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Nuova sentenza della cassazione

Aggiornato il 10 novembre 20143 capitoli4 domande frequenti
cane passeggiata

La sentenza della giustizia

Nuova sentenza della Cassazione n.45230/14 del 3 novembre 2014, contro i padroni maleducati di cani. Finalmente era ora che ci fosse un’adeguata e giusta legge che punisse in maniera adeguata, non assolutamente l’incolpevole amico fedelissimo di noi tutti, l’amato cane, ma il suo proprietario. Quante volte sarà capitato a tutti noi di dover camminare a zig zag su dei marciapiedi per evitare profumati e imbarazzanti bisognini dei nostri amici e fedeli cagnolini, credo e non temo smentite che almeno una volta le nostre scarpe, magari da poco acquistate abbiano avuto la triste e imprevedibile avventura di aver messo "suola" su un dolce escremento canino (ma a volte non solo), la prima cosa allora che abbiamo fatto è stata quella d’imprecare contro gli incolpevoli e fedelissimi amici dell’uomo, i cani.

Chi è il colpevole?

Siamo certi che la colpa è da addebitare esclusivamente a loro e non ai loro proprietari? Certamente no, infatti, il cane come detto in precedenza, non fa altro che seguire fedelmente il suo "padrone", ovviamente se lo stesso si ferma e lo abitua a compiere i suoi bisognini sul marciapiede, o in posti dove facilmente si avverte il non simpatico profumino, ovviamente la colpa non è del povero cane ma unicamente del suo poco educato proprietario. Da pochi giorni, infatti, ha fatto notizia una sentenza della cassazione, con precisione la n. " 45230/14 del 3 novembre 2014", che recita testualmente, "se gli escrementi del cane emanano uno sgradevole odore, il padrone compie reato". Questa sentenza della Cassazione, era cosa da fare già da qualche tempo, infatti, in tutti gli altri paesi facenti parte della CEE, queste regole o norme di legge sono applicate da tempo, anche se, in tutta sincerità negli altri paesi il rispetto sai per gli animali e per il prossimo è completamente diverso da quello nel nostro paese.

Come procedere

Quindi se ci troviamo nella condizione in cui il nostro vicino di casa, lascia fare i propri bisognini al proprio cane o in spazi o aree condominiali, che non ha la buona abitudine di raccogliere con apposita palettina, grazie appunto a questa sentenza della Cassazione possiamo far intervenire l’Asl locale al fine di far certificare, lo stato non igienico dell’area stessa. Una volta accertata l’infrazione da parte dell’Asl, con il certificato che ci verrà rilasciato dalla stessa, potremo recarci dai carabinieri e sporgere regolare querela in base all’art.674 del Codice di procedura Penale . Questa sentenza della Cassazione, giunge ad hoc dopo la giusta condanna di un proprietario di cani che per sua noncuranza non aveva provveduto a ripulire gli spazi dove erano custoditi i cani, creando un profondo degrado di tutta l’area circostante.

Domande frequenti

  • Qual è la norma legale che punisce chi non raccoglie le deiezioni canine?
    La responsabilità civile e penale per i rifiuti lasciati dai cani ricade esclusivamente sul proprietario o detentore, come confermato dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 45230/14. Il cane non può essere sanzionato poiché privo di capacità giuridica; la colpa è attribuita all'uomo che non ha adempiuto al dovere di pulizia. L'articolo 674 del Codice Penale prevede la pena per chi getta immondezze in luoghi pubblici o accessibili al pubblico, rendendo il proprietario responsabile del degrado ambientale causato dagli escrementi non raccolti.
  • Come posso segnalare un vicino che non raccoglie le cacce del cane?
    Per segnalare efficacemente la violazione, è necessario coinvolgere l'ASL locale o i Carabinieri. Si può richiedere all'ASL di certificare lo stato di non igiene dell'area pubblica o condominiale dovuta alle deiezioni canine. Una volta ottenuto il verbale o il certificato che attesta l'infrazione sanitaria e il degrado, è possibile sporgere regolare querela presso i Carabinieri citando l'articolo 674 del Codice Penale. Questa documentazione ufficiale è fondamentale per provare la condotta illecita del proprietario e ottenere sanzioni amministrative o penali.
  • Il cane viene punito legalmente se lascia le feci per strada?
    No, il cane non subisce alcuna sanzione legale né penalità diretta. La giurisprudenza italiana, inclusa la sentenza della Cassazione del 2014, chiarisce che la responsabilità è esclusiva del proprietario o del detentore dell'animale. Il cane agisce istintivamente e non ha consapevolezza delle norme sociali; pertanto, è il padrone che deve garantire la raccolta immediata degli escrementi. Non raccogliere le deiezioni costituisce un illecito a carico dell'essere umano, non dell'animale, che rimane tutelato dalla legge come soggetto di diritto ma non come ente responsabile di reati.
  • Quali rischi sanitari comporta il mancato ritiro delle feci canine?
    Le deiezioni canine non raccolte rappresentano un grave rischio sanitario perché possono contenere parassiti intestinali (come Toxocara canis), batteri patogeni (E. coli, Salmonella) e virus trasmissibili all'uomo, specialmente ai bambini. L'accumulo di feci nei marciapiedi e nelle aree gioco crea focolai infettivi e deteriora la qualità ambientale. Per questo motivo, la legge impone la rimozione immediata: non è solo una questione di educazione civica, ma di salute pubblica. Le autorità sanitarie (ASL) intervengono quando il degrado diventa evidente, certificando il pericolo per la comunità.

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