Perché il pastore tedesco sopporta il freddo meglio di molte altre razze
Il pastore tedesco è tra le razze che meglio tollerano le basse temperature, e il merito è soprattutto del suo mantello. Si tratta di un pelo a doppio strato: sotto c'è il sottopelo, fitto e lanoso, che trattiene l'aria e isola il corpo; sopra c'è il pelo di copertura, più lungo e ruvido, che respinge acqua e neve. A questo si aggiunge la taglia medio-grande, che disperde il calore più lentamente rispetto a un cane piccolo. Per questo un soggetto adulto e sano, nelle giornate fredde, sta benissimo in giardino e spesso si rotola nella neve con evidente soddisfazione. Questa protezione naturale funziona però solo se il mantello è in buone condizioni. Un pelo sporco, infeltrito o pieno di sottopelo morto perde gran parte del suo potere isolante, perché l'aria non resta più intrappolata tra i peli. Spazzola il cane con regolarità anche d'inverno, soprattutto dopo la muta autunnale, così da eliminare il pelo vecchio e favorire un sottopelo compatto. Tieni conto anche della variante: un pastore tedesco a pelo lungo ha una copertura più abbondante, ma tende a bagnarsi di più e ad asciugarsi più lentamente, mentre il pelo corto classico resta più asciutto.
Quando può dormire fuori e quando invece deve restare in casa
Alla domanda se il pastore tedesco possa dormire fuori d'inverno la risposta è sì, ma solo a certe condizioni. Il cane adatto è adulto, in buona salute, con il mantello curato e già abituato a vivere all'aperto: chi ha passato l'estate in giardino e le notti fresche d'autunno ha sviluppato un sottopelo più fitto e un organismo pronto al freddo. Un cane che dorme sul divano da ottobre, invece, non va messo fuori di colpo a dicembre, perché lo sbalzo termico lo mette in difficoltà molto più del freddo in sé. Ci sono poi soggetti che devono restare in casa a prescindere. I cuccioli non hanno ancora un sottopelo completo né difese immunitarie mature; i cani anziani, quelli con artrosi o displasia, i convalescenti e chi soffre di malattie croniche accusano l'umidità notturna e il gelo nelle articolazioni. Ricorda infine che il pericolo maggiore non è la temperatura letta sul termometro, ma l'insieme di vento, pioggia e umidità: una notte a pochi gradi sopra lo zero con pioggia battente è più rischiosa di una notte secca e gelida. Quando le condizioni peggiorano, o il termometro scende molto sotto lo zero, lascia al cane la possibilità di rientrare, almeno in un garage o in un locale asciutto anche se non riscaldato.
Riparo, acqua e abitudine: le condizioni che fanno la differenza
Se hai valutato che il tuo cane può passare la notte all'aperto, il riparo diventa la parte decisiva. La cuccia deve essere coibentata e sollevata dal terreno, perché il suolo gelato e l'umidità di risalita sottraggono calore molto in fretta; va collocata in un punto protetto dal vento dominante, sotto una tettoia o a ridosso di un muro, con l'ingresso schermato da una tendina in materiale plastico che trattiene il calore del corpo. All'interno la paglia resta la lettiera più pratica, asciutta e facile da sostituire; coperte e materassini vanno bene solo se il cane non ha l'abitudine di sbranarli e ingoiarne i pezzi. Non dimenticare l'acqua: nelle notti di gelo la ciotola può ghiacciare, quindi controllala al mattino e alla sera e preferisci un contenitore in plastica o in materiale isolante, che si raffredda meno del metallo. Infine, se il pastore tedesco è nuovo alla vita in giardino, abitualo in autunno e non in pieno inverno, allungando poco per volta il tempo passato fuori: così arriva al freddo intenso già preparato.
I segnali che il tuo cane ha freddo e cosa fare al rientro dalla neve
Anche un pastore tedesco ben attrezzato può avere freddo, e sta a te riconoscerlo. Osserva se trema, se resta rannicchiato con la coda sul muso senza rilassarsi, se gratta alla porta o cerca insistentemente il contatto con te, se al risveglio si muove rigido. Sono segnali che la notte è stata troppo dura e che serve una sistemazione più riparata; se compaiono tosse, abbattimento o rifiuto del cibo, sentire il veterinario è la scelta giusta. Il cappottino, per questa razza, è superfluo salvo per soggetti anziani o con problemi articolari, mentre meritano attenzione le zampe: dopo una passeggiata sulla neve o su strade trattate con sale, sciacqua e asciuga bene i polpastrelli e gli spazi tra le dita, controllando che non ci siano taglietti o arrossamenti. Un'asciugatura accurata del mantello bagnato prima che il cane torni in cuccia evita che passi la notte con il sottopelo umido, cioè nella condizione in cui perde la sua protezione naturale.





