Quando parte la muta e quanto dura davvero
La muta autunnale del cane non la fa scattare il freddo, ma la luce: è il fotoperiodo, cioè l'accorciarsi delle giornate, a dare all'organismo il segnale di produrre il sottopelo invernale. Per questo in molti soggetti il ricambio comincia già a settembre, quando le temperature sono ancora miti, e si esaurisce entro novembre. La fase di picco, quella in cui il pelo sembra uscire da ogni parte, dura di solito un paio di settimane; poi la perdita cala in modo graduale e l'intero ciclo si chiude in quattro-sei settimane. Quanto tutto questo si noti dipende però dalla struttura del mantello. I cani a doppio pelo, come i nordici e i cani da pastore, hanno un sottopelo fitto e lanoso che si stacca in ciuffi ben visibili, mentre nelle razze a pelo singolo il cambio passa quasi inosservato. Se il tuo cane vive soprattutto in casa, con riscaldamento acceso e luce artificiale fino a sera, il ritmo stagionale si appiattisce: perderà pelo un po' tutto l'anno, con picchi meno marcati. Sapere a che punto del ciclo ti trovi ti evita di allarmarti per una perdita abbondante ma normale e ti dice quando intensificare la spazzolatura.
Quale spazzola serve per arrivare al sottopelo
Per togliere il pelo morto serve uno strumento che arrivi alla cute, perché le setole morbide scivolano sopra il mantello senza intercettare nulla. Sui cani a doppio pelo, come il labrador o il pastore tedesco, il più efficace è il rastrello per sottopelo, una lama dentata che aggancia il pelo già distaccato e lascia intatto quello in crescita. Passalo nel verso del pelo, con movimenti brevi e senza caricare il peso della mano: la cute è sottile e una pressione eccessiva la irrita. Se il mantello è lungo, come nel collie, apri prima i nodi con un pettine a denti larghi e solo dopo lavora con il rastrello o con il cardatore, la spazzola dai dentini fini e inclinati; invertire l'ordine significa stringere i nodi anziché scioglierli. Sui cani a pelo corto e singolo, come il boxer, bastano un guanto di gomma o una spazzola in silicone, che raccolgono il pelo e stimolano il microcircolo. Evita le spazzole metalliche rigide con le punte scoperte, perché strappano anche i peli ancora saldi. Un controllo semplice ti dice se stai insistendo al momento giusto: se passando la mano il pelo viene via a ciuffi la muta è in corso, se invece resiste rimanda di qualche giorno.
Tecnica e frequenza durante le settimane di picco
Scelto lo strumento, conta la regolarità. Nelle due settimane più intense spazzola il cane ogni giorno o a giorni alterni, con sessioni brevi: dieci minuti fatti bene rendono più di mezz'ora che lo innervosisce. Parti dal collo e scendi verso groppa e coda, passa poi ai fianchi, alle cosce e alle zampe, e dedica un momento anche a pancia, ascelle e inguine, dove il pelo si infeltrisce prima perché è più fine e sfrega di continuo. Lavora sempre su pelo asciutto, perché quello umido si attorciglia e la spazzola tira: una tirata dolorosa basta a rendere il cane diffidente per mesi. Se si agita, interrompi e riprova più tardi, magari dopo la passeggiata quando ha sfogato l'energia, e chiudi con un bocconcino o una carezza, così l'appuntamento resta piacevole. Approfitta di questi minuti per guardare la pelle sotto il mantello: durante la muta autunnale il pelo si apre e vedi arrossamenti, croste o puntini scuri che altrimenti ti sfuggirebbero. Ne ricavi due cose insieme, molto meno pelo su divani e tappeti e un controllo costante sullo stato della cute.
Quando il pelo che cade segnala un problema
Il cambio del mantello è fisiologico e non deve dare fastidio: se vedi il cane leccarsi o grattarsi di continuo, non attribuirlo al ricambio stagionale, perché il prurito ha sempre un'altra causa. Il sottopelo denso dell'autunno è un rifugio comodo per le pulci; raccogli con il pettine i puntini neri alla base del pelo e appoggiali su un fazzoletto inumidito: se si sciolgono in aloni rossastri sono feci di pulci, e vanno trattati sia l'animale sia l'ambiente con prodotti indicati dal veterinario. Anche la pelle secca può peggiorare in autunno, quando si accendono i riscaldamenti. Lava il cane solo con shampoo formulati per lui, dato che il pH della sua cute è diverso dal nostro e i detergenti umani lo alterano, e chiedi al veterinario se nel suo caso ha senso integrare acidi grassi omega 3 e omega 6, utili al mantello ma da valutare caso per caso. Il segnale da non rimandare resta la chiazza senza pelo: la muta autunnale dirada in modo uniforme e lascia la cute integra, mentre aree glabre, magari simmetriche o con pelle arrossata e ispessita, fanno pensare a una dermatite o a uno squilibrio ormonale. In quel caso prenota una visita invece di provare rimedi casalinghi: solo l'esame diretto, con eventuali test, chiarisce l'origine.





