale deve essere dotato di microchip sin dai primi mesi di vita: proprio per questo motivo, infatti, sono spesso gli allevatori o i volontari dei canili a richiedere questo piccolo intervento, cosa che renderà anche più semplice la gestione della struttura stessa. Si ricorda che è necessario rivolgersi ad un veterinario esperto ,per evitare che l’animale possa subire danni causati da un intervento mal riuscito.
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Iscrizione all’anagrafe canina

Una volta inserito il microchip, sarà necessario effettuare la registrazione del codice così ottenuto, ossia del numero del microchip stesso, presso l’anagrafe canine. Soltanto attraverso questa registrazione sarà possibile attribuire al microchip stesso il suo vero valore, in quanto soltanto in questo modo l’animale potrà essere riconosciuto dalle autorità locali. Ricordiamo che, secondo la normativa italiana, tutte le Regioni (e le più grandi città italiane)devono organizzare tale tipologia di anagrafe, considerato il grande numero di cani che vengono annualmente registrati. In questo modo, le Regioni non solo potranno avere consapevolezza di quella che è la popolazione canina presente sul proprio territorio, ma potranno anche organizzare dei servizi per la cura e la gestione della stessa (pensiamo ad esempio alla definizione dei fondi che saranno destinati alla gestione dei canili). L’anagrafe canina rappresenta,così, un sistema di registrazione essenziale, con collegamenti in tutto il territorio nazionale, organizzato su scala regionale. L’attività dell’anagrafe canina è, inoltre, strettamente collegata con l’attività dei veterinari presenti nella Regione stessa. I veterinari hanno l’obbligo, infatti, di collaborare con i funzionari che si occupano di tale anagrafe canina al fine di migliorarne la gestione, organizzando le registrazione degli animali che vengono curati presso i propri ambulatori. Per la sua grande importanza, l’iscrizione presso l’anagrafe canina è stata, oggi, considerata obbligatoria per legge, in quanto permette di migliorare tantissimi servizi che riguardano la gestione della popolazione canina presente nel territorio regionale, basti pensare al possibile miglioramento dei servizi di gestione del randagismo. Tutti coloro che acquistano un nuovo animale, quindi, devono subito registrare lo stesso presso l’anagrafe, dopo aver dotato lo stesso del necessario microchip: un’attività contraria potrebbe essere sanzionata anche penalmente. Dopo la iscrizione, ci verrà rilasciato un certificato essenziale come prova legale dell’avvenuta registrazione.

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Come funziona l’anagrafe canina?

Occorre ora capire come effettivamente funziona tale anagrafe canina. Attraverso questa registrazione sarà possibile collegare l’animale ad un numero che, come abbiamo già ricordato, viene definito dal microchip. Questo numero serve ad identificare tutte le caratteristiche essenziali dell’animale stesso, come ad esempio il colore, la razza, l’età ecc. Esso viene poi registrato presso l’anagrafe canina del luogo di residenza dei proprietari. La registrazione crea una sorta di “rapporto legale” tra l’animale e il padrone che effettua la registrazione e,per questo motivo, è essenziale che quest’ultimo abbia raggiunto la maggiore età. Grazie alla registrazione presso l’anagrafe canina sarà possibile, attraverso l’inserimento dei numeri nell’apposito registro informatico, individuare l’animale grazie alle sue caratteristiche principali e localizzarlo. La registrazione deve solitamente essere effettuata entro il secondo mese di vita dell’animale: termini più lunghi devono essere giustificati dal padrone dell’animale. L’anagrafe, come già ricordato, mette in relazione l’attività ei veterinari, sia pubblici che privati, quella degli uffici che svolgono direttamente tale compito e quella dei padroni degli animali stessi. Una volta inserito il microchip sarà necessario richiedere il rilascio del certificato di iscrizione : questo rappresenta una sorta di passaggio di proprietà dell’animale che si svolge tra veterinario e nuovo proprietario. L’operazione può essere svolta sia presso le strutture dei servizi sanità animale sia presso i vari ambulatori e cliniche veterinarie private. In caso di morte, smarrimento o trasferimento dell’animale, sarà necessario modificare i dati di tale iscrizione.




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